Nadia Battocletti, "tripletta" da record: dopo pista e cross domina anche sull'asfalto e migliora il (suo) record italiano. "Mi sono divertita"
Cambia la superficie, cambia il meteo (a Lovanio pioggia leggera), cambiano le avversarie, ma "l'Età dell'oro" di Nadia Battocletti va avanti una gara dopo l'altra, un record dopo l'altro

TRENTO. L'età dell'oro di Nadia Battocletti prosegue senza soluzione di continuità, una corsa dopo l'altra, un record dopo l'altro.
L'ennesima gara trionfale della mezzofondista nonesa (che proprio ieri, il 12 aprile, ha compiuto 25 anni) è andata in scena a Lovanio, in Belgio: dove la vicecampionessa olimpica ha vinto la gara dei 10 chilometri di corsa su strada dando vita ad un'altra prestazione dominante rispetto ad ogni tipo di concorrenza.
Un successo significativo anche perché ha permesso alla fuoriclasse trentina di completare un'inedita e prestigiosa tripletta, avendo vinto il titolo europeo su tre superfici diverse nel giro di un anno scarso: aveva cominciato prendendosi di prepotenza i 5.000 e i 10.000 in pista a Roma lo scorso giugno, poi in chiusura di 2024 si era concessa di giganteggiare nel cross (la corsa campestre) in Turchia, ad Antalya; e quindi ieri ha pensato bene di arricchire ulteriormente il proprio palmares aggiungendo l'asfalto alla collezione.
Ma non è tutto: a conclusione del suo assolo entusiasmante è arrivato anche il record italiano sulla distanza, ottenuto con il tempo di 31'10" e migliorando di nove secondi il suo primato, ottenuto l’anno scorso.
Insomma, cambia il terreno, cambia il meteo (a Lovanio pioggia leggera), cambiano le avversarie, ma "StraordiNadia" resta imprendibile per tutte.
“Sono molto felice - ammette Nadia, raggiante, parlando a fine gara ai microfoni della Fidal -, mi sono tanto divertita soprattutto nella parte finale. C’erano varie possibilità, poi il mio papà e coach Giuliano mi ha detto al settimo chilometro: ‘devi andare adesso’... Non ho pensato che mancassero tre chilometri, ma è stata la giusta tattica e gli ultimi due mi sono piaciuti, con saliscendi, dove ci voleva anche la freschezza per tagliare le curve. In gara faceva un po’ freddo, c’era comunque molto vento, ma la pioggia ha dato più fastidio in riscaldamento e alla fine le condizioni erano quelle giuste per correre”.












