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Belluno
31 marzo | 13:33

Una ricerca sulla produzione di spade dal Feltrino al Tirolo, ecco il progetto "Klang2" per scoprire il Medioevo nell'arco alpino

La seconda edizione, "Klang2. Miniere, forni, fucine, spade", si focalizzerà sullo studio e sulla ricerca dedicata alla produzione di spade nel Feltrino, nel Fodom, nel Tirolo e in Südtirol

FELTRE. E’ ufficialmente partito “Klang 2. Miniere, forni, fucine, spade”, il progetto finanziato nell’ambito del secondo avviso del programma Interreg VI-A Italia-Austria 2021-2027, che da seguito a “Klang. Spade di leoni e aquile” Itat2039, realizzato con grande successo nell’ambito della programmazione 2014/2021 e nel quale si è andati ad approfondire la produzione, la diffusione e la commercializzazione delle antiche spade realizzate nell’arco alpino orientale nel periodo che va dal Basso Medioevo al XVII secolo.

 

La seconda edizione si focalizzerà sullo studio e sulla ricerca dedicata alla produzione di spade nel Feltrino, nel Fodom, nel Tirolo e in Südtirol, di modo da andare a completare gli studi e gli approfondimenti, già fatti negli scorsi anni, che hanno interessato i territori di Colle Santa Lucia, Belluno, Santa Giustina, Maniago e Innsbruck. In particolare, in questa nuova progettualità, si andrà ad analizzare la fabbricazione di spade nel Feltrino, l’estrazione del minerale ferroso dalle miniere tirolesi dell’Alto Bellunese e dell’Alto Adige e si proseguirà la ricerca relativa ai luoghi dove si trovavano gli antichi forni fusori.

 

Duplice la finalità che si pongono gli attori di Klang 2 cioè il Comune di Feltre, il Circolo Cultura e Stampa Bellunese, l’Istituto di Archeologia dell’Università di Innsbruck, l’Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan di Colle Santa Lucia, il Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi dell’Università Ca’ Foscari Venezia: da un lato è indubbia la volontà di arricchire ed implementare la documentazione prodotta in questi anni e dall’altro resta forte la vocazione turistica del progetto, finalizzato non solo a diffondere la conoscenza sul distretto protoindustriale di produzione di spade presente nei tre territori coinvolti, ma anche atto ad implementare la proposta culturale incentivando il turismo slow.


“L’obiettivo è chiudere l’itinerario turistico, iniziato nell’ambito del primo progetto Klang unendo tutte le tre aree italiane del bellunese, del maniaghese e del Sudtirol, attraverso un tracciato che racconta la storia di tre terre strettamente legate tra loro che hanno intersecato economia, benefici e vantaggi creando un circuito commerciale che risulta ancora oggi estremamente moderno” fanno sapere i partner di progetto che proseguono “l’itinerario che si immagina è dunque un ideale viaggio lento tra miniere, rogge, mulini e fucine, che crea un collegamento tra siti di interesse storico-culturale, borghi, musei, collezioni e percorsi culturali già esistenti”.

 

Altre iniziative riguarderanno l’analisi di reperti provenienti da siti archeologici e musei dell’area coinvolta, l’applicazione sperimentale di tecniche siderurgiche storicamente documentate nell’area geografica progettuale, la replica del materiale, acciaio, impiegato tra Medioevo ed età moderna nell’area di riferimento e con essa verrà fatta la riproduzione di una spada, con le stesse tecniche, qualità composizionali e proprietà chimico-fisiche rilevate nelle leghe ferrose sottoposte ad indagine.

 

Inoltre si prevede anche di realizzare una sala espositiva presso il Museo Ladino Fodom con documentazione storica e riproduzioni relative alle fasi di lavorazione del minerale e di commercializzazione e produzione delle armi bianche nell’area alpina. Altri temi saranno la realtà aumentata e l’inclusività per i quali si prevede di implementare i contenuti del Museo di Fodom e del Castello di Andraz con modellini per non vedenti e riproduzione, su schermo, del funzionamento di un forno fusorio e della sua reale struttura. Visite guidate gratuite e materiali didattici rivolti alle scuole andranno a completare il progetto, che si prefigge ancora una volta di coinvolgere le comunità e di renderle attivamente partecipi della valorizzazione del loro meraviglioso prezioso patrimonio. Il progetto, iniziato nel primo trimestre dell’anno in corso, si concluderà a febbraio 2027.

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