Studenti catalani alla scoperta della sostenibilità tra le Dolomiti Unesco: “Imparare a conoscersi e abbattere le barriere culturali”
Ripartono domani i dieci studenti della scuola El Pilar, di Premià de Mar (Barcellona), in questi giorni ospiti degli studenti dei licei Galilei-Tiziano di Belluno. I ragazzi veneti li hanno accompagnati a visitare il territorio seguendo come tema la sostenibilità, dal riciclo dei rifiuti in città alle buone pratiche in montagna. A settembre si ripeterà l’esperienza in Spagna, per scoprire similitudine e differenze in tema ambientale con una località sul mare

BELLUNO. È iniziato da Venezia lo scambio culturale tra i giovani del liceo Galilei-Tiziano di Belluno e gli studenti della scuola El Pilar di Premià de Mar (Barcellona).
Arrivati domenica, resteranno a Belluno fino a domani: “Lo scambio è incentrato sulle buone pratiche della sostenibilità e tutti i ragazzi si sono dimostrati molto entusiasti. L’esperienza si concluderà a settembre in Spagna, quando avremo modo di evidenziare similitudini e diversità tra una città di montagna e una sul mare in tema di economia circolare e tutela dell'ambiente”, dichiara a il Dolomiti Luigina Ricchio, docente e referente per l’internazionalizzazione dei licei Galilei-Tiziano.
Si tratta di un’iniziativa che si inserisce nel programma Erasmus School-Azione KA122, finanziato con fondi europei: sono progetti di mobilità europea di breve durata, che permettono di pianificare poche attività in modo semplice e con un finanziamento facile da gestire. Belluno ospita appunto dieci studenti della scuola catalana El Pilar, in un percorso di condivisione, conoscenza, accrescimento linguistico e riflessione su alcune buone pratiche di sostenibilità ambientale.
“Sta andando molto bene. Il tema centrale è la sostenibilità, attorno alla quale ruota il programma di scambio in Italia, oltre chiaramente alla cultura e alla storia del nostro territorio. Tutto il programma - spiega Ricchio - riguarda quindi le buone pratiche di due piccole città, la nostra di montagna e una sul mare, Premià de Mar, a una ventina di minuti da Barcellona: a settembre saranno loro a farci da guide su come si fa economia circolare nel territorio, ma già adesso abbiamo capito che ci sono delle differenze che sarà interessante approfondire”.
Il programma è stato intenso. La prima giornata è stata dedicata a Venezia, con una visita alla Ca’ Foscari e alle buone pratiche all’interno dell’università, che fa parte della Rete delle università per lo sviluppo sostenibile (Rus) nata nel 2016 come esperienza di condivisione tra gli atenei italiani impegnati sui temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale. “Durante la visita - prosegue - l’università ci ha introdotto alle buone pratiche attuate al suo interno, ad esempio abbiamo scoperto che in tutta l'area universitaria non è più venduta neanche una bottiglia di plastica e, all’iscrizione, è consegnata una borraccia proprio per sensibilizzare sul tema”.
Il giorno successivo è stato il turno di Palazzo Piloni, con un workshop sulla sostenibilità ambientale e sullo spreco alimentare, e gli interventi della consigliera all'istruzione Vanessa De Francesch e del presidente della Provincia Roberto Padrin, che ha spiegato il ruolo e le funzioni dell’ente. A completare il funzionamento dell’amministrazione pubblica, ci sono stati anche gli incontri con i comuni. “Siamo andati a Ponte nelle Alpi, per tanti anni il comune più riciclone d’Italia - racconta Ricchio - e incontreremo oggi il Comune di Belluno, che ci spiegherà il riciclo nella nostra città. Si parlerà anche dello “swapping”, l’iniziativa di scambio di vestiti e oggetti che ha avuto grande successo e che probabilmente sarà replicata. Inoltre, nel centro di Belluno i ragazzi hanno organizzato una caccia al tesoro, che ha permesso di spiegare ad esempio il significato del riciclo e l'utilizzo dei bidoni oppure il funzionamento della differenziata per le attività commerciali”.
Ma l’esperienza che forse ha avuto maggior successo non poteva che essere tra le montagne bellunesi. I ragazzi hanno infatti accompagnato gli studenti di El Pilar al cospetto del Pelmo, per ammirare le Dolomiti e comprendere le ragioni della loro iscrizione nell'elenco del Patrimonio mondiale. Era presente anche la Fondazione Dolomiti Unesco, con Luigi Patuzzi e il geologo Franco Fiamoi, che hanno fatto scoprire la geologia delle Dolomiti. “Siamo andati ai piedi del Pelmo - spiega Ricchio - e abbiamo incontrato Mario Fiorentini, presidente dell’associazione gestori di rifugio del Veneto e titolare del rifugio Città di Fiume, che ci ha parlato delle difficoltà del riciclo in quota e delle buone pratiche per i turisti, perché il rispetto per la montagna e la cura del territorio partono dal singolo cittadino.
Ai ragazzi è piaciuta molto questa giornata, hanno apprezzato il paesaggio ma anche l’approfondimento sull’impegno di ognuno nel preservare il Patrimonio mondiale. E, per finire, abbiamo anche visitato il museo "Vittorino Cazzetta" di Selva di Cadore”.
L’attività si concluderà a settembre, quando i dieci ragazzi ora ospitati nelle case degli studenti bellunesi ricambieranno l’ospitalità nelle loro abitazioni. “Si tratta di occasioni preziose di scambio e arricchimento, è il modo più diretto per loro per imparare a conoscersi e abbattere le barriere culturali, essere flessibili e adattabili e fare nuove amicizie fuori dal territorio in ambito internazionale, migliorando anche le competenze linguistiche e appunto le buone pratiche di sostenibilità ambientale”, conclude la docente.












