Gennaro Gattuso è il nuovo allenatore della Nazionale al posto di Spalletti. Gravina: "Simbolo del calcio italiano, l’azzurro per lui è una seconda pelle"
Ora è ufficiale: il campione del mondo 2006 Gennaro Gattuso subentra a Luciano Spalletti alla guida della Nazionale azzurra. Il presidente della FIGC Gabriele Gravina: "Le sue motivazioni, la sua professionalità e la sua esperienza saranno fondamentali per affrontare al meglio i prossimi impegni della Nazionale"

ROMA. Nel 2006 alzò la coppa del mondo sotto il cielo di Berlino, ora siederà sulla panchina azzurra. Ora è ufficiale: Gennaro Gattuso è il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana di Calcio. A comunicarlo, pochi minuti fa, direttamente la Federcalcio in una nota: il neo Ct, che subentra al posto di Luciano Spalletti – esonerato all'indomani della pesantissima sconfitta per 0-3 contro la Norvegia – verrà presentato giovedì 19 giugno alle 11 all'Hotel Parco dei Principi di Roma.
“Gattuso è un simbolo del calcio italiano e l’azzurro per lui è come una seconda pelle – dichiara il Presidente della FIGC Gabriele Gravina – e le sue motivazioni, la sua professionalità e la sua esperienza saranno fondamentali per affrontare al meglio i prossimi impegni della Nazionale. Consapevoli dell’importanza dell’obiettivo che vogliamo raggiungere, lo ringrazio per la disponibilità e la totale dedizione con cui ha accettato questa sfida, condividendo il progetto della FIGC di sviluppo complessivo del nostro calcio, nel quale la maglia azzurra riveste una centralità strategica”.
Dopo le glorie sul rettangolo verde, la carriera da allenatore di Gennaro Gattuso inizia in Svizzera nel 2013 al Sion, dove ricopre il doppio ruolo di giocatore e allenatore per poi venire affiancato da Arno Rossini, tornando in seguito a calcare esclusivamente il campo.
Appese le scarpette al chiodo, inizia la "nuova era professionale" come tecnico del Palermo in B, esperienza conclusasi appena dopo 6 giornate per poi passare al club cretese Ofi. Poi, nel 2015, il ritorno in Italia dove porta il Pisa dalla C alla B, per poi retrocedere l'anno successivo.
In seguito nel 2017 il ritorno da allenatore al Milan, club in cui da calciatore ha collezionato 468 presenze tra il 1999 e il 2012, segnando 11 gol: dopo l'ingaggio con la Primavera, subentra a Montella sulla panchina della prima squadra centrando un 6° posto in classifica e guidando i rossoneri anche nella stagione successiva piazzandosi un gradino più in alto.
Poi la separazione dal diavolo e la nuova avventura partenopea: Gattuso a fine 2019 prende il posto di Ancelotti sulla panchina del Napoli, piazzandosi alla fine della stagione, coronata dalla vittoria della Coppa Italia, al 7° posto e non centrando nel campionato successivo la qualificazione in Champions, risultato mancato che sancisce l'addio al club di De Laurentis. Nelle ultime tre stagioni, poi, il trittico "internazionale" alla guida, in successione, di Valencia, Marsiglia e Hajduk Spalato, con chi chiude il campionato croato classificandosi al 3° posto, a sole due lunghezze dalla vetta della classifica.
E ora, per l'allenatore calabrese, inizia l'avventura azzurra: il debutto è in programma il 5 settembre al Gewiss Stadium di Bergamo, quando gli azzurri affronteranno l'Estonia nella terza gara valida per le qualificazioni ai Mondiali 2026. Con lo sguardo verso un unico obiettivo: centrare una qualificazione mondiale che manca all'Italia da due edizioni, con la strada che già all'inizio del percorso si è incredibilmente complicata.












