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In un weekend due volte campionessa italiana: Claudia Cretti studia e si allena a Trento, ''sogno Tokyo 2020''

Dopo la terribile caduta del 2017 al Giro d'Italia, la sportiva è ritornata a gareggiare: ''Lo scorso fine settimana è stato stupendo, ora l'obiettivo sono mondiali e olimpiadi''

Foto tratta da Facebook
Pubblicato il - 25 giugno 2019 - 17:41

TRENTO. Sulla maglietta da gara indossa il nome della sua squadra, "Born to win", uno slogan che le calza a pennello. Come le calza a pennello la maglietta tricolore che ha conquistato questo weekend, quando ha vinto due titoli italiani nella categoria C4 paralimpica. Quella di Claudia Cretti (23 anni) è una bella storia di una sportiva vera che nella passione per il ciclismo ha saputo trovare la forza per rialzarsi dopo una brutta caduta. Il sogno da trasformare in realtà, ora, sono le olimpiadi di Tokyo 2020.

 

In un weekend due volte campionessa italiana di paraciclismo, sabato nella cronometro individuale di Marostica, domenica nella gara in linea a Bassano del Grappa.

 

Il suo sorriso è bello come la sua storia di rinascita e amore per lo sport: "Tutto è iniziato nella prima coppa del mondo di quest'anno - racconta Claudia a chi le chieda dello scorso weekend - quando mi hanno cambiato categoria, mi hanno passata dalla C5 nella C4, quella della disabilità lieve per reduci da traumi cerebrali".

 

Cretti, infatti, è tornata a correre a fine 2018 e la sua prima gara ("Prima vittoria, anche" ricorda) è stata a Massa Carrara lo scorso 6 aprile. Questo dopo una rovinosa caduta in discesa durante la tappa Isernia-Baronissi nel Giro d'Italia femminile del 2017.

Foto tratta da Facebook
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"Fin da bambina ero un'appassionata di sport - afferma la campionessa - Mi piacevano il calcio, il nuoto, lo sci, la barca a vela. A nove anni mi sono innamorata del ciclismo, guardando alla tv Pantani che in salita arrivava sempre primo. Quindi ho iniziato ad allenarmi e a vincere tante gare per me importanti. Nel 2015 il mio primo Giro d'Italia, nel 2017 il secondo".

 

Ma le cose non sono andate bene: "Nella prima tappa sono arrivata ottava, ero contentissima. Nella giornata successiva c'era la tappa Isernia-Baronissi, una salita e poi una discesa. Ero nel gruppo e faceva caldissimo, ho attirato l'attenzione dell'ammiraglia per prendere delle borracce per me e per le mie compagne, poi ho affrontato una discesa. Ma sono caduta mentre andavo a 90 chilometri all'ora: sono stata in coma 13 giorni, sono stata sottoposta a un'intervento alla testa, sono rimasta tre mesi in ospedale".

 

"Ma la prima cosa che ho chiesto a mia mamma, quando sono tornata a casa - racconta Claudia - è stata: "Quando posso andare in bici?". Nel dicembre 2017 ho fatto la prima uscita con mio fratello, abbiamo fatto cinque chilometri ma mi sembravano pochi".

 

La voglia di allenarsi e di gareggiare era sempre lì e i successi non hanno tardato ad arrivare: "Il campionato italiano non lo facevo dal 2017 - racconta la sportiva oggi - Questo weekend è stato bellissimo. Quando ho finito la crono mi hanno detto che avevo fatto il tempo migliore. Quando, alla premiazione, mi hanno dato la maglia tricolore, ero contentissima. Il giorno dopo ho fatto la gara su strada: ho tenuto un buon ritmo, ho accumulato tanti minuti di distacco e poi ho alzato nuovamente le braccia. Sono stati due giorni stupendi, tra i più belli della mia vita".

 

Studentessa di Lingue moderne all'Università di Trento, Cretti dice di aver scelto questa provincia (lei è di Costa Volpino) anche "per le sue strade stupende, su cui riesco ad allenarmi e a coniugare la bicicletta e lo studio". Nello sport fonte d'ispirazione per lei è Alex Zanardi ("Lo ho incontrato a una premiazione nel 2016 al Coni a Roma, spero di diventare come lui").

 

Con la maglia tricolore Cretti correrà a luglio nella gara di Vicenza. "Spero di fare bene" dice. Anche perché l'obiettivo è più alto: "Mi sto allenando per i mondiali quest'anno e poi spero di riuscire ad arrivare alle paralimpiadi di Tokyo 2020, è il mio sogno fin da quando avevo 8-9 anni".

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