Turista si appende alla coda del Leone di Martalar e la rompe (FOTO), l'artista: "Il problema? Non il maltempo o la neve ma le persone senza rispetto"
L'artista: "Si può fare una foto anche senza salirci o attaccarsi. Il divieto di toccare serve proprio a tutelare l'opera, ma sembra sempre che ci sia sempre la categoria umana del 'io posso io ho diritto'. Mancano cura e amore"

TARZO (TREVISO). Il Leone di Martalar, inaugurato il 6 agosto a Fratta di Tarzo in occasione del 6° anniversario dell'iscrizione delle Colline del Prosecco nel registro Unesco dei patrimoni dell'Umanità è stato vandalizzato. A farlo sapere, è lo stesso artista, che in un post (con tanto di foto) spiega: "Quando mi viene chiesto quanto durano le mie opere, rispondo che il problema non è il tempo, il meteo, la neve, il vento, il problema sono le persone che non hanno rispetto".
"Si può fare una foto anche senza salirci o attaccarsi - sottolinea Martalar -. Il divieto di toccare serve proprio a tutelare l'opera, ma sembra sempre che ci sia sempre la categoria umana del io posso io ho diritto. Se andate a visitare le mie opere è perché sono libere non c'è biglietto sono pubbliche sono di tutti appartengono alla comunità, bisogna averne cura e amarle. È come per la natura una montagna un bosco un lago un sentiero bisogna avere rispetto, la bellezza è spesso fragile e siamo noi a doverla proteggere. Volevo anche dire che comunque queste opere sono tutte videosorvegliate".
Secondo quanto si apprende, infatti, di recente una persona si sarebbe appesa alla coda del Leone, realizzato con gli scarti di legno della tempesta Vaia, rompendola. Un fatto che ha inevitabilmente scatenato reazioni negative, tra le quali anche quella del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha tenuto ad esprimere il proprio sdegno attraverso un comunicato stampa ufficiale.
"Quello che è accaduto a Tarzo è un gesto vile che ferisce non solo un’opera d’arte, ma l’anima stessa del nostro popolo - esordisce Zaia -. Il Leone alato di Martalar non è un semplice simbolo: è la rappresentazione della nostra storia millenaria, della nostra identità, della fierezza e della dignità dei Veneti. Chi ha osato colpirlo non ha colpito un pezzo di legno, ma ha inferto un’offesa a tutti noi, alle nostre radici, ai nostri valori. Non posso liquidare questo gesto come una semplice bravata: non si tratta soltanto di un danno a una scultura, ma di un’offesa a un simbolo che rappresenta il cuore della nostra identità veneta".
Secondo quanto si legge nel comunicato, l'opera sarebbe stata vandalizzata ripetutamente, fino ad arrivare a spezzargli la coda: "Chi ha compiuto questo atto non ha solo dimostrato ignoranza e mancanza di rispetto: ha ferito la nostra identità, oltraggiando ciò che per noi è sacro – dichiara ancora Zaia -. Questo episodio deve essere un richiamo per tutti noi: dobbiamo custodire e difendere i nostri simboli, perché rappresentano ciò che siamo e ciò che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni".
Il Leone sarà riparato, con la speranza che episodi del genere non si verifichino più: "Tornerà a mostrare tutta la sua forza e continuerà a guardare dall’alto la nostra terra, come sempre ha fatto nella storia. In lui c’è l’anima del Veneto: la resilienza dopo la distruzione, la bellezza che nasce dalla fatica, la memoria che si scolpisce nella materia viva. Un messaggio che arriva forte e chiaro: anche dalle ferite più dure possono germogliare arte, identità, speranza".
"Ma a tutti i meschini che si appendono al Leone per un selfie o una bravata – conclude Zaia – dico che è ora di imparare il rispetto, quello verso un simbolo identitario oltre che verso un’opera d’arte. Non vorremmo arrivare a dover installare una videosorveglianza anche in un luogo come questo: sarebbe davvero un fallimento, prima di tutto culturale".
In passato, anche altre opere di Martalar erano state vandalizzate o addirittura distrutte. Ad agosto 2023 un incendio aveva distrutto il Drago Vaia a Lavarone sull'Alpe Cimbra, poi ricostruito ed inaugurato a giugno 2024.
A settembre 2024, ancora, un "brutto risveglio" a Gallio, in Provincia di Vicenza, dove qualcuno aveva 'ben' pensato di danneggiare il Gallo Vaia (QUI ARTICOLO). In questi giorni, oltre ai danni creati al Leone, ne sarebbero stati fatti anche all'Orsa del Pradel di Molveno.











