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Trento
02 luglio | 19:39

"Sinner sereno e sicuro, Fognini sensazionale, Musetti fuori condizione. Berrettini? Mai visto così". Wimbledon, l'intervista a Raffaella Reggi (Sky Sport)

Telecronista di Sky Sport e una delle "voci tecniche" più preparate e apprezzate del panorama mondiale, Raffaella Reggi, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, analizza quanto accaduto nel primo turno sull'erba inglese, guardando anche al proseguo: "Jannik è stato concreto, determinato e tranquillo. La separazione da Panichi e Badio? Cose che capitano. Se n'è parlato tanto, troppo: ha preso la sua decisione con tranquillità e non risentirà della vicenda"

WIMBLEDON. Sinner? "Concreto, determinato, sereno: sta bene, si vede dallo sguardo". Musetti? "Non è in condizione e il virus intestinale lo ha debilitato ulteriormente. E' sceso in campo per onor di firma". Berrettini? "Matteo non l'ho mai visto così spento e remissivo. Spero il suo non sia un addio". Fognini? "Stratosferico, entusiasmante: ha proposto un tennis d'altri tempi, ha fatto vedere come si gioca sull'erba".

 

Le "fatiche" di Wimbledon non sono iniziate solamente per i tennisti e i rispettivi staff, ma anche per i telecronisti e i commentatori tecnici, letteralmente "rapiti" (e non potrebbe essere altrimenti) dagli impegni uno dietro l'altro e dal fascino dalla kermesse inglese che, si voglia o no, resta di gran lunga la più "storica" e romantica del circuito.

 

Il primo turno dello Slam inglese ha regalato già tantissime sorprese: quattro delle prime dieci teste di serie, Zverev (numero 3), Musetti (7), Rune (89) e Medvedev (9) hanno già salutato l'erba inglese e, altri 9 dei primi 32, Cerundolo, Humbert, Popyrin, Tsitsipas, Shapovalov, Bublik, Michelsen, Griekspoor e Berrettini, li hanno seguiti a ruota.

 

Insomma tante eliminazioni eccellenti, con due certezze assolute: Sinner (che domani, giovedì 3 luglio - non prima delle 18 - affronterà l'australiano Vukic, numero 93 al mondo) e Alcaraz, destinati a ritrovarsi in finale con il sette volte vincitore Djokovic, il padrone di casa Draper e Fritz a caccia di un "upset".

 

A Raffaella Reggi, telecronista di Sky Sport e una delle "voci tecniche" più preparate e apprezzate del panorama mondiale, abbiamo chiesto di "fare le carte" al torneo, partendo dagli azzurri.

 

Partiamo da Sinner. Ha vinto - come da pronostico - contro Nardi senza alcuna sofferenza ed è apparso sereno.

"Le sensazioni sono positive. Ha servito bene, è stato concreto, determinato e tranquillo. Ha affrontato un avversario che conosce, visto che con Nardi si è allenato in passato: è stato sul "pezzo" dall'inizio alla fine, mostrando grande concentrazione. Si è allenato bene negli ultimi 10 giorni e vuole fare bene. Che, per lui, significa arrivare sino in fondo. Adesso lo aspetta la sfida con Vukic e, sicuramente, l'approccio sarà il medesimo, se non migliore, considerato che forse farà meno caldo. Già oggi (mercoledì 2 luglio, ndr) rispetto a ieri ci sono dieci gradi in meno e le condizioni sono decisamente migliori per scendere in campo".

 

L'addio, improvviso, al preparatore fisico Panichi e al fisioterapista Badio sembra non averlo "toccato" minimamente. E' sereno e concentrato e non c'è stato alcun contraccolpo.

"No. L'ho visto molto deciso e sereno nella sua scelta. La decisione è stata presa pochi giorni prima di Wimbledon, non c'erano i tempi per effettuare nuovi ingressi nello staff, ma sono sicuro che dopo la fine del torneo arriverà subito un nuovo "duetto". Intanto sa perfettamente cosa deve fare, la condizione c'è e, dunque, non vedo questa separazione come un qualcosa che possa inficiare le sue prestazioni".

 

Si è data un spiegazione su cosa può essere successo?

