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Trento
26 gennaio | 08:10

Sinner, semplicemente un alieno. Jannik è monumentale: schianta in quattro set Djokovic (6-1, 6-2, 6-7, 6-3) e conquista la finale degli Australian Open

Prestazione da numero 1 al mondo per l'altoatesino che, supportato da una condizione atletica incredibile, supera per la terza volta in due mesi il tennista più forte di sempre. Per il 22enne di Sesto quella in programma domenica sarà la prima finale di un torneo del Grande Slam: l'aveva detto che nel 2024 voleva conquistare il primo successo in uno dei quattro più importanti tornei e il primo tentativo sarebbe avvenuto già in Australia

Sinner, semplicemente un alieno

MELBOURNE. Jannik Sinner è un alieno venuto dal pianeta tennis con un solo obiettivo: diventare il numero uno al mondo e il protagonista assoluto di questo sport per - almeno - i prossimi dieci anni.

 

L'altoatesino è monumentale nella semifinale degli Australian Open e in quattro set (6-1, 6-2, 6-7, 6-3) schianta letteralmente il numero 1 al mondo Novak Djokovic, che a Melbourne ha vinto 10 volte in carriera e 4 volte negli ultimi 5 anni, con una prova che ha rasentato la perfezione. 

 

Il "Re" d'Australia è stato scalzato dal "Principino", che nel tie break del terzo set ha avuto anche un match point, annullato da un Djokovic che è stato letteralmente surclassato dall'altoatesino, devastante dal punto di vista fisico e capace di dominare mentalmente l'incontro.

 

Per il 22enne di Sesto quella in programma domenica sarà la prima finale di un torneo del Grande Slam: più volte aveva pubblicamente affermato che nel 2024 voleva conquistare il primo successo in uno dei quattro più importanti tornei e che il primo tentativo sarebbe avvenuto già in Australia.

 

Djokovic vince il sorteggio e sceglie di rispondere. Il primo scambio è già durissimo e il punto è del serbo, ma Sinner trova subito il ritmo giusto e il game è suo. Poi arriva subito il primo "strappo": l'altoatesino si trova avanti (0-30), ma il numero uno al mondo recupera con la battuta. Jannik lo sorprende poi con un favoloso diagonale e poi un lungolinea piazza il break: 2-0.

Sinner tiene il servizio senza patemi (3-0), poi Djokovic va 30-0, ma viene rimontato. Palla break ancora per l'azzurro, annullata dal serbo con un dritto profondo. Il dieci volte vincitore di Melbourne riesce a difendersi e accorcia (3-1). L'altoatesino spinge forte al servizio, il numero uno al mondo torna sotto (40-30), ma poi arriva l'ace che vale il 4-1.

Il fuoriclasse di Sesto è padrone del campo e non si accontenta: Djokovic è evidentemente in difficoltà, commette un doppio fallo ed è doppio vantaggio Sinner (0-30). Gran rovescio del serbo, ma il punto successivo conquistato dal pusterese vale la palla break, conquistato immediatamente dall'azzurro, che poi al servizio e, nonostante il primo punto del game sia del numero uno a mondo, non si scompone di una virgola e chiude 6-1 con una prova di clamorosa autorità e personalità.

 

Djokovic cambia la racchetta e sa già di essere di fronte ad un bivio. L'inizio sembra diverso con il serbo che tiene la battuta a zero, ma Sinner è maturo nonostante la giovae età e sa benissimo che il suo primo turno al servizio del set è fondamenta nell'economia del match: parità ristabilita (1-1) con un back profondo e dolcissimo. Torna a servire il numero uno al mondo, che subisce il ritmo dell'altoatesino: 15-40 e rovescio out del campione uscente. Break di Jannik che si porta sul 2-1 e poi tiene agevolmente la battuta per il 3-1 a strettissimo giro di posta.

Il match sta scivolando via dalle mani del campionissimo che spinge forte e accorcia (3-2). Il serbo ha bisogno del controbreak, ma non c'è storia con l'altoatesino che tiene il servizio a zero e allunga nuovamente (4-2). Il pubblico inizia a sostenere in maniera decisa il numero uno al mondo che rimonta da 0-30 e ha la palla del 4-3, ma uno schiaffo al volo di Sinner porta la contesa ai vantaggio. Djokovic annulla il primo break point, ma sul secondo l'azzurro non perdona: 5-2 e va a servire per il set. Il serbo non molla e mette in campo tutto quello che ha: 0-30. Poi, però, torna a dominare Jannik: ace per iniziare la rimonta. Altri due punti di fila: il primo set point viene annullato, ma al secondo tentativo il 22enne di Sesto non perdona: 6-2 in 38 minuti.

