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Il cast di Braccialetti Rossi in visita al Centro di protonterapia. "Qui si potrebbe girare la quarta serie della fiction"

I ragazzi protagonisti della fiction di Rai Uno: "Questo ospedale è straordinario, è allegro, colorato, con persone veramente competenti". L'iniziativa nell'ambito di Educa che si svolge in questi giorni a Rovereto

Di Adele Gerardi - 08 aprile 2017 - 18:47

TRENTO. E’ stato il Centro di Protonterapia di via Al Desert a Trento la location per l’anteprima dello spettacolo, previsto stasera al Teatro Zandonai nell’ambito del Festival Educa, per quattro dei dodici giovanissimi attori del cast della fiction tv Braccialetti rossi: Margi (Maria Melandri), Bobo (Nicolò Bertonelli), Chicco (Daniel Tenorio) e Tony (Pio Luigi Piscicelli), portati a Rovereto su iniziativa della Trentino Film Commission.

 

Un luogo coerente con la loro missione. Così infatti hanno descritto la loro esperienza di attori della fiction tv, tra le più seguite del palinsesto di Rai Uno. Dopo essere stati selezionati dal casting della fiction, prima di mettersi davanti alla telecamera, hanno seguito un training, per circa un mese, condotto da un medico dell’ospedale Sant'Andrea di Roma per “entrare nella parte”. Da qui è emerso un approfondimento umano sulla condizione dei pazienti degli ospedali, del “mondo a parte” di chi soffre per una malattia grave.

 

“Sarò retorico – afferma Chicco - ma ci arrivano spesso messaggi di ragazzi malati che esprimono la loro gratificazione. Noi non eravamo mai stati negli ospedali e questi ragazzi  ci hanno detto  che siamo riusciti a esprimere il loro mondo”.

Un’ opportunità mediatica per il nuovo Centro di Protonterapia di Trento il cui direttore, Maurizio Amichetti, ha fatto da cicerone per i giovani attori.

 

Pensavo che gli ospedali fossero tristi, a parte il nostro che però non è un vero ospedale ma un centro di studi universitari dove è stata realizzata una scenografia - ha commentato Bobo riguardo agli spazi del Centro di Protonterapia -  però questo ospedale è straordinario, è allegro, colorato, con persone veramente competenti e chissà forse sarebbe adatto per l’ambientazione della quarta serie di Braccialetti rossi. Prima di questa serie tv non mi sono mai ritrovato ad occuparmi della vita in un ospedale, lavorando alla fiction ho cambiato il mio modo di pensare ai medici e agli ospedali e ho capito che  comunque bisogna essere uniti e aiutarci uno con l’altro”.

 

Ha partecipato al “red carpet” nel Centro anche l’assessora all’innovazione Sara Ferrari. “Questo luogo è la concretizzazione della volontà di dare una garanzia del benessere delle persone – ha affermato -  e i ragazzi del cast di Braccialetti rossi sono quelli capaci di veicolare questi messaggi al grande pubblico: la speranza che loro interpretano e la capacità di affrontare le difficoltà. Noi qui abbiamo la responsabilità di rendere possibile quella  speranza”.

 

A margine della visita Sara Ferrari ha voluto stigmatizzare l’attentato incendiario della scorsa notte al Laboratorio di scienze dell’Università di Trento:” Quello che è successo questa notte è un segnale da stigmatizzare, ma che non fermerà gli investimenti e la forte convinzione che investire in conoscenza è oggi la più forte leva di sviluppo che possiamo avere”.

 

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