La Trento-Bondone resta ai box: ''Non si corre, neppure a porte chiuse. Ci è stata negata l'autorizzazione''
La Scuderia Trentina ha avuto conferma che il Commissario del Governo non darà l’autorizzazione a far disputare la gara a porte chiuse, i prossimi 11 e 12 luglio, così come ipotizzato dagli organizzatori: "Un'occasione persa. Ha vinto il coronavirus e hanno perso sport e Trentino"

TRENTO. "La delusione è tanta. E' inutile nasconderlo. Abbiamo lavorato sottotraccia per molte settimana per cullare un sogno che è svanito", queste le parole di Fiorenzo Dalmeri, presidente di Scuderia Trentina, che aggiunge: "Oggi abbiamo avuto la conferma che la Trento-Bondone non si disputerà. Ha vinto il Covid-19 e hanno perso il nostro sport e il Trentino. La più antica gara automobilistica al mondo di cronoscalata in montagna quest’anno rimarrà ai box. Come è successo poche volte dalla sua nascita".
La Scuderia Trentina ha avuto conferma che il Commissario del Governo non darà l’autorizzazione a far disputare la gara a porte chiuse, i prossimi 11 e 12 luglio, così come ipotizzato dagli organizzatori. Il parere negativo uscito dall’incontro ha visto la presenza e il parere negativo anche del Questore di Trento.
"Sono deluso come cittadino, come trentino e come appassionato di motori – prosegue Dalmeri – perché abbiamo perso una grande occasione. Con l’edizione 2020 avremmo conquistato, tra l’altro, un ulteriore record storico da affiancare a quelli già accumulati negli anni dalla nostra competizione automobilistica: Trento e il Monte Bondone avrebbero ospitato la prima competizione automobilistica in assoluto dell’anno in Italia e quasi sicuramente d’Europa, se si esclude la F1".
La Trento-Bondone però si ferma. "Eravamo pronti alla sfida e disponibili a mettere in campo tutte le nostre forze. L’obiettivo - aggiunge il presidente della Scuderia Trentina - era talmente importante che avevamo concordato di svolgere l’evento a porte chiuse, quindi senza la presenza del pubblico lungo il tracciato, rinunciando così a una fonte di finanziamento per l’organizzazione. Credo che si sia persa una grande opportunità per la città, per contribuire alla ripartenza dell'economia, anche per il Monte Bondone".
A nulla è valso anche un sondaggio fatto nei giorni scorsi tra i piloti per raccogliere una prima indicazione in merito alla loro disponibilità a prendere parte alla gara, qualora fosse effettivamente organizzata, la risposta è stata travolgente: oltre 200 potenziali concorrenti, di ogni regione italiana, hanno risposto positivamente. Oggi lo stop.
"L’evento avrebbe garantito una importante boccata di ossigeno agli albergatori, ai ristoratori e più in generale agli imprenditori legati al settore economico-turistico, già duramente colpiti in questi mesi di emergenza coronavirus. E dopo avere ricevuto sostegno per tanti anni dal Trentino, dalla città e dal Bondone, per noi questa possibilità rappresentava una sorta di obbligo morale, un'occasione per sdebitarci verso chi ha creduto in questa manifestazione. Dispiace doverci fermare: in queste settimane abbiamo ricevuto attestazioni e sollecitazioni da piloti, scuderie, sponsor ma anche dalle autorità sportive quali Aci Sport e Fia che da sempre guardano a Trento con grande considerazione", conclude Dalmeri.














