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Dopo due trapianti vince l'oro agli Europei di volley, il capitano della Nazionale Puleo: "Sport? Una medicina fondamentale. Dedico questa vittoria a tutti i donatori"

Il 25 agosto alla competizione della European Transplant & Dialysis Sports Federation a Oxford, la Nazionale italiana ha ottenuto l'oro, primeggiando a ogni partita contro Ungheria, Gran Bretagna Kazakistan e una rappresentativa europea. Puleo: "Grande rivalsa se penso che solo due anni fa ero sdraiato su un letto di ospedale attaccato a una macchina per la dialisi"

Di Francesca Cristoforetti - 27 agosto 2022 - 12:58

TRENTO. E' oro europeo per la Nazionale italiana trapiantati e dializzati di volley, capitanata dal trentino Loris Puleo, a Oxford. "Grandissima soddisfazione - dichiara a Il Dolomiti - per noi ha un valore enorme questa medaglia, lo sport è stato una medicina fondamentale. Dedico questa vittoria a tutti i donatori, senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile e a tutte le persone che sono in attesa: sono degli eroi".

 

E' proprio durante gli scorsi giorni, dal 21 al 27 agosto 2022 che si sono tenuti gli Europei, svolti ogni 2 anni, organizzati dalla European Transplant & Dialysis Sports Federation, "una sorta di olimpiade per chi ha dovuto subire un trapianto o si trova in dialisi", spiega il capitano 43enne originario di Trento.

 

La vittoria, ottenuta il 25 agosto scorso, è arrivata grazie ai 7 giocatori della Nazionale italiana che hanno primeggiato a ogni partita contro Ungheria, Gran Bretagna Kazakistan e una rappresentativa europea.

 

"Un risultato bellissimo per noi, che con il nostro vissuto ci sentiamo dei supereroi - racconta Puleo - la malattia ci ha forgiato. Con la squadra abbiamo vinto tutto. Io sono l'unico rappresentante trentino presente ai giochi europei".

 

Lo sport, per questi giocatori infatti, è un simbolo di rinascita. "Per me rappresenta una grande rivalsa se penso che solo due anni fa ero sdraiato su un letto di ospedale attaccato a una macchina per la dialisi. Non è scontato tornare a fare sport, ma la malattia non dev'essere un motivo per non avere il coraggio di continuare. Noi ne siamo stati l'esempio".

 

A soli 20 anni Puleo, già allora grande sportivo, scopre di avere la glomerulonefrite, una malattia che colpisce i reni. Due i trapianti del rene, il primo nel 2007, l'altro 2020.  "Da ragazzo praticavo basket, calcio e pallavolo - prosegue - la spensieratezza che avevo allora mi ha aiutato ad affrontarla con leggerezza. Ho passato un brutto momento quando ho iniziato ad assistere alla metamorfosi del mio corpo e ho iniziato a perdere peso. Non riuscivo più a giocare perché mi mancavano le forze, ma non mi sono mai rassegnato".

 

Così 7 anni fa Puleo decide di fondare  il "Club volley trapiantati dializzati Italia" per coinvolgere i migliori pallavolisti trapiantati, anche come opera di sensibilizzazione in giro per l'Italia, in particolare rivolgendosi agli studenti e studentesse delle scuole, per mostrare "quanto sia importante il dono del trapianto che nel nostro caso ci può consentire di tornare a praticare sport a buoni livelli".

 

Lo sport, conclude il capitano della nazionale, "è terapeutico, perché aiuta non solo a stare meglio ma dà longevità agli organi e al sistema cardiocircolatorio. Ma soprattutto ci consente di vivere una seconda volta".

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