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Lettera di una maestra dopo il concorso per insegnante di lingue. "La politica aveva bisogno di dire che i concorsi sono stati fatti ma gli insegnanti non sono all'altezza?"

L'amarezza di una delle tanti insegnanti che hanno tentato il concorso della Provincia che metteva in palio 230 posti per inglese e tedesco: "Il testo era troppo complicato per il nostro livello linguistico, l'argomento sconosciuto. Io pensavo stessimo dalla stessa parte, da quella della buona scuola, dei bambini. Ora temo non sia così"

Di Luca Pianesi - 10 giugno 2017 - 18:09

TRENTO. C'è molta amarezza nella lettera che pubblichiamo qui di seguito. E' scritta da una delle tante ragazze, mamme, donne che pochi giorni fa hanno provato il "concorso docenti lingue straniere inglese e tedesco per la scuola primaria". Va detto che è una lettera personale anche se anche Stefania Galli, della Cisl Scuola, conferma che c'è stato un po' di stupore nel leggere i testi delle domande.

 

"Il livello era piuttosto alto - conferma la sindacalista - e anche alcune domande sono parse poco centrate su quello che dovrebbe essere l'obiettivo finale: insegnare tedesco o inglese alle elementari. Noi non abbiamo ricevuto lamentele dirette sul test in quanto tale, ma la delusione su un concorso che non riuscirà nemmeno a dare risposta rispetto ai posti che andrebbero coperti, quella sì, c'è arrivata. Giusto selezionare, giusto pescare tra i migliori. Ma qui c'è il rischio che saranno davvero pochi quelli che riusciranno ad entrare".

 

I posti disponibili, infatti, erano, tra tedesco e inglese, 230 e gli iscritti solo 200. Quelli che poi si sono presentati alle prove (quella di tedesco è stata fatta il 30 maggio, quella di inglese il 6 giugno) erano ancora di meno. E uno degli elementi, più criticati dai partecipanti al test di inglese è stato quello che il testo di lettura (sul quale era strutturato buona parte del test) era un riaggiustamento di un articolo del theguardian.com, ma tagliato e sistemato in maniera tale da rendere ancor più difficile la comprensione. Insomma, l'amarezza, come dicevamo c'è. Eccola in prosa.

 

 

Sono solo una voce. Non ho un nome, ne ho centinaia.

Ho lavorato alacremente, sostenuto con fermezza e gioia il CLIL ed il Piano trilingue nelle classi che ho avuto la fortuna di incontrare durante mio percorso lavorativo.

Ho partecipato a tutti i seminari/workshops/aggiornamenti possibili trascurando spesso la mia famiglia ed i miei figli pur di essere un insegnante all'altezza della aspettative che la Provincia ci ha imposto.

Ho lavorato sui Lesson Plan a casa, sabati, domeniche, ponti e vacanze usando la mia stampante, il mio materiale, il tempo dei miei figli.

Ho studiato mille teorie diverse: TPR, Flipped Classroom, Silent Way, Story telling, Coding......

Ho imparato ad usare infinite applicazioni per rendere performanti le mie lezioni: Padlet, Popplet, Edpuzzle, Scratch....

Ho perfino imparato a creare siti internet senza usare quelli prefabbricati.

Ho fatto un corso sulla dislessia, mi sono occupata dei miei "bambini speciali" con amore, pazienza e tanta speranza.

Ho fatto tutto quello che le insegnanti come me hanno fatto, poi......

Arriva il concorso!

La mia chance, la nostra chance!

Vado, andiamo! Sono pronta, siamo pronti!

Centocinquanta posti! Sono i nostri!

Di noi tutti che abbiamo immolato le nostre vite, le nostre famiglie, il nostro lavoro sull’altare del Piano Trilingue e del CLIL. Ce li meritiamo questi posti, ce li siamo veramente guadagnati! Siamo felici di essere lì, pronti per l'esame, pronti a dimostrare il nostro valore!

Giriamo il foglio della traccia estratta e incominciamo a leggere. Man a mano che proseguiamo con il testo il nostro sorriso vittorioso si trasforma in un'espressione perplessa, tutti noi pensiamo di avere un attimo di panico da concorso, ci può stare, forse ci deve stare....... Alziamo gli occhi, respiriamo profondamente, rileggiamo ed aggiungiamo le domande alle quali dobbiamo rispondere: la perplessità diventa paura.

Oddio.... Non capisco! Non si riesce a mettere a fuoco il concetto, il testo è troppo complicato per il nostro livello linguistico (B2), l'argomento è sconosciuto, le domande non sono chiare e le varie opzioni sono discutibili….

È lo stesso, non possiamo mollare, si va avanti!

Magari sono solo io, magari sono troppo agitata, magari non sono all'altezza, magari......

Utilizzo ogni secondo del tempo a mia disposizione, non mollo, non posso mollare anche per rispetto alla mia famiglia che ha sopportato le mie assenze per studiare, non posso!

Consegno. La consapevolezza di averlo fatto male è di una chiarezza tale da essere dolorosa. Cosa mi è successo? Come mai?

Mi confido umiliata con alcune colleghe e anche loro stanno come me, poi se ne aggiungono altre e altre ancora. Solo allora capisco che non sono io, siamo tutti.

Ora, dopo aver pianto tutte le mie lacrime, dopo essermi scusata con la mia famiglia per tutto il tempo inutilmente rubato, rialzo la testa solo per fare una domanda a chi ha scelto la traccia per il concorso:

PERCHÉ?

La politica aveva bisogno di dire che i concorsi sono stati fatti ma gli insegnanti non sono all'altezza?

Ma, signori che siete a decidere queste cose, sapete che siamo persone? Siamo madri, padri, figli e siamo tutti senza lavoro?

Sapete che cosa ha voluto dire difendere il vostro piano trilingue, il CLIL?

Sapete che noi ci credevamo?

Forse per voi è stato solo un calcolo di consensi e visibilità senza spendere molto, per noi era la nostra vita lavorativa, una certezza economica per noi ed i nostri figli.

Avete fatto i vostri calcoli, avete vinto, bravi.

Io pensavo però stessimo dalla stessa parte, da quella della buona scuola, dei bambini.

Ora capisco che non era vero.

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