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Trasporti, per l'appalto per il servizio disabili (6 milioni di euro) c'è il colosso Tundo e ora le coop tremano. Dopo skibus e scuolabus, Trentino sempre più territorio di conquista

La mega azienda pugliese ha presentato la sua offerta per la gestione del servizio al quale ambisce anche l'Ati composta da La Ruota e da Coop Vales. E sullo scuolabus? Andreatta: "In attesa delle sentenze a settembre il servizio verrà affidato dopo un avviso di manifestazione di interesse all'azienda o gruppo più valido"

Di Luca Pianesi - 15 giugno 2017 - 07:21

TRENTO. Alla fine anche il servizio di trasporto speciale potrebbe finire in mani extra provinciali. Dopo lo skibus (finito all'Ati laziale composta da Reali Tour e Trotta Bus) e dopo l'appalto per il trasporto scolastico (il mega bando da quasi 84 milioni di euro) che ancora "balla" tra ricorsi e contro-ricorsi ma per il quale all'ultima gara si era presentata, di fatto, solo la ditta pugliese Tundo, anche il servizio per il trasporto di "portatori speciali e di accompagnamento per soggetti portatori di minorazioni" (quello che era sempre stato gestito dalle cooperative trentine, che praticamente per la prima volta va in gara e che rappresenta la principale fonte di reddito) potrebbe finire in Puglia.

 

Tundo, infatti, si è presentato anche alla gara da 6,5 milioni di euro per gestire il servizio per 3 anni scolastici con facoltà di rinnovo per il 2020/2021. Martedì si è tenuta la seduta pubblica per la verificare dei requisiti delle due offerte giunte sul tavolo della Provincia. A partecipare l'Ati trentina composta da La Ruota e dalla Coop Vales e, come detto, l'azienda Tundo, un colosso del mondo dei trasporti, in generale, ma molto specializzata proprio sul quello disabili. Nello specifico dal 1995 opera in Veneto per il servizio di trasporto di persone diversamente abili per il Comune di Venezia e nel padovano. Stesso dicasi per Torino, Roma, Milano (dove mette in campo 43 mezzi dedicati e una forza lavoro di circa 150 unità). E poi c'è Bolzano dove conta quasi 200 dipendenti e concentra le sue attività proprio sui servizi di trasporto per disabili.

 

Insomma: ok, il colosso è servito. Ed è lo stesso colosso che è rimasto fuori per pochissimo dall'aggiudicarsi l'appalto per lo scuolabus, sempre a Trento, visto che il 5 aprile scorso all'apertura delle buste s'era presentato solo lui. Non era riuscito ad aggiudicarsi l'appalto perché gli mancava un requisito previsto nel bando. Quello "di aver svolto negli ultimi tre anni un servizio scolastico non di linea per un'utenza complessiva di 2.000 alunni in comuni residenti ad un'altitudine superiore agli 800 metri". Una mancanza (va detto) esplicitata dalla stessa Tundo in sede di gara. E contro questo requisito ha, poi, fatto ricorso prima al Tar (che ha rigettato) e adesso al Consiglio di Stato (si attende la sentenza per il 6 luglio).

 

La gara, quindi, era risultata "deserta" perché l'altro competitor potenziale, i trentini del Cta, non era nemmeno riuscito a presentare la sua offerta perché non erano arrivati a recuperare in tempo la fideiussione da 1 milione e 600 mila euro necessaria come caparra per partecipare. Meglio, praticamente nessuno si sentiva di concedergliela visto che l'anno prima lo stesso consorzio trentino era riuscito a perdere una caparra equivalente avendo fatto saltare l'appalto per sua colpa (aveva presentato tra i suoi consorziati due autonoleggiatori con precedenti penali "dimenticandosi" di riportarlo nella domanda). Un vizio contro il quale anche il Cta ha fatto ricorso al Consiglio di Stato (dopo il rigetto del Tar) e sul quale attende sentenza per il 20 luglio.

 

Insomma, da qualche anno, da quando il mercato si è fatto più competitivo e aggressivo, gli autotrasportatori trentini sono parsi sempre più in balia degli eventi. Chi provava a sottolineare carenze e criticità e invitava a fare un passo avanti nella direzione degli investimenti e dell'innovazione è stato vissuto più come un problema che come una risorsa e oggi il Trentino è inevitabilmente diventata "terra di conquista" invece che trasformarsi in terra di "conquistatori" che vanno loro a imporsi su altri mercati. E adesso? "Nel caso del trasporto disabili - spiega il dirigente del Servizio Trasporti Pubblici della Provincia Roberto Andreatta - l'appalto prevede l'utilizzo di una trentina di mezzi con relativo autista e accompagnatore, per un servizio che si rivolge a 150 soggetti da trasportare. E le domande di partecipazione sono parse in regola. Non c'era, infatti, in questo caso, nessun requisito di aver svolto il servizio in quota in precedenza, come richiesto, invece, per lo scuolabus. Quindi adesso si procederà alla valutazione delle offerte e per settembre il vincitore potrà prendere servizio".

 

"Per quanto riguarda lo scuolabus - completa Andreatta - per lavorare a un nuovo appalto dobbiamo attendere le pronunce del Consiglio di Stato, anche per capire se quei parametri che noi continuiamo a ritenere prioritari potranno essere reinseriti nel bando o no. Quel che è certo è che per settembre non saremo riusciti a completare questo iter con tanto di aggiudicazione e quindi per settembre, per la riapertura delle scuole, dovremo muoverci diversamente". Tradotto? "Vuol dire che faremo come con gli elicotteri - conclude Andreatta - raccoglieremo le manifestazioni d'interesse a svolgere il servizio di trasporto da parte delle aziende o dei gruppi che intenderanno gestirlo. E si vedrà se tale gestione sarà di qualche mese o per più tempo. Dipende da quando riusciremo ad aggiudicazione l'appalto vero e proprio. Siamo convinti che al di là di quanto accaduto nelle ultime gare la gestione del servizio sia comunque appetibile".

 

Altra traduzione? La Provincia con l'avviso di manifestazione di interesse intende individuare un congruo numero di potenziali imprese, gruppi, aziende interessate a coprire il servizio e in possesso delle caratteristiche da lei richieste. Le imprese verranno, quindi, valutate in maniera pre-selettiva e poi si procederà, plausibilmente, all'affidamento del servizio. Staremo a vedere. Intanto la prima partita, per il sistema trentino, si gioca sul servizio trasporto disabili: riusciranno le cooperative a resistere all'assalto di Tundo?.

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