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La Ruota, il Cta la ''salva'' ma per smembrarla e intanto dimentica di metterla in regola rischiando di farla scomparire

A gennaio chiedevamo al vicepresidente Tonina quali fossero le garanzie per i dipendenti e i servizi della cooperativa sociale venduta ai privati guidati da Laner. Oggi emerge che solo un mese dopo lo stesso presidente annunciava che l'obiettivo dichiarato era quello di ''smembrare i lavori'' dandoli ai consorziati e intanto dalla Motorizzazione arriva un avvertimento

Di Luca Pianesi - 14 giugno 2019 - 19:13

TRENTO. ''Gli uffici mi hanno garantito che saranno salvaguardati i posti di lavoro. Questa era l'unica strada per riuscirci''. Era stata questa la dichiarazione del vicepresidente Tonina quando, a gennaio, gli avevamo chiesto quali garanzie ci sarebbero state per i dipendenti ed i servizi dalla Cooperativa sociale La Ruota con l'acquisto da parte del Consorzio trentino autonoleggiatori (QUI ARTICOLO). Oggi si scopre che dopo oltre due mesi dall'acquisto, proprio il Cta aveva ''dimenticato'' di indicare il cosiddetto ''preposto'' (oggi detto gestore dei trasporti) e i dati sulla avvenuta trasformazione sociale (prima era cooperativa ora dovrebbe essere una Srl) e che, nei piani del Consorzio, vi è proprio ''l'obiettivo - così è stato dichiarato il 27 febbraio dal presidente Laner durante l'assemblea generale del consorzio - di smembrare i lavori della La Ruota per darli alle consorziate''.

 

Insomma il piano parrebbe molto diverso da quello prospettato dal vicepresidente Tonina a inizio gennaio. Laner, infatti, in quella data ha specificato davanti a 59 consorziati (portatori di 30 deleghe) che lo smembramento di quella che era una cooperativa importante per la sua finalità sociale (il trasporto disabili) e che dava lavoro ad oltre 50 dipendenti di fatto sarebbe già accaduto a inizio anno ''come naturale conseguenza della dismissione degli investimenti da parte della Ruota in vista della cessione con i servizi per il centro servizi di Spormaggiore, i centri diurni in val Rendena ed il centro diurno di Gardolo gestito dalla Coop. Kaleidoscopio mentre per i servizi ai dializzati dell'azienda sanitaria provinciale è stata rinunciata la proposta di proroga di 2 anni e si farà dopo agosto la nuova gara''.

 

Tutto nelle mani di un consorzio il cui presidente è stato più volte al centro di sanzioni e fermi per aver utilizzato mezzi non adatti (per esempio per caratteristiche tecniche e vetustà eccessiva dei pullman QUI ARTICOLO) per tratte appaltate dall'ente pubblico e che anche quando venivano scoperti consorziati non in regola, o aziende che non si comportavano come avrebbero dovuto, non si curava minimamente di aggiustare le cose. Ma nonostante tutto l'assessorato alla cooperazione ha dato il suo ok a questa operazione che, per 400 mila euro, ha consegnato una cooperativa a dei privati che, pronti-via, non solo volevano scorporarla ma stavano anche riuscendo a farla scomparire dalla circolazione. 

 

Uscita la notizia dell'assenza del ''preposto'' qualche giorno fa su il Trentino, infatti, la Motorizzazione civile ha dovuto compiere le sue verifiche certificando l'assenza di questi fondamentali requisiti: ''Considerato che da visura camerale risultano trascorsi oltre due mesi - si legge nel documento inviato a Cta, La Ruota e Servizio Trasporti della Pat - dalla trasformazione in oggetto e che dalla stessa visura camerale risultano variati gli amministratori rispetto a quanto precedentemente comunicato in occasione della verifica quinquennale dei requisiti si dispone l’avvio del procedimento di cancellazione della società in indirizzo dal Registro Elettronico Nazionale (R.E.N.) delle imprese che effettuano trasporto di persone su strada''.

 

Ora al Cta sono assegnati 10 giorni per dare spiegazioni e mettersi in regola mentre per le sanzioni la Motorizzazione valuterà successivamente. Quel che è certo è che la politica ha consegnato questa cooperativa che si occupava di trasporto disabili e di persone in difficoltà a dei privati che (legittimamente) di questa attività vorranno fare un business. Privati che, però, proprio a partire dai vertici hanno dimostrato una volta di più di non essere sempre ''sul pezzo'' per quanto riguarda il rispetto degli adempimenti normativi. Un errore, quest'ultimo, che sarà sicuramente sanato in tempi brevi, ma la domanda che avevamo fatto sei mesi fa a Tonina torna attuale: ''quali garanzie per dipendenti e servizi de La Ruota passando a questi privati?''.

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