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| 10 dic 2021 | 16:25

A Lavis la prima Coppa Italia di Promozione della storia: intervista doppia ai mister di Rovereto e Aquila

Sarà il primo trofeo riservato esclusivamente alle formazioni che militano in Promozione: nella passata stagione la manifestazione venne interrotta ad ottobre causa pandemia. Arbitrerà Maxim Sandu della sezione di Trento, coadiuvato da Salah Eddine Mouizina e Giuliano Gasperini, anch'essi di Trento con Gabriele Caresia come Quarto Ufficiale

A Lavis la prima Coppa Italia di Promozione della storia: intervista doppia ai mister di Rovereto e Aquila

TRENTO. Dentro o fuori, per un trofeo che, indipendentemente da chi lo conquisterà, sarà storico. Sabato pomeriggio (calcio d'inizio alle ore 14.30) sul sintetico del "Mario Lona" di Lavis verrà assegnata la prima Coppa Italia di Promozione della storia. Lo scorso anno la manifestazione, pensata per garantire uno svolgimento più snello sia della Coppa d'Eccellenza che quella di Promozione, venne interrotta già in autunno, lasciando le sei qualificate ai gironi di semifinale con tanto amaro in bocca. Tutto rinviato alla stagione successiva, quella in corso e sabato, finalmente, si potrà assegnare il primo trofeo del calcio trentino per l'annata 2021 - 2022.

 

Di fronte ci saranno le due migliori formazioni del massimo campionato a carattere provinciale, il Rovereto e l'Aquila Trento. Nelle previsioni estive le compagini guidate dal giovane Paolo Eccher, uno dei tecnici emergenti del panorama regionale e l'esperto Walter Fugatti, allenatore che in passato ha conosciuto per più stagioni il calcio di serie D e, dopo un percorso nel settore giovanile, è tornato ad operare nei campionati maggiori.

 

Al giro di boa il Rovereto guida il campionato di Promozione con 36 punti, due in più rispetto all'Aquila Trento che, come le previsioni estive degli addetti ai lavori indicavano, è la "vera" avversaria delle "zebrette" nella corsa per il passaggio di categoria. Lo scontro diretto in campionato ha premiato in maniera netta il Rovereto, capace d'imporsi per 4 a 1 al "Talamo", ma sabato sarà una partita ben diversa. Anzi, proprio un' "altra" partita, da dentro o fuori, senza prove d'appello e senza possibilità di fare alcun tipo di "calcolo": chi vincerà alzerà al cielo un trofeo destinato ad entrare nella storia del calcio trentino, chi perderà dovrà leccarsi le ferite e pensare al girone di ritorno.

 

Che partita sarà lo abbiamo chiesto ai due tecnici che, certamente, se potessero scenderebbero in campo immediatamente, senza attendere le 14.30 di sabato, tanta è la voglia di giocare la finalissima.

 

Pronti per la finale? È una sfida dal "sapore" particolare visto che si tratta di una finale o l'approccio è quello solito?

Fugatti: "È una partita ovviamente diversa da quelle abituali, perché è "secca" e alla fine ci sarà un vincitore. Per il resto l'affronteremo con la consueta serenità, cercando di limitare il più possibile il Rovereto che, a mio avviso, ha qualcosa in più rispetto a noi, come del resto testimonia il più due in classifica alla fine del girone d'andata. Se fossimo in campionato e primi con due punti di vantaggio a due giornate dalla fine, potrei dire ai miei giocatori che, tutto sommato, anche un pareggio ci può stare bene, ma ovviamente non è questo il caso". 

Eccher: "Mi aspetto una partita giocata a viso aperto da entrambe le squadre che, pur consapevoli dell'importanza della posta in palio, non snatureranno quello che è il loro modo d'interpretare il calcio. Spero che il campo permetta di giocare a calcio, perché sarebbe un peccato che, una gara di tale valore tra due ottime squadre, venisse condizionata dalle condizioni del fondo. L'Aquila è una formazione molto forte e la classifica al termine della prima fase lo testimonia. Grande rispetto ma, ovviamente, nessun timore".

 

Che squadra affronterete sabato?

Fugatti: "Il Rovereto è senza dubbio molto forte e occupa la posizione in classifica che merita. Possiede individualità di spicco e ha peculiarità che, ripeto, dovremo essere bravi a limitare".

Eccher: "Una formazione fisicamente molto dotata e con elementi di grande esperienza e qualità. Li conosciamo bene e sappiamo il valore sia dei singoli che della squadra".

