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Trento
29 gennaio | 16:00

Arriva la maxi squalifica per il calciatore che ha aggredito l'arbitro: 4 anni e 6 mesi di stop. Dovrà restare ai box sino a luglio 2030

Durante la partita tra Gostivar e Futsal Fiemme, disputata il 20 gennaio scorso, un calciatore della squadra di casa si era scagliato contro uno dei due direttori di gara, cercando prima di colpirlo e poi afferrandolo con forza per un braccio, così da provocargli un ematoma e dei graffi. L'arbitro era stato dimesso dal Pronto Soccorso con una prognosi di 7 giorni. La partita era stata sospesa a metà secondo tempo: è stata assegnata la sconfitta a tavolino al Gostivar

TRENTO. La prevista "stangata" è arrivata.

 

Otto giorni fa - era la sera di martedì 20 gennaio -, durante la partita di calcio a 5 tra Gostivar e Futsal Fiemme, valevole per il campionato di serie C1 di calcio a 5 e disputata nella palestra di Cembra, un giocatore della squadra di casa aveva aggredito verbalmente e fisicamente uno dei due direttori di gara (Qui articolo).

 

Ebbene, il calciatore del Gostivar è stato squalificato per quattro anni e mezzo, esattamente sino al 29 luglio 2030. Fino a tale data non potrà né giocare, ovviamente, né ricoprire nessun altro ruolo all'interno delle società tesserate per la Figc.

 

Cosa è successo? La partita era stata sospesa a metà del secondo tempo dopo il parapiglia che si era creato in seguito ad una decisione arbitrale assunta dal direttore di gara Alex Recchia della sezione di Trento. Il calciatore della formazione rossonera si era scagliato contro di lui, cercando prima di colpirlo, afferrandolo poi per un braccio, minacciandolo e, con altri insulti rivolti successivamente nella zona degli spogliatoi a gara già definitivamente conclusa.

 

L'arbitro, una volta lasciato l'impianto, si era recato al Pronto Soccorso, dove era stato dimesso con un ematoma e graffi e una prognosi di 7 giorni.

 

"La sospensione - si legge nel comunicato ufficiale che riporta la decisione del Giudice Sportivo - interveniva a seguito di gravissimi episodi di condotta violenta, intimidatoria e aggressiva posti in essere dal un calciatore della Gostivar nei confronti dell'arbitro n. 2. Dagli atti ufficiali, ed in particolare dal referto arbitrale e dal supplemento di rapporto, emerge che il calciatore M.S. (numero 10 - Gostivar), dopo reiterate proteste e gravi offese, si dirigeva con fare minaccioso verso l'arbitro n. 2, tentando dapprima di colpirlo con un pugno/manata e, successivamente, afferrandolo con violenza tra il bicipite e la piega interna del gomito sinistro e stringendo con notevole forza, così da provocare evidenti segni delle dita, un ematoma e graffi, come puntualmente descritto nel referto arbitrale e confermato dal referto medico. Il medesimo calciatore proferiva reiterate e gravi minacce, anche dopo la sospensione della gara e in prossimità degli spogliatoi. A seguito dell'aggressione subita, l'arbitro n. 2 riportava lesioni personali giudicate guaribili in giorni 7 da struttura sanitaria pubblica, come da documentazione sanitaria, nonché un grave stato di shock emotivo, dichiarando di non essere più nelle condizioni psicologiche idonee a proseguire la direzione dell'incontro".

 

Da qui la decisione di infliggere una pesantissima squalifica al calciatore del Gostivar, a cui è stata assegnata anche la sconfitta a tavolino (0-6) e una multa di 300 euro, il cui importo è stato ridotto in quanta "viene tuttavia valutata come circostanza attenuante il comportamento collaborativo di alcuni calciatori e dirigenti della società che hanno tentato dapprima di evitare l'aggressione e successivamente di contenerne le conseguenze".

 

I dirigenti della squadra cembrana si erano infatti prodigati per tutelare e assistere l'arbitro e, già nelle ore successive al "fattaccio", avevano allontanato il proprio tesserato spiegando che "sicuramente il giocatore non sarà più con noi. Il calcio a 5, lo sport in generale, deve essere un divertimento. Se si arriva a questo punti, bisogna capire se vale la pena andare avanti. Chiediamo scusa all'arbitro per quello che è successo, lo abbiamo già fatto terminata la partita, Il direttore di gara può aver sbagliato modo di approcciarsi, può aver preso delle decisioni sbagliate, ma questo non può e non deve mai giustificare qualsiasi forma di atteggiamento violento".

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