 

Sinner ha subito la palla break nel primo game, annullata da Djokovic che si porta avanti (1-0). L'altoatesino impatta subito (1-1) e la perfetta alternanza si ripete anche nei due successivi game: entrambi i fuoriclasse non cedono il servizio e si arriva al 2-2 con il numero uno al mondo che mostra segni di crescita rispetto ai primi due parziali dove è stato letteralmente annichilito dall'azzurro.

Il serbo prova a cambiare ritmo e si porta 3-2, ma il ragazzo altoatesino è ormai un campione assoluto, tecnicamente e mentalmente, che sa reggere qualsiasi tipo di pressione: servizio tenuto (3-3).

Djokovic migliora con la "prima" in battuta e vince il game (4-3) e Sinner capisce che deve tornare a picchiare al servizio dopo un leggero calo nei primi game (45% con la "prima"). Detto e fatto: due ace nell'ottavo gioco e 4-4. Il pubblico spinge evidentemente il campione uscente che spinge fortissimo al servizio e va 5-4 lasciando a zero l'avversario, piazzando anch'egli un paio di ace. Djokovic va avanti (0-15), ma il numero 4 al mondo, campione del mondo in Coppa Davis con l'Italia, non si fa prendere minimamente dalla frenesia: quattro punti di fila con altrettanti super servizi: 5-5.

Il serbo picchia forte, l'azzurro risponde colpo su colpo e annulla sia la prima che la seconda palla del 6-5. Poi il gioco si ferma per malore accusato da uno spettatore in tribuna: stop di quasi un quarto d'ora per consentire ai soccorritori di prestare le cure. La sosta fa bene al 10 volte vincitore di Melbourne, che prima piazza l'ace e poi è aiutato dal nastro: 6-5. Stesso discorso, però, vale per l'altoatesino che ha potuto tirare il fiato durante l'imprevista sospensione: Djokovic firma il primo 15, ma poi non ce n'è più: 6-6 e si va al tie break.

Nel tie break il serbo va avanti 2-0, ma Sinner rintuzza subito il tentativo di fuga (2-2). Djokovic ha aggiustato il dritto, sospinto dal tifo di tutta la Rod Laver Arena e riprende il doppio vantaggio (4-2), ma Jannik è spaventoso: tre punti di fila (il terzo con una risposta fantascientifica) e 5-4 azzurro. Il serbo firma il pari con un meraviglioso lob (5-5). Ace dell'azzurro (6-5) e primo match point, annullato da un dritto in rete dell'altoatesino (6-6). Il rovescio di Sinner è fuori di un "amen" ed è set point per il serbo, che conquista il parziale grazie al colpo "lungo" dell'altoatesino.

 

La forza dei grandi campioni è quella di resettare immediatamente e così fa subito il 22enne di Sesto: 1-0 con ace a chiudere il game. L'azzurro ha subito tre opportunità per piazzare il break, ma Djokovic resta a galla con il servizio: 1-1. Senza difficoltà Sinner tiene la battuta (2-1), poi torna a servire il numero 1 al mondo va sul 40 a 0. Poi, però, l'altoatesino torna a giocare profondo, il serbo ci mette un doppio fallo e un dritto in rete e il break è servito: 3-1.

Il pubblico urla a gran voce "Nole, Nole" e lui riesce a rimontare il 30-0 iniziale. Il game è infinito e, pur senza concedere palle break con ovazione della tribuna ad ogni punto di Djokovic, Sinner non trova la "prima" ma incide con la "seconda": 4-1.

Il serbo è nervosissimo ma riesce a mantenere il servizio (4-2), ma Jannik fa ancora meglio: lo tiene a zero, facendo correre a "tergicristallo" il più forte del pianeta e chiudendo il gioco con servizio e volée (5-2). Uguale fa il serbo (5-3) e Sinner a va servire per il match: 0-15, 15-15, doppio fallo (15-30), ace (30-30), risposta out (40-30).

 

Match point: servizio profondo, risposta scontata e dritto ad uscire del fuoriclasse altoatesino: può partire la festa. Il re è giù dal trono, il principino è pronto a raccoglierne l'eredità.

 

Gioco, partita, incontro, finale: l'alieno Sinner domenica proverà ad invadere l'Australia.

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