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Una petizione per salvare la Locanda Dal Barba e i 19 ragazzi disabili che ci lavorano. Segnana: ''Pronti a sostenerli''

Il ristorante di Villa Lagarina che dà lavoro a ragazzi con disabilità intellettive e persone con fragilità non ha mai ricevuto contributi provinciali anche se da tempo chiede il sostegno della politica. Qualche mese fa Rossi si era impegnato ad aiutarli ma poi nulla è accaduto. Hanno lanciato una raccolta firme (sono arrivati a 1.700 ma si può continuare a sostenerli) e oggi l'assessora e Tonina sono intervenuti

Di Luca Pianesi - 27 novembre 2018 - 17:38

VILLA LAGARINA. E' un problema prettamente economico. La Locanda Dal Barba, gestita da una cooperativa sociale con l'impegno e l'abnegazione di 19 ragazzi con disabilità, rischia di chiudere perché alle promesse, purtroppo, non sono seguiti i fatti. Nessun contributo provinciale da quando è nata nonostante a inizio anno vi si fosse recato lo stesso presidente Ugo Rossi e, con pollice alzato, avesse promesso che sarebbero stati aiutati. ''Come la Provincia prevede sgravi fiscali alle aziende - diceva al quotidiano Trentino - che assumono apprendisti, qui ci troviamo difronte ad una start up da sostenere nel processo di crescita. Ne abbiamo parlato con l’assessore Zeni e le modalità per un sostegno concreto le troveremo sicuramente''.

 

Invece non sono state trovate. Oggi questa realtà straordinaria, che riesce ad includere i ragazzi disabili facendoli lavorare (si va dai camerieri ai responsabili di sala, dai cuochi ai lavapiatti), rischia di chiudere tanto che ha lanciato una petizione online per smuovere le coscienze e ''sostenere la locanda'' (QUI IL LINK PER AIUTARLI). Una raccolta firme per ribadire l'importanza di questo progetto e di questo luogo così inclusivo sul piano umano e di qualità sul piano del servizio di ristorazione.

 

''È un'ambiziosa realtà imprenditoriale - scrivono i promotori del progetto nel testo della petizione - nella quale i ragazzi con disabilità intellettiva e persone con fragilità e normodotate lavorano assieme per offrire alla clientela un servizio di elevata qualità. In questo progetto si fa un percorso di formazione/lavoro, è composto da persone con ruoli e compiti diversi. Ha una struttura gerarchica che porta alla figura del superiore rispetto, requisito necessario ed indispensabile per imparare ad acquisire la propria autonomia gradatamente per non incorrere in errori potenzialmente pericolosi. Questo lavoro è basato molto sull'autogestione offrendo attraverso la responsabilizzazione e la motivazione il raggiungimento dei vari obbiettivi, inoltre nel progetto non si trovano assistenti o educatori ma bensì colleghi di lavoro''.

 

 

''Purtroppo - aggiungono - questa realtà se non cambia l’opinione pubblica, finirà con il chiudere e i ragazzi torneranno dalle proprie famiglie senza nessun sbocco per la propria vita non avendo nessun altra possibilità per proseguire un percorso di inclusione sociale''. Il riferimento all'opinione pubblica è un riferimento, in realtà, alla politica. Se tante persone si interessano alla questione sarà, infatti, più facile che la Provincia si occupi della cosa. In un mese di raccolta firme ne sono arrivate 1.700 e già oggi l'assessora alla salute e politiche sociali Stefania Segnana è intervenuta con il collega di giunta Mario Tonina sulla questione“Si tratta di un progetto educativo e di inclusione di grande valore sociale che deve trovare il sostegno delle istituzioni”. 

 

“Organizzeremo al più presto – annuncia l’assessore Segnana – un incontro con i rappresentanti della cooperativa per verificare quali soluzioni adottare. Dobbiamo garantire che una simile esperienza possa continuare. Il sostegno alla disabilità e all'inclusione è uno dei temi centrali per la nuova amministrazione provinciale. Con l'assessore alla cooperazione Mario Tonina - evidenzia Stefania Segnana - stiamo seguendo il caso da vicino. La Giunta è consapevole delle criticità che affliggono questa esperienza ed è in attesa di una relazione del revisore dei conti che potrà essere sicuramente utile per individuare gli strumenti più idonei ad aiutare la cooperativa a proseguire in questa attività degna di nota".

 

La politica, quindi, pare interessarsi finalmente alla questione che riguarda la Locanda Dal Barba però è l'unione che fa la forza, quindi continuate a firmare: ''Chiediamo a tutti di far girare e firmare questa petizione - concludono i promotori nel testo della raccolta firme - per sensibilizzare le persone perché nessuno è immune dalla possibilità di dover affrontare queste situazioni''.

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