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Fa' la cosa giusta si conferma punto di riferimento del mercato solidale. Fra le bancarelle anche Libera, per dire no alla mafia

A fine giornata saranno oltre 13.000 i visitatori delle 250 bancarelle presenti ai padiglioni di Trento Fiere. L'incontro con Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie e con l'associazione ogm Ipsia per risolvere i problemi in Africa

Di Matteo Mussari - 30 ottobre 2016 - 16:37

TRENTO. Ultimo giorno per Fa' la cosa giusta a Trento. Durante il periodo di attività la fiera ha riscontrato una grande affluenza, con i padiglioni sempre pieni e gli espositori sempre pronti ad accogliere eventuali curiosi. Tra i padiglioni più interessanti si possono trovare: Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie e quello dell'associazione ogm Ipsia, che abbiamo incontrato durante il nostro percorso di alternanza scuola lavoro.

 

Trentino Arcobaleno snocciola i primi numeri di questa edizione numero 12 di Fa' la cosa giusta, che ha visto tanti visitatori arrivare ai padiglioni di Trento Fiere in bicicletta per un flusso intenso e regolare di persone durante tutto il giorno. A fine giornata saranno oltre 13.000 le persone che avranno incontrato gli oltre 250 espositori. "La fiera si conferma - dice Dario Pedrotti, deus ex machina dell'organizzazione - un'occasione preziosa e allegra di incontro tra i diversi attori dell'economia solidale trentina: chi produce, chi scambia e chi consuma. I prodotti e i servizi infatti raccontano storie di dignità, rispetto, valore sociale e ambientale".

 

Il primo padiglione, direttamente da Reggio Calabria, offre prodotti tipici e coltivati nei territori confiscati alla mafia. In questi anni di attività l'associazione ha aperto diverse botteghe in Italia, tra queste una sede è presente anche a Bolzano diretta da Antonio Cucinato.

 

 

Oltre a prodotti provenienti dai territori confiscati, l'associazione offre anche merce dai carceri, in modo tale da poter offrire ai carcerati stessi una possibilità di riscatto. E' il presidente dell'associazione, Dimitri Pratticò, a spiegare gli obiettivi e i motivi che lo hanno spinto a fondare “Libera”.

 

“Il nostro scopo - spiega Pratticò - è quello di attuare una sensibilizzazione tra i giovani d'Italia, ma soprattutto tra quelli meridionali. Vogliamo eliminare i pregiudizi sul Sud Italia, che spesso viene accostato solamente alla mafia. Sappiamo che per fare ciò, noi per primi dobbiamo muoverci ed è proprio ciò che stiamo facendo. Vogliamo infine garantire un futuro migliore per i nostri figli e per i giovani italiani”. Il presidente conclude:”Senza dubbio proviamo un po' di timore, non siamo eroi, ma semplici esseri umani. Il gioco tuttavia vale la candela”.

 

Il padiglione “Ipsia” ha mostrato uno dei vari progetti che la associazione Ong porta avanti per migliorare la vita in Africa, come una stufa multiuso, inventata dall'artigiano Gianni Gecele, che permette di cucinare, covare le uova e ricaricare il cellulare allo stesso tempo. Così parla Giuliano Mizzi, un lavoratore dell'associazione: “L'obiettivo della stufa è di utilizzare al meglio l'energia disponibile. Il fatto che essa sia rialzata permette un minor dispendio di legna, mentre il calore prodotto riesce a covare le uova e ricaricare un cellulare. Ciò garantisce una covatura più abbondante nelle zone più fredde del continente e allo stesso tempo fornisce una fonte di energia elettrica sicura”.

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