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Belluno
07 gennaio | 18:56

Il film "Tempi supplementari" sbarca su Rai 1: una storia di riscatto girata tra le Dolomiti Bellunesi

Diretto dal regista Ago Panini e ambientato tra le location montane del Veneto, tra Belluno, Vicenza, Feltre, Arsiè, Alpago e Asiago, racconta la storia di riscatto di un ex allenatore di hockey alla guida di una squadra giovanile "complicata" che porterà il protagonista Sandro Mondragone a rimettere in discussione il proprio ruolo di allenatore

FELTRE. Una storia di sport, riscatto e seconde possibilità nel mondo dell'hockey: Il film tv "Tempi Supplementari" diretto da Ago Panini, è il terzo e ultimo capitolo della fiction televisiva "Purchè finisca bene", ambientato tra le Dolomiti Bellunesi e Feltre, dove si svolgono le vicende di un ex allenatore di hockey che guida una squadra giovanile "complicata". 

In collaborazione con Veneto Film Commission e Pepito Produzioni, le zone di Feltre e delle Dolomiti Bellunesi sono state scelte per la loro bellezza e per rappresentare l'identità locale. Ambientato tra le location montane del Veneto, tra Belluno, Vicenza, Feltre, Arsiè, Alpago e Asiago, il film verrà trasmesso questa sera, 7 gennaio, alle 21.30 su rai 1.

 

Protagonisti del film sono Giuseppe Zeno, nei panni di Sandro Mondragone, con Clotilde Sabatino nel ruolo di Julia. Nel cast anche il giovane attore bellunese, Alvise Marascalchi, ricopre il ruolo di Christian, e un gruppo di giovani interpreti che danno volto e credibilità alla squadra dei Penguins. 

 

Sandro Mondragone è un ex allenatore di hockey con un passato complicato. Dopo aver ricevuto la proposta di guidare una nuova squadra di hockey formata da ragazzi cresciuti in contesti sociali complessi, la vita gli pone davanti una nuova sfida. Nel palazzetto in cui lavora infatti, incontra inaspettatamente Thea, la figlia con la quale non aveva contatti da anni, e che ora, ormai adulta, si dedica al pattinaggio artistico. 

 

Sandro Mondragone dieci anni prima era conosciuto come "il Drago", un allenatore carismatico e rispettato nel mondo dell'hockey, ma una finale che lo ha portato alla sconfitta e una reazione senza controllo ha messo fine alla sua carriera. In pochi istanti Sandro perde il lavoro, la credibilità, la famiglia, e da allora vive ai margini, lontano dallo sport, e soprattutto dalla figlia, Thea. 

 

 

Ma una seconda possibilità potrebbe fargli voltare pagina: Carla, sua sorella, gli propone di allenare i Penguins, una squadra di ragazzi difficili e poco disciplinati. Sandro accetta l'incarico più per dovere che per convinzione, ma si rende presto conto di ritrovarsi davanti ad una sfida più grande si lui. La squadra non riesce ad ingranare, e il suo approccio severo si rivela essere inefficace.  

 

Inoltre, il difficile rapporto con la figlia ritrovata è segnato da una distanza profonda: Thea fatica a perdonare un padre che ha sempre percepito come lontano, e il riavvicinamento è lento e difficile.  A fare da ponte, in parte, è Julia, allenatrice della ragazza ed ex campionessa, costretta a rinunciare alla carriera a causa di un grave infortunio.

 

Nel tentativo di ricucire il legame con la figlia, Sandro è costretto a rimettere in discussione anche il proprio ruolo di allenatore. Solo lasciando andare il controllo e l’ossessione per la vittoria, e imparando ad ascoltare davvero i ragazzi, potrà aprirsi a un cambiamento autentico. 

 

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