"Di Sinner ormai parla chiunque. Tanti, troppi a sproposito. Aveva un virus, non stava in piedi e si è ritirato: cosa c'è di strano in tutto questo? Ho letto cose allucinanti"
Raffaella Reggi, ex campionessa di tennis e ora voce tecnica di Sky Sport, non usa mezzi termini per commentare il circo mediatico che si è scatenato attorno al ritiro del numero 1 al mondo nella finale di Cincinnati: "Ormai quando si parla di Sinner non c'è più equilibrio e, più in generale, mi viene da dire: ma non siamo nemmeno capaci di goderci un simile campione? Bisogna sempre e comunque fare polemica e andare a cercare qualcosa di torbido"

TRENTO. "Ho sentito e letto cose semplicemente allucinanti da parte sia di addetti ai lavori che di pseudo appassionati e fantomatici intenditori. Mi sono chiesta: ma dove siamo arrivati? Jannik si è ritirato perché stava male e si è scatenato un polverone incredibile. Ribadisco: allucinante. E' proprio vero che in tanti chiacchierano solamente per dare aria alla bocca. Ormai quando si parla di Sinner non c'è più equilibrio e, più in generale, mi viene da dire: ma non siamo nemmeno capaci di goderci un simile campione che bisogna sempre e comunque fare polemica e andare a cercare qualcosa di torbido?".
Raffaella Reggi, ex campionessa di tennis e ora voce tecnica di Sky Sport, era in cabina di commento assieme ad Elena Pero in occasione della finale del Masters 1.000 di Cincinnati. La sfida tra il numero 1 al mondo e Alcaraz è durata appena 20 minuti, poi il fuoriclasse di Sesto ha alzato bandiera bianca. Non stava in piedi, non riusciva ad essere ficcante e soffriva il dinamismo di un Alcaraz, invece, in ottima forma: sullo 0 a 5, con tre break già incassati, ha detto "basta".
Continuare avrebbe significato solamente proseguire l'agonia e, allora, la partita è finita praticamente senza mai essere iniziata. Adesso nei pensieri di Sinner c'è solamente l'Us Open, dove esordirà contro il ceco Vit Kopriva, il numero 87 del ranking.
Intanto, per fortuna, la notizia che a debilitare il fuoriclasse di Sesto sia stato un "semplice" virus ha messo fine, almeno parzialmente, alla ridda di voci che si sono susseguite in maniera incontrollata nelle ore e nei giorni successivi alla finale di Cincinnati.
"Si è visto subito - prosegue la commentatrice Sky - che non stava bene. D'altronde con 38 di febbre e un virus in corpo è difficile stare in piedi, figuriamoci giocare una partita con quel caldo. A Cincinnati le condizioni sono sempre state proibitive, ma quest'anno lo sono state particolarmente. E poi mettiamoci il fatto che il torneo è durato 12 giorni e non 7 come avveniva in passato, si passava dagli ambienti con aria condizionata a 20 gradi al caldo torrido dei campi. Sinner è già stato bravo a scendere in campo per onor di firma, ci ha provato e poi si è fermato. Cosa c'è di strano in tutto questo? Niente, alla fine è un essere umano anche lui e, dunque, può prendersi un virus. Come lo abbia contratto non lo sa nessuno, tanto meno chi si trova a migliaia di chilometri di distanza che, invece che tacere, si lancia in ipotesi assurde. Siamo arrivati a: "Oddio Sinner ha starnutito, cosa succede?". Oppure c'è chi intervista psicologi, mental coach e affini che offrono giudizi e soluzioni".
Ormai tutto quello che fa Sinner viene amplificato all'ennesima potenza. Qualcuno dirà: è normale, si tratta del numero 1 al mondo di uno degli sport più seguiti e praticati.
"Certo, ma questo non significa che tutto faccia notizia e, soprattutto, che rispetto a qualsiasi cosa si debba parlare a sproposito come, invece, avviene ormai costantemente. Sinner si ritira perché non sta bene? E si tira fuori il fatto che risieda - per altro legittimamente - a Monte Carlo. Sinner salta Toronto? Chissà cosa sarà successo. Basta, sarebbe ora di finirla. E' incredibile: abbiamo il miglior tennista del mondo e non riusciamo a godere delle sue vittorie, delle emozioni che ci regala, del fatto che l'Italia, grazie a Sinner e ai vari Musetti, Cobolli, Arnaldi, Vavassori, eccetera in campo maschile, Jasmine Paolini e Sara Errani in campo femminile, è diventata una potenza assoluta nel tennis . Bisogna sempre fare polemica, sempre trovare qualcosa che non va. E poi ci vuole equilibrio: un mese fa Sinner ha vinto Wimbledon. Wimbledon, ripeto e tutti, anzi non proprio tutti, l'hanno esaltato, salvo adesso affossarlo perché si è ritirato perché stava male".
Per non parlare della rinuncia, lo scorso anno, alle Olimpiadi di Parigi a causa del problema all'anca. Si era scatenato un polverone senza precedenti con le più disparate illazioni.
"Se avesse partecipato avrebbe seriamente rischiato di compromettere il finale di stagione, compresa la Coppa Davis che, è bene ricordarlo, abbiamo vinto per la seconda volta di fila. Riguardo le Olimpiadi, io che sono nata e cresciuta in una generazione in cui i Giochi erano il "massimo", a Sinner consiglio di andarci perché, vincere una medaglia, sarebbe un meraviglioso completamente del "cerchio". E. probabilmente, servirebbe pure per chiudere la bocca a tanti".
Ecco, appunto: dopo Wimbledon ha deciso di riposare per preparare l'Us Open, saltando Toronto. Non sarà, comunque, indipendentemente da quanto accaduto a Cincinnati, che la la programmazione sia eccessivamente "full".
"Non c'è dubbio che i top siano chiamati a giocare tanti tornei. Sinner, però, ha scelto di fare una programmazione di un certo tipo, con l'obiettivo di giocare il più a lungo possibile e di continuare a migliorare. Questo significa ritagliarsi anche momenti di riposo e di "stacco" dall'attività per lavorare sodo, soprattutto dal punto di vista fisico. Perché, parliamoci chiaro, Sinner punta agli Slam e, dunque, le energie vanno centellinate in funzione dei quattro appuntamenti più importanti dell'anno".
Domenica prenderà il via l'ultimo Slam dell'anno. A New York Sinner proverà a difendere il titolo conquistato lo scorso anno: è il favorito?
"Oggi ha ripreso ad allenarsi, il che significa che il problema che lo ha costretto al ritiro a Cincinnati è alle spalle. E questo è di buon auspicio. La condizione fisica è, ovviamente, fondamentale, soprattutto in un torneo di due settimane che si gioca a tre set su cinque. Alcaraz, pur avendo ancora momenti di "up and down" all'interno dei match, ha dimostrato di non soffrire il caldo e di essere in grande forma. Ogni tanto fa un po' di "macello", vedi la semifinale contro Rublev, che ha giocato una grande partita, forse la sua migliore della stagione, ma sta certamente bene".












