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Scuolabus, c'è chi pensa al partenariato pubblico (Pat) - privato (Cta) ma Bolzano insegna: anche alla Sad era stato detto "No grazie"

In Alto Adige la maggiore società concessionaria per il trasporto pubblico aveva proposto un Ppp e anche in Trentino da qualche tempo si ventila l'ipotesi per arrivare a gestire il servizio che a gara vale 84 milioni di euro in 4 anni. Ma serve il requisito di innovazione e a Bolzano la Giunta aveva rigettato per il rischio che il tutto fosse in contrasto contro i principi della Ue di libera concorrenza

Di Luca Pianesi - 19 giugno 2017 - 21:04

TRENTO. E il progetto di partenariato pubblico privato che fine ha fatto? Mentre si attende di sapere cosa accadrà dei ricorsi presentati da Tundo, da un lato, e dal Consorzio trentino autonoleggiatori dall'altro (entrambi bocciati dal Tar e che ora attendono il giudizio del Consiglio di Stato) sui vecchi bandi della Provincia per affidare il servizio scuolabus in Trentino, torna in auge un vecchio leitmotiv: facciamo un progetto di partenariato pubblico privato. Cosa vuol dire? Il ppp, in sostanza è una forma di cooperazione tra pubblico e privato, che ha l'obiettivo di finanziare, costruire e gestire servizi di pubblico interesse.

 

In questo caso, in un sistema, quello trentino, che rischia di essere aggredito dal mercato esterno e dove, in pratica, l'appalto per lo scuolabus (che si traduce in 84 milioni di euro in quattro anni) rappresenta quasi l'unica fonte di reddito per le circa 130 aziende di autonoleggio locali, da tempo si è pensato di cercare una soluzione interna. Di concordare un progetto di partenariato pubblico privato tra il Consorzio e la Pat. Il problema è che, giustamente, la Pat non concorda, ma, da legge 2 del 2016, può ricevere delle proposte che, per essere prese in considerazione devono presentare, tra le tante richieste, le caratteristiche dell'innovatività e della assunzione del rischio. Tradotto: se mi date a me il servizio io riesco a far risparmiare l'ente pubblico di tot perché, banalizziamo, utilizzerò dei nuovi mezzi particolari che mi permetteranno di ridurre i tempi di trasporto degli scolari, di tagliare i costi del carburante, e chi più ne ha più ne metta. Il tutto, ovviamente, assumendomi il rischio di quanto affermo e di quanto accadrà.

 

Sembra esagerato? Non lo è perché se l'ente pubblico decide di dare il via libera al ppp e apre il bando su quel progetto il proponente ha la priorità di prelazione quasi assoluta rispetto ad altri concorrenti. Dunque, proprio per evitare che si vada ad utilizzare questo modello in ottica anti concorrenziale o di favore, le regole sono particolarmente stringenti. Un caso che fa scuola, in questo senso, è quello accaduto nella provincia di Bolzano. Lì era stata la Sad (la maggiore società concessionaria per il trasporto pubblico extraurbano in Alto Adige e urbano di alcuni centri altoatesini) a fare una proposta vera e propria di progetto di partenariato pubblico privato. Era un progetto dettagliato e ben costruito presentato, tra l'altro, come specificato nella deliberazione della Giunta Provinciale a più riprese, ma respinto lo stesso dalla Provincia di Bolzano

 

"In primo luogo si evidenzia che il ppp presentato dalla Sad è inammissibile - si legge nell'atto pubblico -. (...) La proposta di ppp di Ssd non contiene alcun elemento innovativo o particolarmente migliorativo rispetto all’attuale offerta di servizi del trasporto pubblico in provincia di Bolzano. (...) Quindi si ritiene che la presentazione di un ppp al fine di eludere la norma programmatoria di cui alla legge provinciale n. 15/2015 (lex specialis) è pure in contrasto contro i principi dell’Unione europea di libera concorrenza, parità di trattamento e proporzionalità". Ci sono altri punti e tante altre motivazioni dietro la decisione della Giunta Provinciale di Bolzano ma questi passaggi sono decisivi. Perché, in generale, è davvero molto difficile che si arrivi a un ppp per un servizio come quello dei trasporti. L'innovazione deve essere comprovata e poi ci dev'essere un'assunzione di responsabilità molto importante. 

 

Anche per questa ragione la strada del ppp, al momento, non pare percorribile nemmeno in Provincia di Trento. L'attenzione allora si sposta sulle decisioni del Consiglio di Stato, sull'appalto per il servizio trasporto disabili al quale partecipano Tundo da un lato e l'Ati composta da La Ruota e la Coop Vales e su quello che farà la Pat in vista del nuovo appalto scuolabus. Si annuncia un'estate calda anche per il mondo dei trasporti.

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