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Trento
16 gennaio | 15:29

Caos Cup e prelievi, l'assessore Tonina pensa alle dimissioni: "Mi assumo le mie responsabilità, due giorni per decidere un eventuale passo indietro"

Dopo i disservizi e i problemi degli ultimi giorni tra Cup e prelievi i consiglieri Zanella e Manica (Pd) avevano invocato le dimissioni dell'assessore alla salute della Pat, che in effetti non esclude un passo indietro: "Prenderò una decisione entro un paio di giorni"

di Redazione

TRENTO. Doveva essere la giornata della ripartenza e del ritorno alla normalità dopo due giorni di pesanti disservizi e problemi, ma se in effetti nei laboratori e negli ospedali la "macchina" dei prelievi è ripartita senza intoppi, tante nuvole nere ancora aleggiano sopra la neonata Asuit

 

L'azienda sanitaria negli ultimi giorni ha affrontato piccole e grandi tempeste che potranno anche essere "passeggere" e brillantemente superate, ma che lasciano pesanti strascichi sia per gli operatori sanitari sia per gli utenti dei servizi. Tradotto, un aumento delle liste d'attesa, un ingolfamento dei sistemi di prenotazione, una situazione di confusione che andrà smaltita piano piano nel corso dei giorni, sperando che i guasti informatici e i problemi tecnici diano tregua al sistema sanitario provinciale. 

 

Poi c'è la politica, naturalmente, e qui l'aria si fa se possibile ancora più pesante: "Mi riservo un paio di giorni per decidere se rimettere il mandato", ha dichiarato l'assessore provinciale alla salute Mario Tonina nella conferenza stampa post giunta provinciale. 

 

"Devo fare le mie valutazioni con serietà - ha aggiunto -: i disservizi ci sono e vanno risolti. Mi assumo tutte le responsabilità, altrettanto deve fare l'Asuit".

 

Dichiarazioni che seguono di qualche ora un duro comunicato dei consiglieri provinciali del Pd del Trentino Paolo Zanella e Alessio Manica, che si sono rivolti ai vertici della "piramide" sanitaria con toni molto decisi: "Siamo di fronte a responsabilità pesanti di assessorato e azienda. Qualcuno pensa di dimettersi?". 

 

I consiglieri di minoranza avevano passato in rassegna l'elenco delle recenti disavventure dell'Asuit: "Un disastro nei sistemi informativi del Cup che impatta direttamente sui tanti cittadini in attesa di visite, anche urgenti, che si somma a quelli del nuovo Sio introdotto nei pronto soccorso e al crash per due giorni del software di gestione del laboratorio, cosa mai successa. A questo si aggiungono continui guasti alle apparecchiature radiologiche e quindi un malcontento organizzativo che monta giorno dopo giorno nei reparti e nei servizi. Già vi è il grosso problema della carenza di personale, almeno la macchina organizzativa dovrebbe funzionare come un orologio per evitare che a un certo punto il personale esasperato nel continuare a compensare se ne vada".

 

"Ora, è da tempo che l’assessore Tonina - proseguono Zanella e Manica - manifesta insofferenza per questa mala gestione dell’Azienda e che vorrebbe far saltare il vertice, come è anche emerso in occasione del riassetto del Consiglio di direzione dell’Asuit. Ma non può farlo per la contrarietà del presidente Fugatti, strenuo difensore del Direttore Generale, nonostante tutto. Presidente al quale l’assessore Tonina rimanda anche quando interpellato sulle responsabilità sui migranti, sapendo però che lasciati in strada diventano una questione sociale che pesa sul suo assessorato. Di fronte a questo scontri di visioni, un assessore serio che ci tiene a che la sanità e il sociale funzionino e che ha ben presente che il governo dell’Asuit va cambiato, così come la gestione dei richiedenti asilo, visti i disastri in atto, metterebbe le proprie dimissioni sul tavolo di Fugatti. Questo è l’unico modo di assumersi la responsabilità politica delle questioni, almeno quella dell’Asuit: se sono convinto che il Direttore generale vada cambiato o mi permetti di farlo per governare la sanità come ritengo o caro il mio presidente arrangiati".

 

"E invece no, evidentemente la poltrona preme troppo", concludono i due consiglieri del Pd. "E non si parli di responsabilità nel restare lì a tenere il timone: un assessore delegittimato dal presidente nella propria visione sul vertice dell’Azienda che governa la sanità è un assessore che non può controllare la sanità. Chissà, forse Tonina lascerà non per lanciare un messaggio politico, ma abbandonerà la nave che affonda non appena passerà la prestigiosa scialuppa della Federazione della cooperazione". 

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