Dall'Iran a Israele, dagli Usa all'Ucraina e alla Russia alle Paralimpiadi ci saranno tutti, mentre il mondo è in guerra: cosa accadrà? "Lo sport crea ponti: siamo tranquilli"
La crisi internazionale con l'attacco di Stati Uniti-Israele all'Iran crea ulteriori tensioni mentre le Paralimpiadi sono ormai imminenti. Il presidente di Nordic Ski, Pietro De Godenz: "Si prevede un momento di dialogo interreligioso con il vescovo tra le diverse comunità perché lo sport deve restare fuori dalla politica ma può costruire ponti e legami". Il Comitato paralimpico internazionale monitora l'evoluzione della guerra

TRENTO. Un mondo incendiato dalle guerre e il Medio Oriente nel caos dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Un conflitto che si è rapidamente esteso nella regione. Le ripercussioni coinvolgono anche gli sport.
In dubbio la partecipazione dell'Iran al prossimo mondiale di calcio tra Stati Uniti, Canada e Messico, l'Italia rinuncia alla prova di coppa del mondo pista di ciclismo a Perth, fermati i campionati iraniani e qatarioti, rinviate le partite di Eurolega di basket tra Hapoel Tel Aviv-Paris, Maccabi Tel Aviv-Hapoel Tel Aviv e Dubai-Partizan e difficoltà di rientro per Cuneo e Cisterna impegnate nel Nas sport tournament di pallavolo.
E le Paralimpiadi ormai alle porte? Sono forti i venti di guerra e in Italia ci sono rappresentanti tra gli altri di Russia e Stati Uniti, Iran e Israele.
Inevitabilmente può salire la tensione che già non mancava per il caso dei 10 atleti e atlete paralimpici di Russia e Bielorussia selezionati dal Comitato paralimpico internazionale per poter tornare a partecipare con le divise ufficiali nazionali, con le proprie bandiere e - in caso di successo - con i propri inni nazionali alle gare che si svolgeranno tra il 6 e il 15 marzo tra Milano, Val di Fiemme e Cortina d'Ampezzo (Qui articolo). Intanto dopo la vicenda del casco alle Olimpiadi per le Paralimpiadi alla delegazione di Kyiv è stato vietato di indossare la divisa con la mappa della nazione perché è "contro il regolamento" (Qui articolo).
"Certo questi sviluppi internazionali sono gravi ma non c'è preoccupazione sul fronte delle competizioni", commenta Pietro De Godenz, presidente del Comitato Nordic Ski. "Anzi, si prevede un momento di dialogo interreligioso con il vescovo tra le diverse comunità perché lo sport deve restare fuori dalla politica ma può costruire ponti e legami".
La situazione viene monitorata ma per ora c'è una certa tranquillità. "Alcuni atleti dalla Russia, anche se senza bandiera e inno, sono stati presenti alle Olimpiadi, così come le delegazioni israeliane ma non ci sono stati problemi", aggiunge De Godenz. "Anche i clienti russi, seppur non ai livelli di 10 anni fa, oppure da Israele frequentano il nostro territori e non ci sono state segnalazioni particolari da dover gestire. Siamo piuttosto sereni in questo momento".
Il numero di atleti e di atlete è più basso rispetto alle Olimpiadi e anche logisticamente le ospitalità sono sostanzialmente concentrate nel Villaggio Olimpico. "Ci sono 120 camere doppie completamente accessibili e attrezzate per disabili", evidenzia il presidente di Nordic Ski. "E' stato operato un grande sforzo per avere a disposizione una struttura efficiente e moderna". La venue è solo quella di Tesero, con in più le gare di biathlon.
"Il dispiegamento di forze dell'ordine è circa la metà rispetto alle Olimpiadi, la situazione e monitorata attentamente dalla Questura", continua De Godenz. "Tuttavia non vediamo grandi problemi e siamo convinti nella capacità dello sport di unire".
Intanto a intervenire anche il Comitato paralimpico internazionale che "continua a raccogliere, confermare e valutare le informazioni disponibili per determinarne l'impatto sui Giochi paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026 e sul movimento paralimpico in generale causati dagli attacchi missilistici".
Una situazione che non riguarda solo i Comitati paralimpici nazionali "ma anche i nostri membri in generale. Pensiamo innanzitutto all'impatto sulle persone e i nostri pensieri sono rivolti a coloro che sono stati colpiti".
Per quanto riguarda i Giochi paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026, il Comitato internazionale valuta l'impatto sulle attività dei Giochi, in particolare sui viaggi con un chiaro obiettivo: "Realizzare le migliori Paralimpiadi e garantire che l'evento continui a fungere da piattaforma per promuovere l'inclusione sociale per 1,3 miliardi di persone con disabilità nel mondo".
L'intenzione è di confermare l'evento, anche se il contesto internazionale è particolarmente incerto. "Siamo in stretto contatto con tutte le delegazioni partecipanti ai Giochi e con altre parti interessate. Molte squadre sono già in Europa per allenarsi o partecipare ai ritiri, ma la chiusura dello spazio aereo in Medio Oriente influenza l'arrivo di alcuni stakeholder. Preferiamo non commentare la situazione delle singole delegazioni o degli stakeholder in questa fase, ma possiamo garantire che lavoriamo con impegno con Milano Cortina 2026 per trovare soluzioni per le persone interessate. I Giochi Paralimpici sono l'evento di punta del movimento paralimpico e la nostra massima priorità è che gli atleti paralimpici siano al centro dell'attenzione mentre realizziamo Giochi sicuri, protetti e spettacolari nelle splendide sedi italiane", si conclude la nota del Comitato paralimpico internazionale.














