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Belluno
18 febbraio | 15:46

Cortina, welfare da 300 mila euro per i lavoratori della casa di riposo: tra le novità, un bonus per i biglietti dei mezzi pubblici durante le Olimpiadi e nuovi alloggi

Siglato l’accordo per il rinnovo contrattuale dei dipendenti della casa di riposo di Cortina: 300 mila euro di welfare, che confermano le misure già attive più un bonus per l’uso del tpl durante le Olimpiadi. Escluso inoltre l’aumento delle rette. “Auspichiamo che l’intesa diventi un esempio per le altre strutture, alla luce delle difficoltà nel reperire personale e visto il costante invecchiamento della popolazione”

CORTINA D’AMPEZZO. Come si incentiva il reperimento di personale in un territorio che soffre di spopolamento, carenza di servizi e oggettive difficoltà orografiche? Difficoltà che riguardano, nonostante le luci del mondo siano puntate lì, anche Cortina, dove trovare lavoratori è sempre più difficile vista soprattutto l’assenza di appartamenti a prezzi accessibili.

 

Una strada (non l’unica) sono gli incentivi economici. Ammonta infatti a 300 mila euro l’accordo per il rinnovo 2026-27 del contratto integrativo dei dipendenti della casa di riposo Angelo Majoni. “Accordo che arriva in un momento in cui il territorio bellunese ha bisogno di risposte concrete. In particolare a Cortina, dove i disagi sono accentuati dagli eventi legati alle Olimpiadi, l’Assp risponde stanziando anche un rimborso per l’utilizzo dei mezzi pubblici”, commentano i sindacati.

 

A inizio febbraio, l’Azienda speciale servizi alla persona (che fa capo al Comune e gestisce la struttura) ha siglato l’intesa con i rappresentanti di Cisl Fp e Fisascat e Cgil Fp. Tra le novità c’è in particolare un rimborso di 100 euro massimo per ogni dipendente per l’acquisto di biglietti o abbonamenti ai mezzi pubblici durante il periodo olimpico e paralimpico. Un tema non nuovo, dopo che già la Provincia aveva cercato di tamponare gli extra-costi per i residenti della linea 30 da Calalzo stanziando un fondo da 10 mila euro (salvo poi ridurre i 10 euro del giornaliero alle consuete fasce chilometriche). Così, poco prima del via alle Olimpiadi, vista la necessità di ridurre il traffico stradale, anche il Comune è corso ai ripari seguendo l’esempio per i lavoratori della struttura.

 

Incentivo che si aggiunge a misure già attive: welfare aziendale e borse di studio (150 mila euro), indennità per specifiche responsabilità (70 mila euro), indennità di pronta reperibilità (10 mila euro) e buoni pasto (70 mila euro). Confermato anche il bonus affitti e utenze di 50 euro lordi mensili per 12 mesi a tutti i lavoratori, salvo quelli che usufruiscono dell’alloggio aziendale. Infine, sono stati stanziati 6 mila euro annui per borse di studio ai dipendenti che intraprendono percorsi universitari o formativi coerenti con l’attività aziendale - misura, questa, che potrebbe agevolare la questione Oss, vista la recente denuncia di tre consigliere regionali sul tema (qui l’articolo).

 

“Il mantenimento del fondo – evidenzia Luciano Pompanin Dimai, amministratore Assp Cortina - è stato confermato dall’amministrazione comunale e dall’azienda senza aumentare le rette dei servizi e nonostante l’aumento salariale previsto dal rinnovo del contratto Uneba e dei costi gestionali legati alle forniture. Le risorse sono state confermate anche grazie al fatto che il Comune ha messo a disposizione ulteriori alloggi per il personale, evitando all’azienda di ricorrere nel mercato delle locazioni private che avevano inciso per circa 50 mila euro nel 2024”.

 

“Siamo molto soddisfatti - commentano Leone Zingales e Fabio Zuglian (Cisl FP) e Andrea Fagherazzi (Fisascat) - e riconosciamo l’impegno dell’azienda nei confronti dei propri collaboratori. Auspichiamo che l’intesa diventi un esempio anche per le altre strutture del territorio, alla luce dell'ormai cronica difficoltà nel reperire personale in un settore fondamentale e in un contesto di costante invecchiamento della popolazione”.

 

Come evidenziato infine da Andrea Fiocco (Fp Cgil Belluno), questi incentivi, più gli alloggi in comodato, sono utili ad attirare personale. “Un tempo le case di riposo potevano contare su personale in larga parte locale, mentre oggi il settore è interessato da forti flussi da altri territori, soprattutto tra gli operatori socio-sanitari. È quindi un segnale importante che si sia scelto di non intervenire sulle rette, destinando invece risorse significative al riconoscimento del lavoro del personale. Riteniamo che sia la strada giusta, anche perché il contratto per questi lavoratori non è dei più generosi e la cronica carenza di organico continua a tradursi in un maggiore carico di lavoro per chi è in servizio”, conclude.

 

Ora, è il turno di scelte politiche sul medio-lungo periodo perché il territorio montano ha bisogno di una prospettiva per il futuro, anche oltre i prossimi due anni.

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