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“Con me Conor McGregor non resisterebbe più di mezzo round”: Marvin Vettori si racconta in vista del prossimo incontro Ufc

Il fighter di Mezzocorona, intervistato da Le Iene, ha raccontato come si è avvicinato alla Mma e i rischi che corrono gli atleti che praticano questa disciplina. L'11 giugno Vettori affronterà Robert Whittaker in un match che potrebbe proiettarlo verso una chance per il titolo

Di F.S. - 27 marzo 2022 - 16:33

MEZZOCORONA. Dal Trentino ai vertici mondiale della Mma: il fighter di Mezzocorona Marvin Vettori si racconta in vista del match dell'11 giugno con Robert Whittaker. “The Italian Dream” (questo il soprannome di Vettori) ha riportato in un'intervista a Le Iene diverse curiosità sulla sua vita, a partire da quando si è avvicinato alla Mma fino a come finirebbe un incontro tra di lui e il famoso lottatore irlandese Conor McGregor.

 

“Dovessi lottare contro McGregor gliele darei al 100% - ha detto Vettori – con me non riuscirebbe a resistere più di mezzo round”. Il fighter di Mezzocorona (28 anni, 1 metro e 86 d'altezza e 97 chilogrammi di muscoli), ha raccontato di essere arrivato oggi (“dopo tanta gavetta”) al numero 2 nei ranking mondiali: “Ho deciso di fare il fighter quando avevo 15 anni, se non l'avessi fatto probabilmente avrei voluto fare l'ingegnere, ed i miei genitori l'avrebbero preferito”.

 

Una decisione, quella di entrare nel mondo della Mixed Martial Arts, che non è certamente priva di rischi: “I colpi sulla nuca, sulla spina dorsale, le dita negli occhi, graffi, morsi e colpi nei genitali sono vietati – ha detto Vettori durante l'intervista – le dita negli occhi sono la cosa più brutta in assoluto, purtroppo succede, però è considerato un fallo. Giorno dopo giorno, se si prendono troppe botte in testa può essere che si subiscano danni permanenti. Ma non ho paura, perché quando abbracci questo sport lo abbracci completamente”.

 

In tutto Vettori ha raccontato di avere circa “70, 80 punti in faccia, se fai il fighter non puoi avere paura dei pugni”. Oltre ai rischi però, soprattutto per un giovane l'Mma è in grado di dare “molta self-confidence, fa capire anche i pericoli nei quali si può incorrere in strada e nella vita, a mio figlio un minimo di lotta e difesa personale glielo farei fare”. Insomma “Mma non vuol dire violenza, come ogni sport da combattimento insegna a non essere violenti”.

 

Vettori ha poi toccato anche il tema dell'omofobia all'interno del mondo della Mma, dicendo che “non ci sono tanti coming out nel mondo del fighting: sono una di quelle cose che non fa nessuno e quindi nessuno fa”, anche se, assicura l'atleta trentino: “Se un fighter facesse coming out non si rovinerebbe la carriera”. Dopo aver parlato dell'esistenza dell'anti-doping nel mondo dell'Mma (“io non ne ho ovviamente mai fatto uso” ha ribadito Vettori), il fighter di Mezzocorona ha in conclusione spiegato come all'interno dell'ambiente delle Mixed Martial Arts gli atleti riescano a sopportare il dolore: “La verità è che col tempo il corpo riesce ad adattarsi a qualsiasi cosa”.

 

Non mi vedo a combattere fino a 40 anni – ha poi detto Vettori – quando smetterò con i combattimenti mi vedo ad allenare o ad insegnare. Il mio sogno nel cassetto? Vincere la cintura”.

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