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'Un sapere che gode, per un piacere che conosce', Pro Loco e Strada del Vino trovano l'intesa per il turismo di domani

I presidenti Enrico Faes (Federazione Pro Loco) e Francesco Antoniolli (Strada del vino) hanno firmato un accordo di promozione. Territorio, specificità, qualità e produzioni tipiche le parole chiave della sinergia

Da sinistra Enrico Faes (presidente della Federazione Pro Loco) e Francesco Antoniolli (presidente Strada del vino)
Di Nereo Pederzolli - 07 febbraio 2017 - 18:50

TRENTO. Tante, variegate, tra campanili che si stagliano nella loro orgogliosa diversità. Archetipi di culture paesane decise a connettersi con le promozioni golose. Ben 193 le Pro Loco del Trentino che ora vogliono fare rete con una struttura promozionale altrettanto variegata: quella della Strada del Vino e dei Sapori, ovviamente Trentino DOC.

 

Un patto di sinergia è stato siglato stamane, nella spaziosa sede della Federazione Pro Loco, davanti il teatro Sociale di Trento. Firma tra i due presidenti, Enrico Faes e Francesco Antoniolli. Il primo è per il ‘loci’, l’altro mirato ai ‘sapori’. Discorsi di circostanza, apparentemente, anche se tutti hanno ribadito come il vacanziero scelga la mèta in base (rispettivamente) a proposte legate all’habitat, alla cultura e specialmente alla gola, sagre e feste campestri più disparate.

 

Feste popolari, per un pubblico non solo ‘foresto’, momenti conviviali pure per quanti difendono i loro rispettivi ambiti paesani. Il calendario è fitto, per tutti i gusti. Che diventa – o lo sta per diventare – ulteriormente coinvolgente con questo accordo appena siglato.

 

Tutti i presenti alla conferenza stampa hanno insistito su parole come ‘territorio, specificità, qualità, produzioni tipiche’. Senza se e senza ma. Puntando a formare pure i promotori, quanti organizzano capillarmente le tante feste paesane. Senza però mai dimenticare obiettivi da raggiungere anche in base a contributi di ‘mamma Provincia’. Fondamentali, perché indispensabili.

 

Disposti comunque ad aprirsi al confronto. Non a caso il simbolo delle Pro Loco è  # , preposto alla parola fuori. #fuori. Spaziare, a tutto campo e per ogni occasione condivisa e condivisibile come si legge su protocollo d’intesa.

 

Iniziativa più che lodevole. Primo passo, forse, per le basi di un progetto di design strategico del territorio trentino. Vale a dire connettere i migliori elementi di una comunità per trasformare in realtà un percorso fatto di gusti, alimentazione sana, cultura e rinnovamento della tradizione che tocca ogni aspetto del vivere.

 

Dentro questa esperienza dovrebbe esserci  la materia prima per un’alimentazione sana, per la conoscenza, l’educazione e la formazione di un’intesa che si configura come un modello di sviluppo basato sul cambiamento di sistemi sempre più in crisiValorizzando le produzioni solo apparentemente minoritarie. Quei prodotti – dagli ortaggi ai vini, poi formaggi e altre sfizioserie – che necessitano di una promozione schietta, sinergica, quanto coordinata. In una parola, una regia per la convivialità.

 

Accordo per un volàno d’iniziative legate ad una tipicità spesso dimenticata, usata solo strumentalmente. Forse è il caso d’iniziare  a porre al centro di tutte queste lodevoli iniziative promozionali concrete azioni di tutela del prodotto locale, delle diversità ambientali, di tutto quanto è davvero ‘del luogo’. Capirlo per meglio proporlo.  Altrimenti il volàno si trasforma in un banale momento dove vòlano solo parole e progetti. Parole e frasi roboanti, suggestive, tra convegni e stressanti richieste di contributi pubblici.

 

Le produzioni enogastronomiche Made in Trentino dunque cercano l’interazione tra comparto primario e settore dell’animazione turistica. Criteri strategici e – sempre come si legge nel documento – ‘ legati all’assegnazione di  finanziamenti pubblici’.

Si spera, comunque, che questa sinergia abbia l’#hastag  mirata ad una visione dell’agroeconomia vacanziera più virtuosa e pure popolare. Nel rispetto della diversità stessa delle Pro Loco. Che devono recuperare (riscoprire) gesti d’amicizia, di gentilezza, generosi confronti di curiose iniziative conviviali, strapaesane magari, ma tese ad un futuro più che positivo.

 

Per concretizzare – come ribadiscono autorevoli studiosi di marketing turistico – momenti di ‘un sapere che gode, per un piacere che conosce’.

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