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Scuolabus, il Consiglio di Stato boccia il ricorso di Tundo e dà ragione alla Provincia. Intanto arriva il terzo bando, ma solo per l'anno 2017/18

In ballo ci sono ancora alcune pronunce degli organi di giustizia e l'amministrazione ha preferito sciogliere il nodo più vicino, l'organizzazione di questo servizio complesso in vista dell'inizio dell'anno scolastico. I requisti sono stati pressoché confermati rispetto ai bandi precedenti, uno annullato e l'altro andato deserto

Di Luca Andreazza - 10 July 2017 - 07:04

TRENTO. La Provincia ci riprova. Il Servizio trasporti pubblici ha infatti pubblicato il bando per la manifestazione d'interesse nel partecipare alla gara di affidamento del servizio Scuolabus. La cifra in ballo è di circa 21 milioni di euro per dodici mesi per un bando che cerca di trovare una prima soluzione e assicurare la continuità di questo servizio essenziale in Trentino. Una soluzione almeno in vista del prossimo anno scolastico.

 

L'oggetto dell'appalto è quello del servizio di trasporto speciale a favore degli alunni e portatori di handicap in Provincia e quei servizi integrativi alla linea necessari per accompagnare gli alunni a scuola e ritornare a casa.

 

E' il terzo bando in circa un anno, ma a differenza delle precedenti puntate, questa volta il periodo di affidamento è annuale e non più quadriennale, si va dall'1 settembre 2017 al 31 agosto 2018, e nel frattempo anche l'ipotesi di partenariato pubblico-privato sembra definitivamente tramontata (Qui articolo).

 

"Si procede d'urgenza - spiega il dirigente Roberto Andreatta - per avere i tempi di organizzare il servizio per il prossimo anno scolastico. La scadenza della manifestazione di interesse è quella del 17 luglio e quindi nel giro di una settimana contiamo di procedere all'affidamento. Solo successivamente, quando ci saranno tutte le pronunce delle diverse sezioni di giustizia, si procederà con il bando come originariamente previsto. I tempi sono stretti e sono tanti i cambi in atto tra accorpamenti di istituti, spostamenti di alunni e cambi vari. Un quadro complesso per il quale non ci si può far trovare impreparati".

 

La vicenda è ormai nota: l'anno scorso Cta aveva partecipato alla gara come unica concorrente, ma era riuscita a presentare, tra i suoi consorziati, due autonoleggiatori con precedenti penali (il primo per aver omesso il versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali, il secondo per guida in stato di ebbrezza, ndr) annullando il bando e 'perdendo', per colpe proprie, la prima fideiussione da 1 milione e 675 mila euro (salvo poi presentare ricorso, prima al Tar, che gliel'ha respinto e poi al Consiglio di Stato che deve ancora pronunciarsi) e l'affidamento per circa 80 milioni di euro.

 

La Provincia era riuscita a correre ai ripari, affidando al Consorzio Trentino Autonoleggiatori, tramite procedura negoziata e incarico diretto, un servizio essenziale in Trentino. Il tutto in attesa del nuovo bando che è arrivato nella scorsa primavera.

 

In aprile si è tenuta infatti la seconda puntata, ma la seduta era andata deserta. Cta non era riuscita a trovare in tempo l'appoggio delle banche per la fideiussione da 1 milione e 675 mila euro necessaria per partecipare all'appalto, mentre l'unica offerta effettivamente arrivata sui tavoli provinciali, il plico presentato dall'impresa Tundo Vincenzo di Tollino in provincia di Lecce, mancava di un requisito fondamentale, quello di aver svolto negli ultimi tre anni un servizio scolastico non di linea per un'utenza complessiva di 2.000 alunni in comuni residenti ad un'altitudine superiore agli 800 metri (Qui articolo).

 

Un requisito ritenuto però escludente e oggetto di un ricorso al Consiglio di Stato, che giovedì 6 luglio ha rigettato l'istanza (Qui sentenza).

 

"Non sta alla Provincia - aggiunge Andreatta - commentare le sentenze, ma questa decisione è importante, in quanto legittima la nostra scelta per salvaguardare la sicurezza degli alunni. La morfologia del Trentino e le particolarità di alcune vie di comunicazione sono note e svolgere il servizio sulle strade della Valle dei Mocheni, piuttosto che a Roncegno, è ben diverso rispetto a altre zone completamente pianeggianti nel resto d'Italia. Questo requisito è per noi fondamentale per avere quella garanzia di qualità non solo economica, ma anche dal punto di vista tecnico".

 

L'azienda leccese non sembra però intenzionata a mollare il colpo, tanto che sarebbe già pronto il ricorso al Consiglio europeo, chiamato a pronunciarsi in merito. "L'amministrazione - commenta Andreatta - deve fare i propri interessi, in questo caso assicurare la sicurezza per un servizio tanto importante e delicato come il trasporto speciale a favore di alunni e portatori di handicap. Le imprese possono agire come reputano giusto per la loro attività: saranno poi i Tribunali a esprimersi".  

 

Intanto si arriva così alla terza tappa di questo affidamento e i requisiti di partecipazione del bando sono pressoché confermati rispetto alle puntate precedenti.

 

E' fondamentale aver svolto, nel triennio precedente la data di pubblicazione del bando, servizi analoghi per un importo complessivo di 8 milioni di euro (cumulabile in caso di a.t.i. e consorzi, fermo restando che il capogruppo deve possedere il requisito della misura minima del 50%) e aver prestato servizi di trasporto scolastico non di linea a beneficio complessivo di almeno 2.000 alunni residenti ad altitudine superiore agli 800 metri, senza dimenticare i servizi per portatori di handicap con impiego complessivo di almeno 40 mezzi attrezzati con pedana

 

Tra i requisiti anche il possesso delle abilitazioni professionali per gli autisti e le relative autorizzazioni a norma di legge. La scadenza per presentare la domanda di manifestazione di interesse è fissata per il 17 luglio alle 12.

 

Il capitolato speciale è articolato e prevede tra i diversi punti che "la ditta affidataria - si legge - sia tenuta a garantire la disponibilità, per le prestazioni previste, un numero minimo di 380 autisti nominativamente indicati per tutta la durata del contratto, e comunque in numero tale a garantire prestazioni equivalenti a 380 addetti a tempo pieno per tutta la durata del contratto, e 400 mezzi (oltre alle riserve dalla stessa ritenute necessarie, fermo restando che per i servizi di linea è obbligatoria l'indicazione per ogni corsa del relativo mezzo e relativa riserva - massimo due mezzi di riserva - che possono essere anche di ditte diverse da quelle assegnatarie della corsa di linea specifica, purché appartenenti al consorzio ed aventi i requisiti), che saranno indicati formalmente prima dell'inizio dei servizi secondo una ripartizione di capienza dei mezzi di cui alla allegata scheda, ripartizione suscettibile di variazione percentuali nella misura del 10% tra classi di taglie a parità di numero complessivo dei mezzi e fermi restando i vincoli di capienza relativamente ai servizi di parte funzionale II e III".

 

Insomma, tra ricorsi, manifestazione d'interesse e pronunce in Tribunale, la lunga estate dei trasporti è solo appena cominciata

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