Avis, le donazioni del sangue in Trentino coprono il fabbisogno provinciale e il surplus va al resto d'Italia
Il 14 in piazza Duomo ci sarà la "Giornata Mondiale dei Donatori di Sangue". In Trentino sono 19.600 gli iscritti e 25 mila i prelievi fatti ogni anno. Tra gli stranieri i donatori più numerosi sono i romeni, seguono i marocchini e i tedeschi

TRENTO. Ci sono circa 19.600 iscritti e 25 mila prelievi l'anno in Trentino e tra gli stranieri (che rappresentano il 7% dei donatori totali) i primi sono quelli originari della Romania. Si festeggerà il 14 giugno la "Giornata Mondiale del Donatore di Sangue", una data che ricorda l'anniversario della nascita dello scopritore dei gruppi sanguigni (l'austriaco Karl Landsteiner).
In Trentino, da otto anni, questa giornata prevede la collaborazione non solo dell'Avis (Associazioni Volontari Italiani del Sangue), ma anche di altre associazioni come Aido (Associazione Italiana Donatori di Organi), Lega Pasi-Battisti e Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo), per enfatizzare l'atto della donazione in generale e la tematica del dono verso il prossimo. I messaggi che questa giornata vuole trasmettere sono molteplici. In primo luogo vi è l'importanza di uno stile di vita salutare, che prevede un'alimentazione equilibrata, l'astinenza dall'uso di stupefacenti e dall'abuso di sostanze psicoattive, oltre ad un comportamento sessuale sicuro.
Daniela Bassetti, presidente dell'Avis, ieri, nel presentare la giornata del 14 ha ricordato che l'Associazione è il primo partner nazionale per l'Alternanza Scuola-Lavoro in ambito scientifico e ha quindi snocciolato i dati. Per quanto riguarda la Provincia ci sono circa 19.600 soci iscritti e 25 mila prelievi l'anno. Queste donazioni coprono il fabbisogno provinciale e il surplus prodotto può essere distribuito ad altre regioni come il Lazio, a cui quest'anno sono state cedute cinquemila unità. Il sangue può essere donato solo da persone maggiorenni fino ai 60 anni che pesano più di 50 chili: solitamente il sesso maschile è prevalente tra i donatori, per motivi fisiologici e culturali, anche se, negli ultimi anni, la differenza si sta appianando.
L'età media è piuttosto avanzata e la presidente ha invitato, per questo, i giovani a collaborare per il benessere della comunità. Su circa 19.600 donatori, 1.372 non sono italiani, dei quali poco più di metà non appartengono alla comunità europea. Gli stranieri soci sono sempre più in aumento e le popolazioni sul podio dei "donatori" vedono al primo posto la Romania, seguita da Marocco e Germania (la Svizzera è contata dentro il programma nazionale, simbolo di integrazione per una salute comune).
Durante la conferenza è intervenuto anche il presidente provinciale dell'Aido (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule), Mario Magnani, che ha illustrato la situazione locale: ci sono più di 23mila soci iscritti in Trentino e una lista d'attesa costituita da 28 persone richiedenti un rene, cinque un fegato, tre un polmone, una un cuore e una un pancreas.
Infine ha parlato anche il vicepresidente dell'Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo) Davide Ceol, che ha spiegato come sia complicato trovare un midollo compatibile, visto che la probabilità è una su centomila. In Trentino ci sono 7.800 soci iscritti e 66 donatori effettivi, che viaggiano tra i 18 e i 35 anni. Il 14 giugno in Piazza Duomo ci saranno 4 gazebo e alle diverse ore del giorno saranno presenti gli studenti del Liceo Prati di Trento (contro il bullismo), l'assessore Luca Zeni, i giovani del Cri (Croce Rossa Italiana), il gruppo di "manovre salva vita pediatriche", il gruppo clown di Lavis e il giovane cantante Mattia Lever, come testimonial.


















