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T-essere memoria. Quando il museo incontra l’Alzheimer

Attività per persone con l’Alzheimer in collaborazione con le palafitte di Fiavè e i bambini

Di Raffaele Dalledonne - "Ivo de Carneri" - 17 gennaio 2017 - 17:10

TRENTO. Luisa Moser ha ideato il progetto T-essere memoria, un percorso sperimentale con l’intento di rendere accessibile il Museo delle Palafitte di Fiavè anche alle persone affette da Alzheimer ,che non vengono più accompagnate in museo, attraverso delle immagini in mostra.

 

Il progetto consiste in quattro incontri a tema aperti a tutta la cittadinanza e partirà il 19 gennaio alle ore 17.30 con la presentazione del libro “Quando andiamo a casa?” scritto da Michele Farina che racconta come l’Alzheimer abbia svuotato sua madre. Il “Suono,silenzio,musica:ripensarsi nella relazione con la persona affetta da demenza” si terrà il 16 febbraio,alle ore 17.30 con gli interventi dall’educatore Stefania Filippi dalla studentessa Evelin Boccone. Il terzo incontro si terrà il 16 marzo con un altro libro “Ritorno al padre” di Loretta Zanella con la partecipazione di Renzo Dori, presidente della APSP di Povo. T-essere memoria concluderà l’incontro del 13 aprile alle ore 16,30, nell’ambito dell’Alzheimer Caffè, la conferenza “Invecchiamento attivo: l’importanza dell’attività fisica” tenuta da Andrea D’Andreatta. La mostra “T-essere memoria”, presso il S.A.S.S., è visitabile fino al 20 aprile.

 

“T-essere memoria” alle palafitte si è sviluppato attraverso l’esposizione dei reperti, molto semplici e essenziali ma ricchi di significato per stimolare la memoria dei partecipanti e per far riaffiorare ricordi o gesti dimenticati, successivamente il progetto prevedeva una fase laboratoriale all’interno della quale tutti i pazienti hanno dimostrato le proprie abilità nel “saper fare” nonostante la malattia.

 

Nel 2016 una nuova fase del progetto ha coinvolto bambini che hanno realizzato strumenti e materiali efficaci per comunicare con gli anziani. Il risultato è stato positivo e ciò testimonia che il museo se reso fruibile e partecipativo può avere un ruolo sociale e aiutare i pazienti e chi si occupa di loro.

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