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Bolzano
28 gennaio | 13:32

Immenso Sinner, è il Re d'Australia: il fuoriclasse azzurro trionfa agli Australian Open con un'incredibile rimonta ai danni di Medvedev, imponendosi al quinto set

La tensione e l'emozione della prima finale di un torneo del Grande Slam "bloccano" Jannik nei primi due set con il russo che spinge fortissimo ed è praticamente perfetto. L'altoatesino non molla di un centimetro, resta nel match e, grazie alla forza mentale propria dei "campionissimi" e ad una condizione atletica sontuosa piazza una clamorosa rimonta, imponendosi al tie break dopo quasi quattro ore di gioco (3-6, 3-6, 6-4, 6-4

Immenso Sinner, è il Re d'Australia: il fuoriclasse azzurro trionfa agli Australian Open con un'incredibile rimonta ai danni

MELBOURNE. Pazzesco, incredibile, fenomenale. Jannik Sinner è nella leggenda.

 

Il fuoriclasse azzurro vince gli Australian Open, piegando in finale Daniil Medvedev dopo una battaglia lunga quattro ore e una "remuntada" pazzesca. L'altoatesino va sotto di due set (3-6, 3-6) poi stronca la resistenza del russo, imponendosi 6-4, 6-4, 6-3 dopo cinque set di pura battaglia, gli ultimi due con scambi interminabili e una pressione fisica e psicologica incredibile.

 

L'aveva detto il 22enne di Sesto: nel 2024 voglio vincere il mio primo Slam. Già in Australia voleva provarci ed è stato di parola. Un cammino complicato ma senza nemmeno perdere un parziale sino alla semifinale contro Djokovic, spazzato via comunque in quattro set. E poi l'epilogo nella meravigliosa cornice della "Rod Laver Arena" di Melbourne, con una rimonta sensazionale ai danni di chi adesso lo precede di appena 300 punti nel ranking Atp.

 

Sinner è l'astro nascente del tennis mondiale e, nonostante la giovanissima età, ha dimostrato di possedere una maturità incredibile, nervi saldissimi e quella "poker face" che, quando l'acqua scarseggia, gli permette di restare a galla. Devastante.

 

Si parte con Sinner al servizio. La risposta sulla "seconda" di Medvedev è ficcante e il dritto di Jannik finisce in rete. Poi l'altoatesino piazza quattro punti uno dietro l'altro, chiudendo con un ace: 1-0. Medvedev risponde subito con l'azzurro che prova sin da subito a far correre l'avversaria: da 40-15 a 40-40, poi il moscovita chiude sfruttando un'ottima "prima" (1-1), cosa che non riesce - invece - al 22enne di Sesto che nel terzo game non ne mette nemmeno: break e 2-1 Medvedev.

Il russo gioca molto più dentro al campo rispetto al solito, cercando di togliere i tempi all'altoatesino e, soprattutto, servendo benissimo: in men che non si dica è 3-1 per lui. Sinner riordina le idee, cede il primo 15, ma poi riprende ritmo in battuta e fa suo il game, accorciano le distanze (2-3). Serve un controbreak per tornare nel match.

Medvedev però è una macchina al servizio: la "prima" entra praticamente sempre e riesce a tenere gli scambi corti, dunque con un minimo dispendio fisico: 4-2. L'altoatesino accorcia non senza fatica (4-3), ma il russo è una sentenza, servendo tra l'altro con palline nuove: 5-3.

Sinner va a servire per restare nella partita, ma dall'altra parte della rete il numero 3 del mondo non sbaglia praticamente nulla: Jannik annulla due set point, ma al terzo il dritto del 22enne di Sesto finisce in corridoio. Secondo break del parziale e 6-3 Medvedev.

 

Si torna in campo e la musica non cambia nel primo game: Medvedev tiene il servizio a zero, piazzando un ace (in media uno in ogni game): 1-0. Sinner soffre il russo, che ha quattro palle break, ma l'altoatesino sembra cominciare a prendere fiducia, ribatte colpo sul colpo, viene a rete a giocare e impatta (1-1). Per sparigliare le carte servirebbe un "colpo" al match, ma con la battuta il moscovita è una sentenza: tre errori dell'azzurro e un ace (il decimo!) consegnano, a zero, il game al numero 3 della classifica: 2-1.

Medvedev è sin qui padrone del campo, mentre Sinner fatica incredibilmente ad andare a punto. Il match ricorda la semifinale contro Djokovic, purtroppo a parti invertite e arriva un altro break del russo sul servizio di Jannik che non riesce mai a mettere la "prima" di servizio (3-1), a cui segue un turno in battuta tenuto a zero con l'altoatesino che non riesce a cambiare marcia (4-1). L'azzurro è nel pallone, sembra non "avere" le gambe dei precedenti incontri, inizia a commettere errori - tanti - non da lui e Medvedev, che gioca la partita perfetta, non perdona: 5-1.

