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Il Custode di Terra Santa Francesco Patton a Trento, "Servono negoziati seri per arrivare ad una pace in Medio Oriente"

Il padre francescano, da maggio dello scorso anno, è Custode di Terra Santa. In questi giorni si trova a Trento

Di gf - 21 gennaio 2017 - 19:19

TRENTO. “Si spera che si vada presto verso un negoziato serio e che si arrivi alla pace. Vuol dire dialogo concreto tra Usa e Russia, Arabia Saudita e Iran, a cui fanno capo Sciiti e Sunniti". A dirlo è il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, oggi a Trento per partecipare ad un incontro pubblico. Francescano e trentino, Francesco Patton, 52 anni, è stato scelto nel maggio del 2016 come nuovo Custode di Terra Santa succedendo a Pierbattista Pizzaballa.

 

Padre Patton, com'è il bilancio di questi primi 8 mesi da Custode di Terra Santa?

Direi che il bilancio che posso fare è positivo. Questi mesi sono stati soprattutto di conoscenza di una realtà che sapevo essere complessa ma dentro la quale non mi ero immerso. Ci sono stati mesi di conoscenza dei frati e delle comunità cristiane. Incontri di carattere religioso ma anche di tipo politico con rappresentanti della società civile.

 

Che impressione le ha fatto entrare in questa sorta di nuovo mondo?

Dal punto di vista personale la cosa che più mi ha affascinato in questi otto mesi è entrare dentro una realtà internazionale, entrare dentro una comunità francescana con circa 250 frati di 40 nazionalità. Fare esperienza di questa profonda condivisione di vita. Questo ha voluto dire entrare in dialogo con mondi culturali anche diversi dal mio.

 

Quali sono le azioni che ha portato avanti fino ad oggi?

Ho cercato di entrare nella comunità per conoscerla dedicando del tempo per viaggiare e per ascoltare persone. Tutto in punta di piedi. Abbiamo poi portato avanti l'attività pastorale sia per la comunità residente ma anche per i pellegrini. Affinché i cristiani potessero rimanere a vivere in Terra Santa abbiamo anche attivato un social housing ma anche mense nuove e altri aiuti.

 

Dalla Siria ogni giorno arrivano notizie di guerra e di morto. C'è qualche speranza che tutto questo possa finire?

Questa guerra per tutto il Medio Oriente è stata e continua ad essere una tragedia. Gran parte della popolazione non vive più nelle zone in cui si trovava prima della guerra. I rifugiati sono milioni e la sofferenza delle persone continua ad essere grande. Una città simbolo come Aleppo dove la popolazione è stata dimezzata e i cristiani che erano 300 mila ora sono poco più di 40 mila. La nostra parrocchia di Aleppo è diventata un punto di riferimento per quanto concerne gli interventi di prima emergenza e per aiutare la gente a rimanere invece di scappare. Ci sono più di 20 progetti attivati e vengono aiutate più di 14 mila famiglie”.

 

C'è qualche speranza perché abbia termine anche la situazione tormentata che sta vivendo la Terra Santa?

Nel medio lungo tempo speriamo di arrivare ad una pace perché ci sono persone di buona volontà. A certi livelli la disponibilità è sicuramente anche per la pace. Ho incontrato il presidente di Israele e quello della Palestina è c'è la disponibilità sincera di entrambi per arrivare ad una pace tutelando le minoranze religiose.

 

Guardando al futuro, quali sono i prossimi passi che intende fare come Custode di Terra Santa?

Quello che vorrei in futuro è vedere crescere dentro questa realtà dove mi trovo la capacità di dialogare con i vari mondi culturali, di dialogare sia con il mondo ebraico che con quello palestinese musulmano. I segnali che stanno arrivando sono positivi in entrambi i casi.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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