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Lo sport al tempo del Covid. La ViPo Trento non si è mai fermata: allenamenti individuali senza alcuna certezza sulla ripartenza

Dopo la sosta natalizia, la prima squadra e le giovanili del sodalizio collinare sono tornate in campo il 18 gennaio. Il presidente Marco Sembenotti: "Non sapremo se riprenderemo le competizioni prima della prossima stagione, ma intanto continuiamo ad allenarci. Lo dobbiamo anche ai nostri giovani"

Marco Sembenotti, presidente della ViPo Trento, società che milita nel campionato regionale d'Eccellenza
Di Daniele Loss - 02 febbraio 2021 - 19:12

TRENTO. Allenarsi al tempo del Covid-19 senza, però, avere alcuna certezza riguardo la ripartenza del campionato. Le formazioni che partecipano ai tornei regionali e provinciali sono ferme ai box ormai da tre mesi e mezzo. C'è chi ha interrotto immediatamente gli allenamenti al momento dello stop imposto ai campionati a fine ottobre 2020 e chi, invece, ha scelto di proseguire le sedute, rigorosamente in forma individuale, nella speranza di un ritorno in campo a primavera.

 

Per il momento non vi è alcuna ipotesi per quanto riguarda le date di un'eventuale ripartenza: il Comitato provinciale di Trento della Figc ha "interrogato" nei giorni scorsi la Provincia e Apss, chiedendo di poter autorizzare almeno gli allenamenti di contatto per poi, guardando al mese di marzo e non prima, prevedere la ripartenza dei campionati secondo una formula assolutamente diversa da quella tradizionale.

 

Lunedì il Lavis ha ripreso a sudare sul sintetico del "Mario Lona" agli ordini del tecnico Mauro Bandera e del suo staff, mentre c'è chi - di fatto - non ha mai smesso di allenarsi. È il caso della ViPo Trento, la seconda società del capoluogo, che milita in Eccellenza ed, eccezion fatta per il periodo natalizio, ha sempre svolto due - tre sedute la settimana.

 

"Dopo la tradizionale sosta in occasione delle festività natalizie - racconta il presidente del sodalizio collinare Marco Sembenotti - la prima squadra e le giovanili hanno ripreso a lavorare sul campo lo scorso 18 gennaio. Gli allenamenti si svolgono in forma rigorosamente individuale, nel pieno rispetto del protocollo attualmente in vigore, e - per quanto riguarda la formazione maggiore - durano molto meno rispetto alle sedute "normali", visto che alle 22 scatta il coprifuoco e noi abbiamo diversi ragazzi che provengono da fuori città e, dunque, devono avere il tempo di far rientro alle rispettive abitazioni. I giocatori arrivano al campo già cambiati e, una volta finito l'allenamento, rientrano a casa senza aver fatto la doccia, come previsto dal protocollo. Gli ingressi al Centro Sportivo " Oscar Ceschi" avvengono da due ingressi separati, dove abbiamo allestito altrettante postazioni di "triage". Per una società è complicato gestire tutto questo e noi, fortunatamente, possiamo contare su tantissimi volontari che ci forniscono un aiuto indispensabile, ma mi rendo conto che non è così per tutti".

 

Con quale spirito si affrontano tutte queste difficoltà senza aver la certezza di poter tornare in campo? La situazione è assolutamente indecifrabile al momento.

Si affrontano con lo spirito di chi spera di poter riprendere a giocare in un futuro prossimo. Me lo auguro vivamente, ma mi rendo conto che sarà difficile. L'Eccellenza è un torneo regionale e, al momento, le formazioni altoatesine non possono nemmeno allenarsi in forma individuale, mentre le formazioni provenienti dalle valli del Trentino hanno dovuto e devono tutt'ora fare i conti con le temperature rigide e i campi impraticabili. E poi, da quel che percepisco, sempre più società sono intenzione a non ripartire, per non dover mettere in moto tutta la macchina organizzativa e, soprattutto, per evitare responsabilità presenti e future.

 

Voi avete scelto di non fermarvi e lei, in qualità di presidente, si è dunque assunto tutte le responsabilità.

Sì, certo, ma l'ho fatto perché, durante il periodo in cui si potevano svolgere gli allenamenti di contatto e disputare le partite, il comportamento dei miei tesserati è stato assolutamente perfetto. E, allora, in piena sintonia con i dirigenti, abbiamo deciso di proseguire l'attività. È faticoso, ma ormai gli atleti e i tecnici sono abituati. Anzi, quando potremo smettere di misurarci la temperatura e compilare l'autocertificazione - speriamo presto - ci sembrerà quasi "strano" non dover più adottare certi comportamenti che, ad oggi, sono diventati parte integrante dell'attività sportiva.

 

Presidente, lei si augura di tornare in campo, come tutti. Ma, concretamente, quante sono le possibilità che il calcio regionale e provinciale riprenda a breve?
Impossibile dirlo al momento e, vista la situazione, fare qualsiasi previsione mi sembra fuori luogo. Venerdì si riunirà il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, durante il quale si parlerà concretamente di date e protocolli. Speriamo di saperne di più ad inizio settimana prossima. Intanto noi continuiamo ad allenarci. Altro non possiamo fare".

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