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| 04 set 2020 | 20:49

Intrecciante va in ritiro sul lago di Levico: ''Tecnica e tattica, ma soprattutto momenti di incontro, conoscenza e intreccio di culture''. E punta alla Seconda categoria

Il sodalizio si appresta a prendere parte per il terzo anno al campionato amatori, ma la prospettiva della prossima stagione è quella di iscriversi alla Seconda categoria. Endrizzi: ''Il progetto è cresciuto ancora: la squadra è stata affidata al nuovo allenatore Sergio Gadda e siamo pronti a un ulteriore step"

TRENTO. Un nuovo allenatore e un ritiro a Levico per preparare la terza stagione nel campionato amatori. Prosegue la crescita di Intrecciante, "piccolo esempio pratico di inclusione e dialogo interculturale" che intreccia le storie di persone dalle provenienze disparate, tutto in nome delle potenzialità d'incontro e socializzazione offerte dal calcio.

 

Da due anni ormai questa iniziativa, che unisce operatori del sociale, giovani richiedenti asilo ospitati nelle residenze della città, studenti universitari e rappresentanti del mondo del calcio locale, porta sui campi del calcio amatoriale un'esperienza unica nel panorama sportivo trentino. La prospettiva è quella di iscriversi il prossimo anno al campionato di Seconda categoria.

Questa stagione la squadra è affidata a Sergio Gadda, mentre per la prima volta Intrecciante va in ritiro sul lago di Levico. "La volontà - dice la presidente Serena Endrizzi - è quella di migliorare la tecnica e la tattica calcistica, ma soprattutto creare momenti di incontro, conoscenza e intreccio di culture. Cerchiamo di ampliare il progetto e potenziare la parte aggregativa. Intendiamo organizzare mensilmente delle attività sul territorio in collaborazione con le tante associazioni". In questo contesto nasce il nuovo progetto "Quando il gioco si fa Intrecciante" per intensificare e rafforzare le relazioni interpersonali e interculturali. 

 

In questi due anni di attività Intrecciante si è fatta strada nel contesto sportivo trentino e si è distinta per l’attenzione rivolta al coinvolgimento e al protagonismo di giovani e giovanissimi. "In questi due anni quasi 100 ragazzi hanno attraversato questa squadra - aggiunge la presidente - alcuni per qualche mese, altri per l’intera stagione: quasi la metà sono richiedenti asilo o rifugiati. La precarietà del loro progetto migratorio comporta radicali cambiamenti di vita nell’arco di brevissimi periodi e questo impatta anche sul resto del gruppo".

Questo weekend Intrecciante farà come le grandi squadre: due giorni in ritiro in Valsugana. Un'iniziativa declinata però per seguire la filosofia di questo progetto. "Ci sono momenti dedicati alla conoscenza reciproca - evidenzia la presidente - del territorio, dei sapori tipici e ovviamente della tecnica calcistica con il nuovo allenatore. Una cucina condivisa per preparare piatti etnici e trentini, un'escursione sul Piz de Levico con l'associazione Alchemica incaricata di registrare questa esperienza".

 

Un progetto, questo di Intrecciante, che è riuscito a vincere diversi premi e riconoscimenti in questo biennio. "Questa iniziativa è in crescita costante in tutte le componenti e vogliamo compiere un ulteriore step: sono sempre più le persone che chiedono di partecipare come volontari o come giocatori. I feedback sono davvero positivi. Ora abbiamo aggiunto un ulteriore tassello con questo ritiro organizzato con il sostegno di Fondazione Caritro e Uisp del Trentino, ma soprattutto con un nuovo allenatore di grande esperienza. Un altro importante partner è Sanbaradio, la radio degli universitari", conclude Endrizzi.

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