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Trento
09 settembre | 19:20

"Un giorno di vendemmia per i ragazzi autistici", il progetto nasce tra i vigneti trentini. Il promotore Tomasi: "L'esperienza di nostro figlio allargata ad altri giovani"

A prendere parte alla giornata di vendemmia sociale i ragazzi di Casa Sebastiano, accompagnati dagli educatori e da volontari e famigliari. Il promotore Manuel Tomasi: "I giovani hanno vissuto la natura in modo diverso, staccando dalla vita quotidiana. Hanno inoltre imparato molto sull’agricoltura biologica, e vedere un sorriso sul loro volto può dare molto a noi genitori"

di Giorgia De Santis

GIOVO. Uno speciale progetto agricolo-sociale è nato tra i vigneti della famiglia Mengon-Tomasi a Masen di Giovo: diversi ragazzi del centro residenziale e semi-residenziale Casa Sebastiano di Predaia, affetti da disturbi dello spettro autistico, hanno avuto l’opportunità nei giorni scorsi di partecipare alla vendemmia del Müller Thurgau.

 

Promotore di questa iniziativa è Manuel Tomasi, genitore, assieme a Elena Mengon, di Marco: ragazzino autistico di 12 anni che tra i vigneti di famiglia ha trovato la sua calma, e uno spazio dove può mettere in pratica la sua ottima manualità.

 

E a partire dall'esperienza famigliare, i genitori hanno deciso di ampliarla anche ad altri ragazzi: “L’idea nasce dalla collaborazione con Giovanni Coletti, presidente della Fondazione Trentina per l’Autismo Onlus – spiega Tomasi – e un esempio per noi genitori con figli autistici, perché senza di lui non avremmo supporto per la sensibilizzazione sull’autismo in Trentino: è stato proprio lui a dare l’incipit a questa iniziativa”.

 

Così i genitori, ispirati da Casa Sebastiano, hanno deciso di aprire l’azienda anche ad altri giovani, avviando una collaborazione stabile con Agsat (Associazione genitori soggetti autistici del Trentino) e supportati dalla Cantina di Mezzocorona grazie alla vicinanza del presidente Luca Rigotti e al lavoro dei tecnici Mirko Brugnara e Michele Bonetti, che hanno seguito la raccolta dell’uva nei giorni scorsi.

 

A prendere parte alla giornata ludico-istruttiva una decina di ragazzi di Casa Sebastiano, accompagnati dai loro educatori, insieme a volontari e familiari. “I giovani hanno vissuto la natura in modo diverso – spiega Tomasi  –  staccando dalla vita quotidiana. Hanno inoltre imparato molto sull’agricoltura biologica, e vedere un sorriso sul loro volto può dare molto a noi genitori"”.

 

Nel corso della giornata – alla quale hanno partecipato anche il sindaco di Giovo Riccardo Dalvit, il sindaco di San Michele all’Adige Alessandro Ziglio, il presidente di Agsat Alessandro Zanoni e la neuropsichiatra Erica Comencini – è stata inoltre presentata la realizzazione innovativa di un brevetto ideato dallo stesso Manuel Tomasi, ingegnere e laureato in cyber security: “Un braccialetto con dei sensori di tracciabilità che consente di misurare i parametri vitali della la persona che lo indossa, ma anche geolocalizzarla, anche senza segnale gps, in modo tale da agevolare i soccorsi in caso di emergenza”. Il brevetto, nello specifico, è stato ceduto gratuitamente da una ditta di Treviso che ne curerà la produzione, e rappresenterà un esempio concreto di come la tecnologia possa diventare un ulteriore strumento di inclusione e tutela.

 

Guardando al futuro, l’azienda agricola Mengon-Tomasi spera di diventare una Onlus, in modo tale da poterla direzionare completamente sull’autismo, così da poter diffondere ancora di più la sensibilizzazione su questo disturbo.

 

“Ripensando al progetto, tutto questo non sarebbe mai accaduto senza il sostegno di Giovanni Coletti – conclude Tomasi – un punto di riferimento soprattutto per i genitori, che spesso non sanno come muoversi con i propri figli: il suo sostegno morale e il suo attivismo allevia le nostre preoccupazioni quotidiane, con consigli fondamentali per la crescita dei nostri figli”.

 

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