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La zona arancione stoppa (almeno per ora) le speranze di ripartenza del calcio dilettantistico: niente allenamenti di contatto e ripresa dei tornei che si allontana

Si puntava a riprendere le sedute in forma "normale" il 22 febbraio. Adesso difficilmente se ne riparlerà prima di metà marzo con conseguente slittamento di un'eventuale ripresa dei tornei ad aprile. Pellizzari: "Una "mazzata" in un momento in cui speravamo di vedere un po' di luce in fondo al tunnel"

Una fase di gioco della partita tra Gardolo e Lavis: il calcio regionale potrà ripartire? Se sì non certamente a breve
Di Daniele Loss - 12 febbraio 2021 - 20:32

TRENTO. Dalla speranza di poter tornare a sviluppare gli allenamenti di contatto nel giro di una settimana al massimo (la data ipotizzata era il 22 febbraio) ad un dietrofront calato dall'alto che, inevitabilmente, farà slittare la ripresa di almeno un paio di settimane. E, intanto, in provincia di Trento (in Alto Adige, a dire la verità, già da un po' di tempo), cresce il partito dei pessimisti, ovvero coloro i quali pensano che la stagione calcistica 2020 - 2021 dei dilettanti sia destinata a non ripartire.

 

La Provincia Autonoma di Trento diventa zona arancione sino al primo marzo e, allora, l'autorizzazione alla ripresa degli allenamenti di contatto da speranza si trasforma in utopia. Le squadre potranno continuare le sedute secondo la forma individuale, ma con tutte le nuove limitazioni imposte dalla zona arancione, ovvero l'impossibilità di raggiungere il capoluogo per gli atleti, che militano nelle formazioni cittadine, provenienti da fuori Comune e il limite tassativo per gli spostamenti di tecnici, atleti e dirigenti, che non potranno effettuare trasferte (anche con mezzi pubblici) oltre i 30 chilometri. Un esempio? Mauro Bandera, allenatore del Lavis che vive a Rovereto, non potrà più raggiungere il "Mario Lona", vista la distanza dalla propria residenza al luogo d'allenamento.

 

In poche parole: tante squadre, che svolgevano gli allenamenti individuali, saranno costrette a sospendere l'attività viste le enormi difficoltà legate agli spostamenti.

"È certamente una pessima notizia - commenta amareggiato il vicepresidente vicario della Lega Nazionale Dilettanti, il trentino Ettore Pellizzari - perché, quando speravamo di poter recuperare una minima "normalità", è arrivata questa "mazzata" che, inevitabilmente, ci costringerà ad un brusco stop in quella che è la programmazione della ripresa dell'attività. Il mio riferimento non è solamente al movimento trentino, ma ovviamente a tutto l'ambito nazionale. Speravamo di vedere un po' di luce in fondo al tunnel e invece...".

E adesso? Si tornerà a navigare a vista ma, visto che tante squadre saranno costrette a fermarsi, si allontana anche la possibilità di concludere i campionati?

Credo non sia il caso di parlare, in questo momento, delle possibili decisioni a fronte dei peggiori scenari. Certo è che adesso, ulteriormente, bisognerà confrontarsi e valutare anche altre soluzioni. La situazione, in Trentino ma in generale in tutta Italia, è complicata e fare previsioni e/o sondaggi è quanto di più fuorviante si possa fare. C'è chi ha preso questa strada e, di conseguenza, vive su di una continua "altalena". Il che non aiuta sicuramente, anzi.

 

La svolta potrebbe essere il riconoscimento dell'interesse nazionale per i campionati regionali di vertice. A quel punto, anche in zona arancione (e, addirittura in zona rossa), l'attività delle società coinvolte potrebbe riprendere normalmente, come già accade attualmente per le realtà calcistiche (ma anche di altri sport) che partecipano ai campionati nazionali veri e propri.
In quel caso le cose cambierebbero, perché le società interessate potrebbero godere dei medesimi "diritti sportivi" delle realtà, penso all'Fc Südtirol, al Trento, alla Virtus Bolzano, ma anche a tante squadre di altre discipline sportive, che attualmente partecipano ai tornei nazionali. Sarebbe certamente un primo passo per programmare la ripresa dell'attività ma, come ho già detto, bisogna fare i conti con la situazione attuale. E questa, ad oggi, ci dice che in Trentino, e in tante altre zone d'Italia, non è pensabile una ripartenza degli allenamenti di contatto.

 

Tutti i suoi sforzi, i continui contatti con l'Assessore Provinciale Failoni sono stati "spazzati" in via. C'è un po' di scoramento in questo momento?

Sicuramente c'è amarezza e preoccupazione, ovviamente non solamente per l'ambito legato al calcio dilettantistico, perché speravamo di poter riprendere entro il 22 febbraio e, invece, ci troviamo a dover fare i conti - di fatto - con un altro stop.

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