Contenuto sponsorizzato
| 29 ago 2023 | 18:58

''Bravo, bravo, bravo''. La clamorosa vittoria alle Olimpiadi di Atene di Stefano Baldini rimasto (fino al 2021) ''il momento più intenso della mia carriera''

Oggi, 19 anni fa, Stefano Baldini vinceva la maratona partita da Maratona e arrivata ad Atene nei giochi del 2004. ''Ha realizzato una di quelle imprese che capitano ogni cento anni. Incredibile'', il ricordo del giornalista Rai Franco Bragagna voce narrante di quel grande successo (e appena rientrato dai mondiali di atletica di Budapest)

TRENTO. ''Pochi metri ancora. Vai Stefano ci siamo! Stefano Baldini, Stefano Baldini, pochi metri: la vittoria è tutta sua. Ultima medaglia ed è d’oro in questi Giochi Olimpici. La maratona, una delle gare simbolo dei Giochi Olimpici, è italiana. Va a Stefano Baldini! Bravo, bravo, bravo! Medaglia d’oro la sua: uno strillo formidabile”.

 

Le parole sono quelle di Franco Bragagna, la “somma voce” della Rai da trent’anni a questa parte quando si parla di atletica leggera e sci nordico. La musica, invece, è la standing ovation che il pubblico che gremisce lo stadio Panathinakò di Atene riserva a Stefano Baldini.

 

La serata è quella del 29 agosto 2004: è la giornata di chiusura della ventottesima edizione dei Giochi Olimpici e, come da tradizione, l’ultima gara in programma è la maratona maschile. A differenza del passato (e anche del futuro, a dire la verità) è la location a rendere unica e indimenticabile quella gara: la rassegna a cinque cerchi si svolge ad Atene, in Grecia, la patria dei Giochi Olimpici che - ad onor del vero - avrebbe dovuto ospitare le Olimpiadi nel 1996 (poi assegnate ad Atlanta), nell’anno del centenario della prima edizione, svoltasi ad Atene.

 

Ebbene la maratona partì da… Maratona, per rievocare l’evento epico del 490 a.c., quando Filippide percorse i 42 chilometri e 195 metri che separavano la città di Maratona sino all’Acropoli di Atene. Tale percorso ricalcava per lunghi tratti quello del 1896 con arrivo al “Panathinaikò”, sede solamente delle cerimonie d’apertura e chiusura, delle gare di tiro con l’arco (con la meglia di Galiazzo) e dell’arrivo della maratona maschile e femminile.

 

Stefano Baldini compì un’impresa senza precedenti, battendo i fortissimi keniani e conquistando un titolo olimpico che tutt’oggi è rimasto nella memoria degli italiani. Ma quella fu anche la gara della clamorosa aggressione subita, mentre si trovava in testa alla corsa, dal brasiliano Vanderlei de Lima che, al chilometro 36, venne letteralmente abbrancato e sbattuto a terra dallo squilibrato Cornelius Horn, un prete irlandese (venne scomunicato l’anno successivo), già noto alle cronache per le sue invasioni di campo durante eventi sportivi di portata mondiale al fine di promuovere il suo credo religioso.

 

“Sino al primo agosto 2021 - racconta Franco Bragagna, a il Dolomiti, appena rientrato a Bolzano dai Mondiali di atletica leggera di Budapest -, giorno in cui Tamberi e Jacobs vinsero due clamorose medaglie d’oro ai Giochi Olimpici di Tokyo a dieci minuti di distanza l’una dall’altra, il trionfo di Baldini nella Maratona di Atene è stato il momento più emozionante e intenso della mia lunga carriera giornalistica. Un evento storico, incredibile, in una cornice unica per quel tipo di gara. Già di per sé la maratona è uno degli eventi simbolo dei Giochi Olimpici, figuriamoci in Grecia, con partenza da Maratona e arrivo al Panathinakò, che i greci chiamano anche Kallimarmaro (letteralmente “dei bei marmi”). Baldini vinse alla grande e, personalmente, ritengo avrebbe conquistato la medaglia d’oro anche senza il gravissimo episodio occorso a Vanderlei da Lima. Il brasiliano era in difficoltà, stava calando e l’italiano lo aveva messo nel mirino. Mancavano ancora 6 chilometri alla fine, un’eternità a quel punto della gara. Paradossalmente, parere sempre personale, quel malaugurato evento permise al brasiliano di recuperare adrenalina e aumentare il ritmo nel finale, conquistando il terzo posto che, forse, avrebbe perso visto il ritmo di tutti gli inseguitori”.

 

L’aggressione a Vanderlei da Lima portò alla modifica e ad un notevole potenziamento delle norme di sicurezza in occasione delle gare su strada, ma l’impresa di Baldini resta eccome.

 

“Senza ombra di dubbio - conclude Bragagna -: precedentemente l’ultimo successo di un europeo nella maratona era stato quello di Gelindo Bordin a Seul 1988 e, dopo la vittoria di Baldini, a trionfare sono sempre stati gli atleti africani, che da trentacinque anni a questa parte hanno cambiato metodo d’allenamento e, dunque, ad un eccezionale motore hanno abbinato anche tecnologia, metodologia e nutrizione. Se Vanderlei da Lima è stato il secondo “sconfitto” più famoso della maratona dopo Dorando Pietri, Stefano Baldini ha realizzato una di quelle imprese che capitano ogni cento anni. Incredibile. Le parole al momento dell’arrivo? Spontanee: era entrato nello stadio e non c’era il pathos della volata. Era chiaro che avrebbe vinto, ma l’emozione aumentò passo dopo passo sino a quel “Bravo, bravo, bravo” che era espressione del pensiero di tutti gli italiani ma, più in generale, credo, degli sportivi di tutto il mondo”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 26 maggio | 19:37
La ragazza era stata trovata esanime in cella. Ricoverata in condizioni gravissime, la 21enne è morta all'ospedale
altra montagna
| 26 maggio | 18:00
Un tema, quello dei morsi da serpente velenoso, sempre attuale: soprattutto in questo periodo. Per prevenirlo bastano poche semplici regole, ma il [...]
Cronaca
| 26 maggio | 20:29
Il 63enne non si era presentato al punto di incontro e l'amica ha lanciato l'allarme. Le vaste operazioni di ricerca si sono concluse tragicamente, [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato