Le piccole aziende bellunesi puntano all’innovazione: erogati quasi 30 milioni di euro di finanziamenti agevolati per le aree di confine. E il bando è già riaperto
Ammontano a oltre 30 milioni di euro gli investimenti complessivi richiesti dalle aziende nel 2023 per i finanziamenti a valere sul Fondo di rotazione per le aree di confine in provincia di Belluno. Di questi, erogata la maggior parte con 226 progetti realizzati dalle imprese di tutto il territorio. E dal 12 gennaio, il bando è riaperto con una disponibilità di 10 milioni di euro

BELLUNO. Ammontano a oltre 30 milioni di euro gli investimenti complessivi richiesti dalle aziende nel 2023 per i finanziamenti a valere sul Fondo di rotazione per le aree di confine in provincia di Belluno. “Siamo venuti incontro alle esigenze delle imprese, perché in due anni gli investimenti sono stati erogati su tutto il territorio. E soprattutto è emersa la voglia, da parte loro, di innovare e stare al passo coi tempi”, commenta Alberto Peterle, consigliere provinciale delegato alle attività produttive.
Stiamo parlando delle somme erogate nell’ambito della Legge regionale 18/1994, un fondo di rotazione che mette a disposizione contributi per le micro, piccole e medie imprese e i professionisti. Nel periodo dal 31 gennaio al 21 dicembre 2023 sono pervenute agli uffici provinciali 244 domande, per un totale richiesto dalle aziende bellunesi di 30.778.243,19 euro.
Di questi, la maggior parte sono stati erogati, generando un impatto significativo sull’economia locale stimolando investimenti e sostenendo la produzione. I progetti realizzati sono infatti 226 (solo 18 quelli rinunciati, revocati o non realizzati) e la somma erogata ammonta a circa 24 milioni di euro (24.580.235,47) in forma di finanziamenti agevolati, quindi mutui a tasso zero, più quasi 4 milioni di euro (3.799.500,5) come contributo a fondo perduto.
“Grazie a Veneto Sviluppo, il nostro braccio operativo che si interfaccia con le imprese, e la struttura della Provincia di Belluno, che è non numericamente importante ma estremamente efficiente - prosegue Peterle - in due anni abbiamo messo a terra un volume di investimenti di quasi 30 milioni di euro. Hanno risposto micro e piccole-medie imprese, che rappresentano la maggior parte del nostro tessuto imprenditoriale, e con una distribuzione omogenea sul territorio”. La maggior parte dei fondi sono infatti andati nelle aree con più concentrazione di imprese, quindi dentro la Valbelluna, ma non sono mancate erogazioni anche in Alpago, Agordino, Centro Cadore, Zoldano, Comelico e Valle del Boite.
Ma come sono stati usati dalle imprese? La maggioranza, circa 20 milioni di euro, ha riguardato investimenti mobiliari, quindi acquisto di impianti, macchinari, attrezzature, adeguamenti sul fronte tecnologico e dell’innovazione, e acquisto di veicoli aziendali. Non sono mancati però anche acquisto o ristrutturazione di locali e infrastrutture (circa 9 milioni di euro) o attività di promozione e spese tecniche di varia tipologia.
“Va sottolineato come le aziende - nota Peterle - abbiano investito molto per l’adeguamento degli strumenti tecnologici. Teniamo presente che questo strumento, inizialmente proposto a tutti i territori regionali, sopravvive oggi solo a Belluno: riesce quindi a cogliere le esigenze di un'area come la nostra, dove sicuramente si lavora in un contesto più difficile, ma negli ultimi anni le imprese hanno puntato molto su innovazione e qualità dei processi di innovazione”.
Lo scorso lunedì 12 gennaio il fondo è stato riaperto (non per la parte a fondo perduto) con una disponibilità di circa 10 milioni di euro e in pochi giorni ci sono già state numerose manifestazioni di interesse da parte di imprese e banche - soprattutto gli istituti locali e le banche di credito cooperativo, che agevolano particolarmente questo tipo di strumenti vista la maggiore vicinanza al tessuto imprenditoriale.
“Vorrei sottolineare - aggiunge Marco Zanetti di Veneto Sviluppo - la longevità di questo fondo, che funziona senza soluzione di continuità da molti anni. Inoltre è da sempre gestito da noi e dagli uffici provinciali in una collaborazione che è stata tra gli elementi di successo e ora siamo pronti a ricominciare con le nuove operazioni, sperando che tale strumento possa continuare a operare positivamente come fatto finora”.
Una soddisfazione espressa anche dalla Provincia. “Vanno ringraziate anche le aziende bellunesi - conclude Karin Battistin, dirigente dell’Unità di sviluppo strategico del territorio - perché ci hanno creduto. Ci sono infatti diversi strumenti finanziari, ma questo ha intercettato un’esigenza del territorio e le imprese hanno pienamente rispettato i tempi di realizzazione (hanno infatti 12 mesi per mettere a terra i progetti). In realtà non ci aspettavamo questo interesse, perché venivamo dagli anni del Covid e non sapevamo quale propensione all’investimento avessero le aziende, che invece hanno approfittato della misura per acquistare, ammodernare e innovarsi”.












