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Dal Calisio alla finale da capitano del Trofeo Viareggio con il Sassuolo, Luca Ravenelli pronto per la serie A

Calcio. Dopo le esperienze a Cognola e Mezzocorona, il difensore centrale è transitato anche da Parma alla corte di Hernan Crespo, prima di approdare al Sassuolo. Mercoledì 29 marzo la finale del Trofeo di Viareggio

Da sinistra Giacomo Zecca e il trentino Luca Ravanelli (foto A. Benaglia)
Di Daniele Loss - 28 marzo 2017 - 19:31

TRENTO. Andrea Pinamonti ha già assaggiato la serie A e pure l'Europa League, ma c'è un altro calciatore trentino che è ormai in rampa di lancio. Rispetto al centravanti noneso cambiano la maglia, la posizione in campo e la data di nascita. Luca Ravanelli, difensore centrale classe 1997, è il capitano della formazione Primavera del Sassuolo e domani pomeriggio (ore 16 allo stadio Bresciani con diretta su RaiSport) guiderà la difesa neroverde nella finalissima del prestigioso 'Torneo di Viareggio'.

 

Di fronte ci sarà l'Empoli (nella società toscana milita un altro calciatore trentino, Alessio Forcinella, che però fa parte della squadra Allievi Nazionali) per un ultimo atto assolutamente inedito che - in ogni caso - consegnerà il trofeo ad una squadra che non ha ancora mai trionfato in quella che è chiamata ancora 'Coppa Carnevale'.

 

Ravanelli, vent'anni appena compiuti (è nato il 16 gennaio), è uno dei punti di forza della Primavera del Sassuolo guidata da Paolo Mandelli. Originario di Cognola, ha iniziato l'attività nel settore giovanile del Calisio, prima di essere notato dagli osservatori del Mezzocorona (che, all'epoca, operava assai bene in ambito giovanile) che lo portarono in Piana Rotaliana.

 

Diverse stagioni in via Santa Maria ne hanno affinato le qualità tecniche e forgiato il carattere e, nel 2013, quando arrivò la chiamata del Parma (all'epoca militante in serie A), il giocatore e la famiglia non hanno avuto dubbi. Il trasferimento in Emilia fu immediato e Ravanelli guadagnò la maglia da titolare prima negli Allievi e poi nella Primavera, dove venne plasmato da Hernan Crespo.

 

Nella sfortunata stagione 2014/2015, conclusa con il fallimento della società gialloblù, il 20enne di Montevaccino collezionò anche alcune panchine con la prima squadra, respirando da vicino l'aria del calcio che conta. Poi il passaggio al Sassuolo: Francesco Palmieri, responsabile del settore giovanile ducale, si trasferì alla corte di Squinzi e portò con sé diversi elementi che lui stesso aveva voluto al Parma. Ravanelli è stato uno di questi e, da quel momento, l'escalation del difensore centrale (dal gran fisico, ma anche in possesso di qualità tecniche notevoli) è stata senza soluzione di continuità.

 

Mercoledì 29 il Sassuolo si giocherà la vittoria nel 'Viareggio', una delle manifestazioni calcistiche più importanti del mondo per le squadre Primavera, e Ravanelli sarà alla guida degli emiliani. Con una certezza: il passaggio nel calcio dei grandi è ormai prossimo e a fine stagione il giocatore di Cognola sarà promosso in prima squadra o ceduto in prestito (in serie B o Lega Pro) per farsi le ossa.

 

La scorsa estate l'Alto Adige aveva provato ad assicurarsi le prestazioni del calciatore trentino, che però ha preferito rimanere per un'altra stagione a Sassuolo. Visto come sta andando, la scelta è stata senza dubbio quella giusta.

 

Chi lo conosce bene, come Emanuele Mazza, giocatore del Calisio e suo allenatore negli Esordienti (assieme ad Alberto Scrinzi), ricorda come Ravanelli fosse un giocatore sopra la media anche in tenerissima età.

 

"Tutt'ora lo sento spesso - racconta Mazza - e, devo dire, che Luca è rimasto quello di sempre. Un ragazzo fantastico dall'incredibile umiltà dentro e fuori dal campo. Giocava già nella categoria superiore anche se in età da 'Pulcini'. Mi ricordo quando, da piccolino, prendeva palla in difesa, saltava tre - quattro avversari e andava a segnare: finito il match veniva da me e quasi si scusava per non aver giocato bene. Ha doti fisiche, qualità tecniche, intelligenza e un'incredibile voglia di fare: gli auguro proprio di sfondare nel calcio, perché se lo merita".

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