 

Come avete preparato la sfida?

Fugatti: "Con più di qualche difficoltà visto che martedì abbiamo dovuto fare i conti con il campo ghiacciato e non siamo riusciti a sviluppare la seduta come avremmo voluto, mentre giovedì il campo non era disponibile e, dunque, ci siamo limitati ad un allenamento teorico alla lavagna".

Eccher: "Abbiamo scelto di fare solamente due sedute, per non appesantire ulteriormente la testa dei ragazzi. Abbiamo analizzato con enorme serenità la sconfitta di domenica contro l'Alense e preparato la finale. La rifinitura di venerdì servirà solamente per limare alcune piccole cose".

 

Mister, confessate: i ragazzi stanno "sentendo" la gara?

Fugatti: "No, c'è grande tranquillità. Personalmente sono convinto che lo stato d'animo dei giocatori sia quello che l'allenatore trasmette loro. Io sono sensibile, ma poco emotivo e, dunque, il mio pre match è all'insegna della totale serenità".

Eccher: "Sono sincero: siamo molto sereni. Consapevoli dell'importanza della partita, contenti di essere arrivati sino a questo punto, ma non c'è agitazione. Non vediamo l'ora di giocare".

 

Voi ci tenete moltissimo - e ci mancherebbe altro - ma quella di domani sarà una giornata importante anche per le vostre società.

Fugatti: "Beh, per l'Aquila Trento potrebbe essere il primo trofeo. È la prima volta che la società si trova a disputare una finale di tale importanza. Ci teniamo molto a fare bene anche per il "patron", il presidente e la dirigenza".

Eccher: "Certamente. Il Rovereto è nato sei anni fa e c'è tanta voglia da parte nostra di regalare un trofeo così importante al presidente e a tutti coloro i quali operano, molti dietro le quinte, per il bene dei questi colori".

 

Classica domanda pre finale: se potesse togliere un giocatore alla squadra avversaria su chi ricadrebbe la sua scelta?

Fugatti: "Troppo facile e ne indico due: Stefano Chimini e Manuel Brusco. Perché? Semplice, sono due calciatori che non c'entrano nulla con questa categoria e nemmeno con quella superiore".

Eccher: "Il difensore centrale Alessio Casagrande. Lui è un calciatore che invidio all'Aquila Trento, per esperienza e capacità di stare in campo".

 

Altra domanda pre match: indichi un suo giocatore dal quale si aspetta una grande partita. O meglio: che si aspetti possa fare la differenza in una sfida "secca" e così importante.

Fugatti: "Anche in questo caso faccio due nomi con riferimento non solamente alle qualità tecnico - tattiche. Gianluca Magelli e Alberto Valentini vestono questa maglia da tanti anni e quella di sabato potrà essere l'occasione per veder ripagati i tanti sforzi profusi per questa società".

Eccher: "Marco Tranquillini. Da tutti mi aspetto una partita importante, da lui ancora di più".

 

Entrambi avete grande esperienza quanto si parla di sfide "secche" o da dentro fuori. I trascorsi sono confortanti?

Fugatti: "Se dovesse basarmi solamente sul passato... sarei ancora più tranquillo. Nella mia carriera da allenatore ho disputato una finale di Coppa Italia alla guida della Condinese e vincemmo, superando per 4 a 0 il Salorno. Poi ricordo uno spareggio salvezza in Eccellenza sulla panchina del Vallagarina con vittoria per 2 a 1 contro il Mezzocorona e una partita, decisiva, all'ultima giornata del campionato di serie D 1998 - 1999 quando allenavo la Settaurense: dovevamo battere l'Ospitaletto per centrare la salvezza diretta ed evitare i playout e riuscimmo nell'impresa, imponendoci in trasferta per 4 a 0".

Eccher: "Da allenatore è la mia prima finale, mentre ne ho disputate tre, di Coppa Italia regionale, da giocatore. La prima la persi con la maglia del Rovereto e poi un'altra sconfitta con l'Alta Vallagarina nell'ultimo atto contro il Vallagarina nella sfida disputata al "Quercia" e decisa da un contestatissimo rigore trasformato da Remondini. Con l'Alta ci rifacemmo l'anno successivo, superando per 2 a 1 il Merano (doppietta di Diop per i trentini) e accedendo alla fase nazionale. Sabato spero di riequilibrare il mio personalissimo bilancio".

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