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Bolzano
16 ottobre | 16:07

Qual è il futuro del vino e il vino del futuro? La ricetta del wine hunter Helmut Kocher: ''Il mondo enogastronomico, oggi più che mai, deve mettersi in discussione''

Il mondo del vino dovrà affrontare una lunga serie di sfide nel prossimo futuro. Ne abbiamo parlato con il Wine Hunter creatore e ideatore del Merano Wine Festival che, a poche settimane dall'inizio della kermesse, racconta la sua visione e propone le sue soluzioni. “Solo rafforzando il legame tra prodotto e territorio e valorizzando le identità locali, il vino italiano potrà distinguersi su mercati sempre più affollati e frammentati"

MERANO. Si guarda al passato per meglio affrontare il futuro, si osservano le passate criticità, le passate domande e anche le passate risposte, per affrontare e anticipare il domani. In fondo, Helmuth Köcher, quando si parla di anticipare i tempi, ne sa qualcosa.

Il Wine Hunter, creatore e ideatore del Merano Wine Festival, si prepara alla nuova edizione della kermesse, nella consapevolezza che mai come quest'anno la parola chiave sarà “futuro”. “Dobbiamo chiederci qual è il futuro del vino? E qual è il vino del futuro? - spiega Helmuth Köcher, intervistato a poche settimane dall'inizio del Merano Wine Festival 2025, evento che, come sottolinea lo stesso Köcher, sarà un momento importante di incontro e confronto proprio in un periodo storico di cambiamenti, di novità che sanno però di ritorno alla tradizione, che dal glocal portano al local, all'importanza delle conoscenza del territorio. Insomma si studia un futuro dove la personalizzazione e la localizzazione, la faranno da padroni.

Il mondo enogastronomico si trova in questo momento di fronte a un cambio di paradigma epocale. Tra un calo dei consumi globali di vino che ha toccato il nuovo minimo storico (21,4 miliardi di litri nel 2024, dati OIV) e la parallela ascesa del segmento no-alcol e low-alcol, le sfide ambientali e la feroce competizione sui mercati internazionali, è necessario un intervento radicale. In questo contesto, la 34esima edizione di Merano WineFestival, che andrà in scena dal 7 all’11 novembre, si pone come cruciale crocevia di visioni e lancia un appello esplicito a produttori, esperti e stakeholder.

L'evento sarà dunque una celebrazione delle eccellenze, ma si trasformerà anche in un vero e proprio cantiere di idee. La manifestazione si propone di dare voce ai “Wine & Food Creators”, chiamati non solo a esporre, ma ad assumere un ruolo attivo nell'elaborazione di soluzioni per riscrivere il futuro del settore. Helmuth Köcher, fondatore di Merano WineFestival fin dal 1992, ricorda la vocazione storica dell'evento: “Fin dal 1992 il nostro obiettivo non è mai stato quello di rincorrere le mode, ma di anticipare le trasformazioni che interessano il mondo del vino e del gusto”. In fondo la storia del Festival è stata una susseguirsi di anticipazioni, fino dalla sua nascita. 

Il festival ha per primo istituito Taste Terroir – bio&dynamica”, portando al centro dell’attenzione la viticoltura biologica e biodinamica, anticipando una sensibilità che oggi è mainstream. Ma non solo: per primo ha puntato i riflettori sui vini no e low alcol, aprendo un confronto su un cambiamento culturale nei consumi, oggi estremamente attuale. Per primo ha introdotto il tema del cambiamento climatico con una prospettiva sempre più etica e orientata alla sostenibilità. Tutti temi che oggi tornano prepotentemente e che devono essere affrontati per non essere colti di sorpresa da futuro. "Oggi più che mai, il mondo enogastronomico deve mettersi in discussione: se vuole evolversi, deve cambiare passo e affrontare con consapevolezza le sfide contemporanee", ribadisce Köcher. Il Festival si conferma, quindi, il luogo d'incontro e ispirazione necessario per dare inizio a questa nuova era.

 

In un contesto sempre più frammentato e competitivo, la proposta di Helmuth Köcher è chiarissima e mira a rafforzare l'identità del vino italiano, e non solo. Localizzazione e personalizzazione diventano le parole d'ordine.

 

La prima proposta è infatti quella di valorizzare il legame tra vino e territorio attraverso una mappatura che racconti in modo chiaro e distintivo l’identità dei vini italiani. Köcher è convinto: “Solo rafforzando il legame tra prodotto e territorio e valorizzando le identità locali, il vino italiano potrà distinguersi su mercati sempre più affollati e frammentati". L'obiettivo è costruire una narrazione condivisa che aiuti produttori, buyer e consumatori a riconoscere nel vino "non solo un prodotto, ma un’espressione autentica del territorio d’origine”.
La seconda proposta è la tutela del patrimonio ampelografico storico. Si suggerisce di valorizzare in etichetta, con un’indicazione apposita, i vini che provengono almeno per il 60% da viti storiche con più di 50 anni di età. Questa misura darebbe riconoscibilità e valore a un asset unico al mondo, capace di resistere anche ai cambiamenti climatici più duri.

Sarà dunque un Wine Festival diverso ma uguale, nel quale le tante novità che aspetteranno i visitatori, si mescoleranno a una profonda riflessione e ad un importante confronto sul futuro. Grandi e grandissime sorprese aspetteranno gli avventori, ma per scoprirle si dovrà aspettare ancora qualche giorno. L'appuntamento sarà ovviamente a Merano dal 7 all'11 novembre e i biglietti sono già acquistabili al seguente link:https://meranowinefestival.vivaticket.it 
 

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