Dall'angolo coach Vagnozzi, pensando già probabilmente al terzo set, lo invita ad utilizzare il gioco "per fare qualcosa di diverso". E Sinner fa qualcosa di diverso, giocando più aggressivo, piazzando il suo primo break di giornata e portandosi sul 5-2. La "prima" comincia finalmente ad entrare al 22enne di Sesto e i risultati si vedono: arrivano tre punti grazie al servizio ficcante: 5-3. Il vento sembra cambiato: 0-30 Sinner, poi però Medvedev ritrova ritmo al servizio e guadagna un set point, vanificato dal primo doppio fallo del russo. L'altoatesino "sventaglia" con il dritto e guadagna la palla break: annullata. Medvedev ritrova ritmo in battuta e porta a casa il secondo parziale, 6-3, nonostante qualche -à timido - segnale di risveglio da parte dell'azzurro.

 

Sinner serve bene (anche un ace) e conquista il primo game del terzo set: 1-0. Medvedev risponde subito con Jannik che continua a commettere errori banali: la sensazione è che l'altoatesino non riesca a spingere a dovere, nemmeno negli scambi lunghissimi dove, nella semifinale con Djokovic, aveva fatto la differenza: 1-1. La grande forza mentale del numero 4 al mondo gli permette di restare in partita: 2-1 con ace a chiudere. Gli scambi si allungano ma il russo continua a sbagliare pochissimo, per non dire nulla: 2-2.

Le energie del moscovita sono leggermente calate, anche se con il rovescio fa quello che vuole. Sinner tiene comunque il servizio, lasciando a 15 l'avversario: 3-2. Medvedev si toglie dai guai nel sesto game con l'ottavo ace del suo match dopo essersi fatto accorciare: 3-3, Sinner spinge con la "prima" e tiene a zero, per la prima volta, l'avversario: 4-3.

Il russo va a servire con palle nuove, riesce ad abbreviare al massimo gli scambi: 4-4. Comincia a funzionare il servizio esterno di Jannik, ma dall'altra parte c'è un Medvedev che recupera tutto. L'altoatesino soffre ma porta a casa il game ai vantaggi: 5-4. La fatica si fa sentire nella metà campo del numero 3 al mondo: Sinner spreca la palla per andare 15-40, annulla una palla del 5-5 e poi conquista game e set. Alla prima palla break allunga lo scambio, inducendo l'avversario all'errore: 6-4 e partita che si allunga.

 

L'altoatesino serve e conquista il game aumentando i ritmi (1-0), poi allunga tutti gli scambi, ma Medvedev impatta sfruttando il servizio (1-1). Sinner va sotto 15-30, ma recupera con un gran dritto in diagonale e torna avanti (2-1). I colpi del russo sono meno ficcanti, la partita, tanti punti si giocano sui nervi su "chi sbaglia per primo".

La battuta permette al moscovita di non cedere il game: 2-2. Gli sguardi dei due sono molto diversi in questa fase: Jannik ne ha sicuramente di più dal punto di vista fisico e non ha problemi ad accettare il palleggio prolungato da fondo campo: 3-2 Sinner. Medvedev sa che deve fare in fretta e riesce a tenere il servizio lasciando a zero l'altoatesino: 3-3. Settimo game all'insegna delle difficoltà per l'azzurro, che va sotto 0-30 ma impatta con un ace e poi si ritrova 30-40 e si salva ancora una battuta centrale e chiude a proprio favore il game (4-3) con un altro ace, il decimo della sua partita.

Il russo tiene il servizio ai vantaggi (4-4), poi deve arrendersi ad dritto fantascientifico di Sinner che lascia a 15 l'avversario (5-4). Il decimo è un game infinito con Jannik che cambia più volte ritmo, cosa che non gli era riuscita nei primi due parziali: set point per l'azzurro e seconda di servizio per Medvedev, ricacciato subito sulla difensiva e infilato dal dritto ad uscire dall'altoatesino, il cui rendimento è cresciuto esponenzialmente, segno di una condizione fisica eccezionale e di una concentrazione incredibile.

 

Comincia il quarto parziale: i due fuoriclasse sono in campo da 3 ore e 8 minuti. Entrambi sono stanchissimi: "respironi" per Sinner, Medvedev si piega addirittura su stesso dopo uno scambio lunghissimo tra due campioni che si prendono a "pallate" clamorose. L'altoatesino chiude con un ace centrale "di seconda" (1-0).

Il russo fatica, ma serve ancora benissimo: tre super battute di fila e parità (1-1). Anche l'azzurro "pesta" però forte al servizio, lasciando a zero l'avversario (2-1). Con due ace (11 il totale) Medvedev impatta senza troppe difficoltà (2-2), poi Sinner alza i giri del motore e con due lungolinea di dritto di classe, potenza e precisione torna avanti (3-2).

Medvedev è sulle gambe, la "prima" non entra mentre il campionissimo di Sesto alza i giri del motore e trova gli angoli: 0-40, poi accorcia il russo, ma alla seconda palla il break è servito: 4-2 Sinner. Poi ace, una "prima" devastante con il moscovita che fatica ad essere reattivo. Un doppio fallo dell'altoatesino riporta sotto l'avversario (30-15), ma poi non ce n'è più per nessuno: 5-2, Medvedev resta nel match tenendo il proprio turno in battuta, ma in campo c'è solamente Jannik che alla prima opportunità chiude la contesa.

 

E poi, si lascia andare a terra, saluta Medvedev, si toglie il berretto (e per la prima volta vediamo i suoi capelli rossi sventolare) e abbraccia il suo staff. Immenso, unico, pazzesco: il futuro è suo.

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