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La ripresa dell'Eccellenza è un rebus tra chi dice sì, chi è contrario e chi è tornato sui propri passi. E per chi si chiamerà fuori arriveranno inevitabili provvedimenti

Rotaliana e Gardolo si aggiungono ai "sì" di ViPo Trento e Levico Terme, mentre in Alto Adige Lana, Termeno e San Paolo dicono "basta" definitivamente. Ancora incerte Brixen e Bozner. Il campionato, se tale si vuole chiamarlo, potrebbe ripartire l'11 o il 18 aprile con 7, 8 o 9 partecipanti, viste anche le sicure adesioni di Maia Alta, San Giorgio e Stegona

Claudio Rastelli, allenatore del Levico Terme, una delle società che ha detto sì al ritorno in campo ad aprile
Di Daniele Loss - 11 marzo 2021 - 17:52

TRENTO. L'Eccellenza ripartirà. Anche se le società pronte a tornare in campo saranno poche o, addirittura, pochissime. In attesa del via libera definitivo da parte del Presidente della Figc Gravina, che dovrà esprimersi riguardo ai format proposti negli ultimi giorni dalle sedi locali Figc, nelle Comitati di Trento e Bolzano si fa la conta dei sodalizi regionali pronte a tornare a sviluppare gli allenamenti di contatto e, l'11 e il 18 aprile (più probabilmente in questa seconda data), riprendere l'attività ufficiale.

 

A ViPo Trento e Levico Terme, le favorevoli della prima ora in provincia di Trento, si sono aggiunte altre due società trentine, ovvero Rotaliana e Gardolo che, dopo un confronto interno, hanno detto "sì" alla ripresa delle ostilità. Quattro, dunque, alle quali quante altoatesine si aggiungeranno? Non sette come era stato annunciato in un primo momento ma, attualmente tre, ovvero Maia Alta, San Giorgio e Stegona.

Sette società complessivamente, dunque, si sono espresse favorevolmente al ritorno in campo, mentre nove hanno deciso di chiudere l'attività senza alcuna possibilità di ripensamento. Per le trentine Mori Santo Stefano, Arco 1895, Lavis, Dro Alto Garda, Comano Terme Fiavè e Anaune Vdn l'avventura 2020 - 2021 è finita qui con qualche sodalizio che ha già, addirittura, programmato il "rompete le righe", mentre in Alto Adige le realtà che non sono disposte a tornare in campo (non senza qualche discussione interna tra dirigenza, staff tecnico e giocatori) sono Termeno, Lana e San Paolo.

 

Poi ci sono due indecise, ovvero Bozner (che sembra propendere per il "sì") e Brixen, la cui decisione dovrà per forza arrivare nel giro di poche ore: entro le ore 13 di venerdì 12 marzo, infatti, tutte le società dovranno esprimersi in via definitiva sulla volontà o meno di riprendere l'attività.

 

Tirando le somme, dunque, alla fine saranno otto o nove le partecipanti alla manifestazione (chiamarlo campionato sarebbe una parola troppo grossa), seconda una formula che verrà resa nota quando vi saranno certezze riguardo i numeri.

 

La vincente del campionato sarà inserita di diritto nella graduatoria dei ripescaggi (ma, su questo punto, si attendono le decisioni di Gravina, che potrebbe anche stabilire che, in presenza di un numero congruo di squadre, la prima classificata salga direttamente in serie D), mentre - come è noto - non vi saranno retrocessioni nella categoria inferiore.

 

Chi rinuncerà (in maniera legittima, come è stato previsto), invece, lo potrà fare, ma non in maniera indolore. Alle società che non parteciperanno alla ripresa dell'attività sarà impossibile accedere a qualsiasi graduatoria di ripescaggio per le prossime due stagioni (2021- 2022 e 2022 - 2023) e sarà impedito loro di proseguire gli allenamenti, anche in forma individuale.

Resta poi ancora aperta la questione legata alle tasse d'iscrizione versate all'inizio dell'attuale annata: la sensazione è che chi sceglierà di non ripartire vedrà comunque incamerata completamente la quota e, dunque, sarà costretto a versare l'intero importo per partecipare al prossimo campionato d'Eccellenza.

 

Un guazzabuglio all'italiana con la Figc che ha delegato alla Lega Nazionale Dilettanti, che a sua volta ha delegato ai Comitati Regionali e Provinciali i quali, trovatisi a dover gestire una questione decisamente troppo "grande", hanno interrogato le società, le quali - di fatto - si sono ritrovate a ricoprire contemporamente i ruoli di giudice, avvocato e imputati. E, così facendo, tutti i sodalizi stanno portando sulle spalle il peso di una decisione di fondamentale importanza per il movimento calcistico dilettantistico.

Il tutto senza certezze riguardo contributi (che ci saranno, ma in che misura? e, soprattutto, con quale tempistica?) e senza aver illustrato in maniera esauriente il protocollo alle società interessate che, dunque, hanno dovuto decidere in tempi clamorosamente brevi (le società trentine hanno ricevuto la mail in cui si chiedeva di esprimere il proprio parere entro domenica sera, solamente il sabato pomeriggio), senza però avere tutti gli elementi in mano.

 

C'è poi la questione legata alla tempistica: il campionato d'Eccellenza è stato stoppato alla fine del mese di ottobre e, prima di arrivare ad una proposta che è diventata una possibile soluzione (sottolineiamo: possibile), sono trascorsi quattro mesi e mezzo. Nel mezzo il nulla più totale, nessuna ipotesi, nessun confronto e nessun coinvolgimento dei club.

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