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Cooperativa La Ruota, quali garanzie per dipendenti e servizi passando ai privati? Tonina: ''L'obiettivo era salvaguardare 60 posti di lavoro'

Quella dell'azienda di trasporto disabili pare una vicenda paradigmatica di come il mondo della cooperazione non sia più in grado di sostenere strutture in perdita anche se svolgono un servizio di welfare e sociale. Simile il caso della Locanda Dal Barba

Di Luca Pianesi - 07 gennaio 2019 - 20:27

TRENTO. ''Gli uffici mi hanno garantito che saranno salvaguardati i posti di lavoro. Questa era l'unica strada per riuscirci''. Così l'assessore provinciale alla cooperazione Mario Tonina sul caso de La Ruota che è stata acquistata dal Consorzio trentino autonoleggiatori. La notizia ve l'abbiamo data pochi giorni: il Cta ha preso la Cooperativa dopo una lunga trattativa con al seguito i 58 dipendenti e il servizio che quotidianamente mette a disposizione per i cittadini disabili e le loro famiglie. La cifra si aggira sui 400 mila euro per un'operazione che mostra bene quale sarà la tendenza, prossima e futura, in questo campo.

 

In assenza di grandi risorse a disposizione dell'ente pubblico e, in qualche caso, dopo anni di sperperi (La Ruota era arrivata ad avere un buco di 3,4 milioni di euro, oggi ridotti a circa 300.000), branche del mondo della cooperazione, nate per occuparsi di welfare e servizi come il trasporto disabili e anziani, finiranno per essere ceduti ai privati. Un cambio di passo importante, nel bene o nel male, perché se il fine della cooperativa resta quello sociale, mutualistico e privo di fini di lucro, passando nelle mani del privato tutto cambia.

 

Cta, giustamente, da buon privato, vorrà fare reddito e si troverà a dover gestire una serie di dipendenti che oggi operano con contratti da cooperativa quindi, cosa accadrà loro? Il servizio di trasporto disabili, che garantiva a tutti gli effetti un certo standard di welfare, potrebbe diventare a pagamento nel senso di far ottenere un guadagno netto al consorzio o verrà eseguito sempre con una logica sociale e di servizio? La cooperativa rimarrà in piedi o verrà gradualmente scorporata per riaffidare, poi, i servizi a singoli consorziati? Al momento il quadro non pare perfettamente definito. L'assessore Tonina spiega che la priorità era, innanzitutto, salvaguardare i posti di lavoro e che anche se c'era stato un interessamento di un'altra cooperativa, la Vales (una cooperativa sociale che quindi sarebbe stata, sulla carta, molto più adatta a portare avanti il testimone de La Ruota) ma ''alla fine non era andata a buon fine la trattativa - completa l'assessore - perché da una parte e dall'altra avevano fatto stime diverse''. Quindi non restava che il Cta per una trattativa che ha radici lontane, nel luglio del 2018, con tanto di richiesta scritta del presidente Laner di contare sull'indispensabile supporto di Sebastiani

 

''Sebastiani (il commissario della cooperativa ndr) ha davvero fatto un ottimo lavoro - spiega Tonina - la situazione, infatti, era molto difficile e il rischio era di lasciare a casa quasi 60 persone. L'intervento del Cta è stato, in questo senso fondamentale''. E per quanto riguarda l'aspetto sociale e reddituale? ''E' indubbio che certe realtà non siano più sostenibili per come sono oggi - prosegue l'assessore - e quindi certe strutture o garantiscono una certa redditività oppure non stanno più in piedi. E' il caso, anche della Locanda Dal Barba. Abbiamo incontrato gli operatori anche con l'assessora Segnana. Si tratta di un progetto bellissimo (la struttura che impiega 19 ragazzi disabili e che qualche settimana fa aveva lanciato una petizione per aiutarli ndr) ma che ha bisogno di circa 60.000 euro per stare in piedi perché poi, nei fatti, il ristorante non riesce a fare cassa come dovrebbe. Ora non possiamo sbilanciarci sulla questione ma ci auguriamo che ci sia un intervento privato anche in questo caso che renda il progetto sostenibile e che permetta di garantirgli continuità e futuro''.

 

Insomma anche la cooperazione sta cambiando e quella de La Ruota pare essere proprio una vicenda paradigmatica anche se le domande, in parte, restano.

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