Olimpiadi e Paralimpiadi, un logo "esclude" l'altro? A Tesero i 5 cerchi nascosti con un telo nero e il paese mugugna: "Pessima scelta, un pugno nello stomaco"
In val di Fiemme sta facendo discutere, per ragioni estetiche ma anche "etiche", il telo nero che nasconde i cinque cerchi olimpici nei giorni delle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina

TESERO. Non sta passando inosservato il grande telo nero con cui a Tesero sono stati "nascosti" i cerchi olimpici in avvicinamento all'apertura dei Giochi Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026.
Protagonista del grande evento sarà anche il territorio trentino della val di Fiemme che aveva già ospitato le gare di sci di fondo a cinque cerchi. E proprio in quei giorni a "sparire" nella vicina Cavalese erano stati i tre Agitos, simbolo dei giochi per atleti con disabilità.
Insomma, in molti sui social non hanno apprezzato questa scelta che a quanto risulta è frutto di una netta direttiva del Cio: come a dire, per evitare confusioni sui loghi, meglio mostrare solo quello dell'evento in corso.
Inutile dire però che questa decisione stona decisamente da un punto di vista estetico ma anche "etico", visto che a più riprese è stato evidenziato come la volontà politica di chi governa lo sport internazionale sia quella di andare verso dei giochi olimpici e paralimpici sempre più "legati" tra loro, magari fino al punto da farli disputare in contemporanea.
"Quel drappo nero a coprire i cerchi olimpici è un pugno nello stomaco", scrive qualcuno. "Trasmette l'idea che voglia nettamente staccarsi da qualcosa che non sente proprio".












