"Un'eredità non è questione di parentela, ma di appartenenza". Lasciti testamentari solidali, al via la campagna di Anffas: "Una scelta di fiducia verso la comunità"
Presentata la nuova campagna sui lasciti testamentari: un percorso di informazione e sensibilizzazione che coinvolgerà tutto il Trentino. Alla luce della crescita dei lasciti solidali in Italia e dei cambiamenti demografici in corso, Anffas Trentino mette al centro il valore sociale di questo gesto per promuovere una scelta consapevole e informata e testimonia come un’eredità possa trasformarsi in progetto di vita, come nel caso di Oasi Mamma Emma a Cavalese

CAVALESE. In una società che cambia, cambia anche il modo di pensare all’eredità. Sempre più persone scelgono di trasformare ciò che hanno costruito in vita in un bene capace di generare futuro. Le stime nazionali indicano una crescita significativa dei lasciti solidali destinati al Terzo Settore, segno di una maggiore consapevolezza verso questa forma di responsabilità sociale.
È in questo contesto che Anffas Trentino onlus ha deciso di candidarsi come destinataria di lasciti testamentari, avviando una campagna che mette al centro il valore umano del gesto. La presentazione ufficiale della campagna si è tenuta mercoledì 25 febbraio a Cavalese, nel Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, alla presenza dei vertici dell’associazione.
Per Anffas Trentino d'altronde il lascito non è un tema astratto. È una scelta che può incidere concretamente sulla qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
Quando arriva un lascito, infatti, non si tratta solo di una risorsa economica: può diventare un segno forte, capace di sostenere servizi, progetti e percorsi di inclusione, garantendo continuità a un lavoro quotidiano fatto di assistenza, relazioni e opportunità. In altre parole, può trasformare un’eredità personale in un’eredità condivisa. Un esempio concreto di questo passaggio dal gesto individuale al bene collettivo è rappresentato da Oasi Mamma Emma di Cavalese, oggi casa per tre persone con disabilità. L’immobile, frutto del lascito testamentario dei coniugi Emma March e Mario Vanzo, è entrato a far parte del servizio Abitare Sociale di Anffas Trentino, che dal 2023 accompagna giovani con disabilità in percorsi di autonomia abitativa stabile.
"Quando parliamo di lascito testamentario - dichiara Claudia Morelli, presidente di Anffas Trentino - parliamo di una scelta di fiducia verso la comunità. Significa decidere che ciò che abbiamo costruito in una vita possa continuare a generare opportunità per qualcun altro. Questo si collega profondamente al tema del “Dopo di Noi”, che accompagna l’intera esistenza delle famiglie delle persone con disabilità: cosa accadrà quando noi non ci saremo più? Con questa campagna vogliamo ampliare quello sguardo: esiste anche un “dopo di me”, che riguarda chi non ha eredi diretti e può scegliere consapevolmente a chi affidare ciò che ha costruito. Un’eredità non è solo un fatto di parentela, ma una scelta di appartenenza. Eredi possono diventare le persone e le comunità a cui sentiamo di essere legati. Oasi Mamma Emma ne è la dimostrazione concreta: grazie a un lascito testamentario oggi tre persone con disabilità vivono insieme in un percorso stabile di autonomia abitativa. Questo significa trasformare un patrimonio in futuro e un gesto personale in responsabilità condivisa".
Il tema dei lasciti testamentari in Italia sta assumendo una rilevanza crescente: secondo dati del Comitato Testamento Solidale, la quota di organizzazioni non profit che ha ricevuto almeno un lascito è salita dal 61% (2020) al 77% (2024), con un peso dei lasciti sul totale raccolta fondi delle organizzazioni non profit che è cresciuto dall’8% al 14%.
Nel contempo, le proiezioni demografiche Istat segnalano un aumento delle famiglie senza figli (da 5,4 milioni nel 2024 a 5,7 milioni nel 2050, arrivando a circa 21,2% del totale famiglie) e degli anziani (65+) che vivono soli (da 4,6 milioni nel 2024 a 6,5 milioni nel 2050). Queste condizioni accorciano le reti ereditarie e rendono più rilevante la possibilità di destinare una parte del proprio patrimonio a enti del Terzo Settore. Secondo uno studio di scenario di Fondazione Cariplo, il potenziale dei lasciti destinati al Terzo Settore potrebbe raggiungere 8,4 miliardi di euro entro il 2030 e 35,7 miliardi entro il 2040, su un patrimonio complessivo delle famiglie italiane di oltre 11.700 miliardi.
"I dati nazionali - spiega Gianluca Primon, Fundriser di Anffas Trentino – ci dicono che i lasciti stanno diventando una leva sempre più rilevante per il Terzo Settore, in un Paese che invecchia e vede trasformarsi le reti familiari. In questo scenario non parliamo di urgenza, ma di consapevolezza: un lascito è una scelta intima, che merita informazioni chiare e accompagnamento. Con questa campagna vogliamo offrire strumenti concreti e uno spazio di riflessione sul futuro".
La presentazione della campagna a Cavalese ha rappresentato il primo momento pubblico di un percorso destinato a proseguire in tutto il Trentino. Questa giornata, infatti, dà il via a una serie di incontri sul territorio rivolti alla cittadinanza, in cui sarà possibile approfondire il tema dei lasciti testamentari con notai e avvocati, affrontando in modo chiaro e trasparente tutti gli aspetti giuridici e tecnici legati al testamento. L’obiettivo è rendere accessibile a tutti la conoscenza di questo strumento e sottolineare come un gesto consapevole possa trasformarsi in un contributo concreto a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
La campagna di Anffas Trentino non si limita a una dimensione economica: si inserisce in un orizzonte culturale e sociale più ampio, legato alla corresponsabilità e alla sostenibilità della comunità. In una provincia come il Trentino, dove la dimensione comunitaria rappresenta ancora un valore forte, destinare un lascito al Terzo Settore significa rafforzare un patto di solidarietà tra generazioni, assicurando che il proprio gesto continui a generare bene oltre la vita. Un gesto che non riguarda solo il “dopo”, ma che parla del senso che ciascuno desidera lasciare del proprio passaggio. Perché un’eredità può esaurirsi in un trasferimento di beni, oppure diventare un’impronta capace di generare felicità nel tempo.












