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| 12 febbraio | 11:14

Si rifiuta di rinunciare al casco con i volti degli atleti ucraini morti in guerra, Heraskevych squalificato dal Cio ed escluso dalle Olimpiadi

L’ucraino Vladyslav Heraskevych è stato escluso dalla gara olimpica di skeleton per decisione del Cio

di Redazione

CORTINA D'AMPEZZO. Pugno di ferro del Cio: l’ucraino Vladyslav Heraskevych è stato escluso dalla gara olimpica di skeleton cominciata oggi, giovedì 12 febbraio, di Milano Cortina 2026.

 

Il 27enne portabandiera della rappresentativa ucraina all'Olimpiade si è rifiutato di rinunciare a indossare il casco "vietato" dal Cio (qui l'articolo), e così il Comitato olimpico internazionale "con rammarico" (si legge in una nota ufficiale) gli ha revocato l'accreditamento per i Giochi estromettendolo dalla gara di skeleton (nella quale partiva con ambizione di medaglia). 

 

Sul casco infatti, visto sul budello di Cortina d'Ampezzo durante le prove cronometrate, sono presenti i volti di 21 atleti ucraini uccisi nel corso degli ultimi anni durante il conflitto con la Russia, immagini non gradite dal Cio che "vieta ogni tipo di manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale”, come previsto della Carta olimpica.

 

Nella nota ufficiale il Cio ha spiegato che, "nonostante numerosi incontri e tentativi di mediazione Heraskevych non ha accettato alcuna soluzione di compromesso".

 

Heraskevych si è difeso ribadendo più volte che il suo casco non veicola alcun messaggio politicoma soltanto il ricordo di atleti uccisi, e sulla vicenda era intervenuto anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Ha ricordato al mondo il prezzo della nostra lotta - ha detto Zelensky riferendosi al suo connazionale -. Questa verità non può essere considerata inappropriata o etichettata come manifestazione politica in occasione di un evento sportivo".

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