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Giorno della Memoria: l'Olocausto delle donne, la riflessione di Moni Ovadia e Promemoria_Auschwitz sui luoghi dello sterminio

Saranno tante le celebrazioni del 27 gennaio. Una Memowolk per scoprire i luoghi della storia e il  viaggio di 180 giovani trentini che visiteranno i lager di Auschwitz e Birkenau

Pubblicato il - 21 gennaio 2017 - 13:14

TRENTO. Il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche dell'Armata Rossa arrivarono ad Auschwitz e scoprirono l'orrore del genocidio nazista, rivelandolo al mondo. In occasione del Giorno della Memoria sono quindi organizzate cerimonie, iniziative, incontri e momenti di riflessione, indirizzati alle scuole e non solo, per ricordare tutti i perseguitati e i dimenticati di questo orrore.

 

Quest’anno, tra le varie iniziative organizzate sul territorio trentino da parte di biblioteche, enti e associazioni e coordinate dal Servizio attività culturali della Provincia autonoma di Trento, verrà messo in scena uno spettacolo teatrale con lo scopo di far conoscere quel dramma attraverso gli occhi delle donne internate nel campo di concentramento di Ravensbrück, che diversamente da tanti altri era interamente destinato ad esse.

 

Il 27 gennaio (20.30, Teatro Sanbàpolis) andrà in scena Eppure non ho paura. Memorie femminili dal Lager di Ravensbrück”, atto unico di Renzo Fracalossi. Ravensbrück è il solo campo di concentramento e poi di sterminio che l’universo tragico dell’Olocausto destinò alle donne, secondo la volontà di Himmler che ne volle fare un “Campo modello”.

 

In sei anni vennero rinchiuse oltre 130.000 donne, provenienti da venti Paesi europei: casalinghe, dottoresse, artiste, politiche, prostitute, disabili, resistenti, zingare ed ebree, colpevoli solo di essere considerate “inferiori” nella gerarchia folle del razzismo nazista. A Ravensbrück ogni minuto si consumò un dramma, fatto di sevizie, malattie, lavori forzati, esperimenti medici ed esecuzioni sommarie, finché, verso la fine della guerra, il Lager diventò anche campo di sterminio per cancellare, in fretta, le prove di quanto vi era accaduto.

 

E così oltre 90.000 donne, spesso con i loro bambini al collo, vennero fatte “sparire” nel fumo del camino, nel volgere di pochi mesi. Per decenni la verità orribile di Ravensbrück venne tenuta nascosta, ma è una verità che dice di quanto la violenza sulle donne, che anche oggi è sotto i nostri sguardi quotidiani, abbia una radice profonda, dentro il crimine più grande della storia.

 

Dopo la “prima” al Sanbàpolis seguiranno repliche in tutto il Trentino che si articoleranno durante tutto il mese di gennaio. Il programma completo degli appuntamenti è possibile consultarlo qui.

 

Ma nel Giorno della Memoria ci sarà anche Memowolk (ore10, alle 14 solo per i giovani di Promemoria_Auschwitz.EU). Da piazza Dante partirà una passeggiata nella storia alla scoperta dei luoghi della memoria di Trento che furono teatro dei fatti della Seconda Guerra mondiale: per tenere traccia di quello che è stato e contribuire ad ampliare la sensibilità della comunità verso il proprio territorio. Il Memowalk del pomeriggio è dedicato ai giovani che partecipano al progetto Promemoria_Auschwitz. Per i cittadini l'appuntamento è alle 10. Il percorso avrà una durata di 60 minuti. La partecipazione è gratuita e si raccomanda la prenotazione online: qui.

 

Il 30 gennaio (ore 10, Teatro Auditorium del S. Chiara) toccherà a Moni Ovadia ricordare il dramma dell'Olocausto. “Il dovere di ricordare. Riflessioni sulla Shoah”, permetterà all'attore di confrontarsi con gli studenti delle scuole superiori trentine proponendo alcune riflessioni perché il Giorno della memoria non si riduca ad un rituale celebrativo e vacuo, ma riesca a reagire a tutte le forme di revisionismo e negazionismo.

 

“Ricordare nell'ambito dell'etica ebraica è un dovere, uno dei precetti fondamentali perché il cammino compiuto è il timone che orienta quello da percorrere. Raccontare la Shoah significa trasmettere alle giovani generazioni la consapevolezza di quelle mostruosità che l'uomo ha perpetrato, perché sappiamo che la storia può ripetersi, forse non identica, ma con esiti altrettanto devastanti”.

 

Moni Ovadia, attore, drammaturgo, scrittore e musicista discendente da famiglia ebraica sefardita, è noto per il modo trasgressivo, ironico e a volte cinico con il quale interpreta anche la cultura yiddish, di cui ha dato una lettura contemporanea, unica nel suo genere; è noto anche per il suo costante impegno politico e civile a sostegno dei diritti e della pace ed è un punto di riferimento per le giovani generazioni.

 

Le celebrazioni trentine del 27 gennaio saranno tantissime. Oltre a quelle riportate ce ne sono sparse un po' ovunque, soprattutto nelle biblioteche della nostra provincia. Il dettaglio a questo indirizzo. Ma per 180 giovani trentini c'è la possibilità di approfondire l'orrore dell'Olocausto recandosi direttamente sui luoghi dello sterminio con l'iniziativa di Promemoria_ Auschwitz.eu.

 

Infatti, con altri 1.120 giovani da tutta Italia dai 17 ai 25 anni, andranno in viaggio verso Cracovia dove visiteranno il ghetto, il museo Fabbrica di Schindler e i lager di Auschwitz e Birkenau. E prima approfondiranno le tematiche della storia dei totalitarismi e della Shoah assieme ai ricercatori dell’Archivio storico di Bolzano visitando i luoghi della memoria del territorio: il Museo ebraico di Merano e il Monumento alla Vittoria di Bolzano

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