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Trento
09 maggio | 20:20

La vigilia del rientro: sabato Sinner affronta Navone, a tre mesi e mezzo dall'ultimo match. Paolo Bertolucci: "Attesa spasmodica. Attendiamo il ritorno del fenomeno"

"Come starà? Eh, chi può dirlo: se fosse un atleta "normale" servirebbero 5 - 7 partite per capire il suo stato di forma fisico e mentale, ma lui fa parte di quella stretta cerchia che sono i fenomeni e, dunque, fare previsioni è estremamente rischioso, perché la possibilità di essere smentiti è dietro l'angolo"

ROMA. Il "grande giorno" è ormai arrivato. Domani, sabato 10 maggio, attorno alle ore 19 (con diretta in chiaro sulla Rai e, in modalità pay per view, su Sky), il popolo del tennis riabbraccerà Jannik Sinner, che scenderà in campo nel secondo turno degli Internazionali d'Italia.

 

L'avversario sarà l'argentino Mariano Navone, numero 99 al mondo, ma - a prescindere dal nome dell'avversario - il match che vedrà protagonista il fuoriclasse di Sesto è atteso quasi come una finale del Mondiale di calcio.

 

L'ultima partita ufficiale giocata dall'altoatesino risale al 26 gennaio: Sinner superò in tre set il tedesco Zverev nella finalissima dell'Australian Open, trionfando per il secondo anno di fila a Melbourne e conquistando il terzo titolo Slam della sua già ricchissima carriera.

 

Poi il periodo di "fermo", dopo aver concordato (e non patteggiato, la differenza è sostanziale) con la Wada uno stop complessivo di tre mesi per la vicenda Clostebol, durante il quale ha riposato fisico e testa e poi sostenuto un programma d'allenamento mirato, senza dover viaggiare da un lato all'altro del mondo e scendendo in campo contro sparring partner ufficiali solamente a partire da metà aprile.

 

Che Sinner sarà quello che vedremo al rientro? Ancora più forte di prima, avendo potuto allenarsi con una tranquillità "inusuale" per un campione del suo calibro o avrà bisogno di tempo per ritrovare il ritmo gara? Impossibile dirlo, quello che è certo è che a Roma, ma più in generale in tutta Italia, anzi in tutto il mondo, cresce l'attesa per rivedere in campo il numero uno al mondo, un fuoriclasse amato ad ogni angolo del pianeta.

 

"C'è un'attenzione spasmodica - esordisce Paolo Bertolucci, la voce tecnica di Sky Sport e uno dei commentatori più autorevoli del mondo, che sarà a Roma per raccontare semifinali e finale - per il ritorno in campo di Jannik. Per certi versi mi viene da dire che il tennis sta superando il calcio a livello d'appeal. C'è un'enorme curiosità e non potrebbe essere altrimenti: non vedo l'ora di ritrovare Sinner in campo. Come starà? Eh, chi può dirlo: se fosse un atleta "normale" servirebbero 5 - 7 partite per capire il suo stato di forma fisico e mentale, ma lui fa parte di quella stretta cerchia che sono i fenomeni e, dunque, fare previsioni è estremamente rischioso, perché la possibilità di essere smentiti è dietro l'angolo".

 

Non è mai accaduto che il numero 1 al mondo rimanesse fermo per quasi quattro mesi, se non per infortunio. Sarà come ripartire al termine di una stagione?

"Beh no, direi proprio di no. In primis perché lo stop non è così lungo, visto che da una stagione all'altra non c'è più di un mese e mezzo, secondo perché alla ripartenza tutti sono sullo stesso piano. Mentre, in questo caso, gli avversari hanno giocato e si sono potuti allenare senza restrizioni. Che poi non abbiamo sfruttato quella che, secondo me, era un'occasione irripetibile per superare Jannik nel ranking è un altro discorso".

 

Alcaraz ha detto di soffrire la pressione, Zverev appare in grande difficoltà.

"Zverev, a mio avviso, ha sprecato forse l'ultima occasione della carriera per arrivare in cima alla classifica e adesso perderà anche i 1.000 punti conquistati lo scorso anno a Roma, Alcaraz ha detto di soffrire la pressione. Ma se la soffre quando non c'è Sinner, cosa accade adesso che Jannik torna in campo? Dalla sua ha certamente il talento e la giovane età, ma è innegabile che - anche lui - in questi mesi non sia riuscito nell'impresa di riconquistare il primo posto nel ranking".

 

E Djokovic, che a Roma non ci sarà?

"A lui il ranking non interessa più e, vista l'età, è anche normale sia così. Djokovic giocherà meno degli altri, come sta già facendo da un anno a questa parte, concentrandosi solamente sugli Slam e sui tornei che gli interessano. Non mi stupisco per niente".

 

Il tennis italiano sta vivendo un "boom" clamoroso. Effetto Sinner o non solo?

"A livello femminile i risultati erano già stati ottimi, perché non dimentichiamoci le 4 Fed Cup (ora Billie Jean King Cup, ndr) conquistate dal 2006 al 2013. Adesso è cresciuto notevolmente anche l'ambito maschile. E' innegabile che avere il numero 1 al mondo  rappresenti un "booster" clamoroso, ma gli altri atleti ci sarebbero comunque. Lo stato di salute viene certificato dal numero di atleti presenti tra i primi 100 del mondo: ad oggi, oltre a Jannik, ne abbiamo altri 8, un numero incredibile. Abbiamo Musetti in top ten (9), poi Berrettini (30), Cobolli (33), Arnaldi (39), Sonego (44), Darderi (45), Bellucci (66) e Nardi (94). Insomma siamo la nazione più forte del mondo: lo dicono i numeri e lo certificano anche i due successi di fila in Coppa Davis".

 

In tanti sognano già una finale Sinner - Alcaraz.

"E poi magari che Jannik vinca 6-0, 6-0. I tifosi è giusto facciano i tifosi, poi però bisogna tenere conto della realtà. Un passo alla volta, intanto lo aspettiamo di nuovo in campo. Poi, non dimentichiamoci, che se dovesse proseguire, scenderà in campo mercoledì, giovedì e venerdì, disputando tre gare in tre giorni. Come ho detto prima: meglio non fare previsioni e, intanto, godiamocelo e osserviamolo".

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