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Simon: la passione per l'orto e per il suo furgoncino.

Vende i suoi prodotti in via Santa Croce a Trento: "Dopo l'università ho deciso di coltivare la terra"

Simon, il suo furgoncino e la sua compagna Gloria
Di Giuseppe Fin - 23 settembre 2016 - 09:07

TRENTO. Un furgone Fiat 900 dell' '87 pieno zeppo di pomodori, radicchio, carote, cipolle e tanta voglia di fare. Simon Sartori ha 28 anni e da luglio di quest'anno ha deciso di portare a Trento i frutti del proprio lavoro. Ha una laurea in mano, in psicologia, conseguita all'università di Padova. Ha fatto il liceo a Trento, il Da Vinci. Ma da grande voleva fare il contadino.

 

Da qualche anno, infatti, ha chiesto “in prestito” degli appezzamenti di terra a Verla di Giovo e dopo averli coltivati per se stesso e la propria compagna da qualche mese ha deciso di vendere parte del proprio raccolto a Trento, mettendosi con il proprio furgoncino in via Santa Croce.

 

Un'esperienza che al momento sta dando tantissime soddisfazioni visto la folla di persone che si fermano ad acquistare i prodotti. Ma sono molti anche quelli che si fermano solo per salutarlo, perché accanto alla qualità Simon ci mette anche la simpatia.

 

Sul tetto alcune ceste di vimini piene di zucchine e insalata ma anche grossi mazzi di prezzemolo. Tutto fresco, appena raccolto.“Questo furgoncino – ci dice Simon guardandolo con orgoglio – me lo sono acquistato perché è mio coetaneo, è del mio stesso anno. Ora è il mio compagno di vita. A me è sempre piaciuto lavorare la terra, fin da piccolo avevo la passione di fare l'orto. Da qui la decisione, quando ho terminato l'università, di chiedere in prestito dei terreni che ho iniziato a coltivare”.

Simon, il suo furgoncino e la sua compagna Gloria

 

L'unico ferro del mestiere è una vecchia stadera, una bilancia in ferro che usa per pesare la frutta e la verdura. Niente calcolatrice, i conti li fa rigorosamente a mente. “Certo che ce l'ho la calcolatrice – spiega Simon ad una cliente prendendola dal sedile anteriore del furgoncino per fargliela vedere – ma non mi piace usarla”.

 

“L'idea di andare per strada a vendere quello che coltivavo mi è venuta questa estate” ci racconta mentre la compagna Gloria lo aiuta a servire i clienti. “Nei viaggi che ho fatto – ci dice – ho visitato diverse zone dell'America centrale e dell'Asia. In posti le strade stracolme di mercati e bancarelle mobili. Ecco allora che mi è venuta la voglia di provare se funziona anche qui”.

 

Il lavoro in città inizia alle prime ore della mattina e sono subito in molti a fermarsi. “Amo quello che faccio – ci dice Simon – e sono contento anche perché offro prodotti genuini che io stesso coltivo”.  

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