"Ci sono tante voci che circolano a riguardo. Si parla di un'intervista rilasciata dal preparatore fisico, di alcune esternazioni che non sarebbero piaciute a Jannik, da sempre molto riservato e attento alla privacy. La verità la conoscono solamente i diretti interessati e gli altri membri del team ed è giusto sia così. Come come ritengo sia assolutamente normale che Sinner non abbia voluto fornire i dettagli. Che poi, diciamocela tutta, sono cose che possono succedere, un atleta può decidere di cambiare parte dello staff. Probabilmente, e questa è la sensazione che hanno tutti, è che si sia trattato di qualcosa riconducibile alla sfera personale e non a quella professionale. Quello che è evidente è che Jannik ha già "scavallato" quanto accaduto, andando oltre come sanno fare i grandi campioni".

 

Certo è che, quando si parla del numero 1 al mondo, tutto fa notizia.

"Ah, ormai sì, anche se starnutisce. Sono gli "oneri", a fianco dei tanti onori, che porta con sé il primo posto in classifica, l'essere il numero 1 al mondo. Certo è che ci vorrebbe un po' più d'equilibrio. Ha deciso di cambiare due collaboratori e, per giorni, non si è parlato di altro".

 

Cambiamo "target": che spettacolo Fognini.

"E' stato stratosferico, affrontando il due volte campione uscente, il numero 2 al mondo, che ha 16 anni in meno di lui. La sua è stata una prestazione eccezionale, ha dato una lezione di "come si gioca sull'erba", all'interno del suo rapporto d'amore - odio con Wimbledon. Ha messo in campo un tennis d'altri tempi, tra l'altro con una prestanza fisica notevole, tenendo testa per quasi cinque ore ad Alcaraz. E' stata la "ciliegina sulla torta" ma, d'altronde, lui si esalta su palcoscenici simili. La sua carriera? L'ha vissuta come ha voluto lui, alla sua maniera, qualche volta ha sbagliato e ha chiesto scusa, ma forse se non avesse avuto questo carattere non sarebbe stato un tennista di questo livello. Contro Alcaraz è stato emozionante, nella cornice più bella, che meritava".

 

Dalle note liete a quelle dolenti. Berrettini è uscito subito.

"Matteo deve capire che intenzioni ha. L'ha detto anche lui dopo la sconfitta. Sono anni che non disputa una stagione intera e credo l'infortunio gli sia "entrato" un po' anche nella testa. Forse non è solamente una questione fisica, ma è diventata anche psicologica. Non l'avevo mai visto così spento, remissivo, lui che ci ha abituato sempre a prestazioni di grande... prestanza. Mi auguro non sia un ritiro il suo perché lui è uno di quei tennisti per cui vale la pena pagare il biglietto. Forse gli sarebbe servita una "cornice" diversa per tirare fuori qualcosa in più, come accaduto lo scorso anno quando affrontò Sinner sul centrale".

 

Anche Musetti ha salutato subito Wimbledon.

"Onestamente da lui non si poteva aspettarsi di più. Non è in condizione e, come se non bastasse, è stato debilitato da un virus intestinale, come ha raccontato lui stesso dopo la partita persa contro Basilashvili. Non si era praticamente allenato sull'erba ed è venuto a Wimbledon per onor di firma, visto che lo scorso anno è stato semifinalista. Per fortuna, e per grande bravura, una disputato un'eccellente stagione sulla terra e, dunque, non pagherà dazio a livello di classifica. Ha tutto il tempo per recuperare con tranquillità".

 

Per la vittoria finale sarà un discorso tra Sinner e Alcaraz oppure c'è spazio per qualche sorpresa?

"Siamo solamente alla prima settimana e, dunque, è ancora presto. Certo è che, vedendo le tante eliminazioni di spessore e considerate le qualità di questi due assoluti fuoriclasse, ad oggi mi viene da dire che la finale sarà il remake di quella del Roland Garros. Djokovic c'è e lo ha dimostrato, Draper dovrà gestire il fatto di giocare in casa con una "pressione" notevole, ma ritengo che - per motivi diversi - Sinner, per forza mentale, intensità e potenza e Alcaraz, per fisicità, varietà e attitudine all'erba - sono destinati a ritrovarsi in finale, a meno che non accada qualcosa che, oggi, è impensabile. Tra i due che è avanti? Alcaraz, ma di poco, un "tacca" direi. Jannik, però, è lì, vicinissimo".

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