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| 09 mag 2017 | 21:34

Elezioni giunta Coni, Sergio Anesi: "Disponibile a portare avanti il lavoro iniziato quattro anni fa", ancora ventiquattr'ore e i giochi saranno fatti

Il primo trentino nella giunta nazionale di sempre si gioca le carte tra il supporto del territorio e l'esperienza internazionale. Sergio Anesi: "Ho una profonda conoscenza delle problematiche riguardanti il mondo giovanile, dello sport, del sociale e della disabilità" 

TRENTO. Mancano poco più di 24 ore al voto previsto per giovedì 11 maggio per eleggere il nuovo governo nazionale dello sport. L'unico punto fermo resta quello di Giovanni Malagò, presidente uscente che sarà quasi certamente riconfermato alla guida del Coni.

 

La corsa è invece accesa per occupare i sette posti in Giunta: le candidature sono quindici e, come anticipato da il Dolomiti, questa tornata elettorale vede ai nastri di partenza anche Sergio Anesi.

 

"Ho ricoperto - dice il trentino - ruoli diversi all’interno di federazioni sportive nazionali e internazionali, mettendo a disposizione la mia esperienza con determinazione e impegno. Ho profonda conoscenza delle problematiche riguardanti il mondo giovanile, dello sport, del sociale e della disabilità. Rinnovo la mia disponibilità a proseguire il percorso iniziato quattro anni fa all’interno della Giunta nazionale del Coni nella convinzione di poter dare ancora molto alla comunità sportiva".

 

Il primo rappresentante trentino nella Giunta nazionale Coni si riferisce in particolare agli incarichi assunti in precedenza, dalla Federazione italiana sport ghiaccio a quella Internazionale, dallo speed skating al roller sport, dalla Federazione internazionale sport universitari alla presenza in cinque edizioni delle olimpiadi, mentre attualmente si spende nel comitato esecutivo dell'Isu, che accoglie tutte le discipline del pattinaggio, in stretto collegamento con il Cio-Comitato olimpico internazionale.

 

Le elezioni sono ormai dietro l'angolo. Cosa è cambiato rispetto a quattro anni fa?

Nella precedente tornata elettorale si sono presentati due candidati alla presidenza. Giovanni Malagò e Raffaele Pagnozzi. Allora era sufficiente scegliere la 'cordata' e in caso di vittoria si rientrava automaticamente all'interno della Giunta. Questa volta abbiamo invece un nome solo e quindi si corre quasi individualmente per raggiungere le cariche ed entrare nella governance. I candidati sono tanti e molte figure di prestigio. Sarà veramente dura, anche per il regolamento dell'eleggibilità. 

 

Giovanni Malagò rappresentò una sorpresa. Il presidente ha avuto parole al miele per Lei, definendola "la quintessenza del membro di Giunta Coni: uomo di sport, competente ed appassionato, vicino a tante discipline e presidenti di Federazione, manager e uomo di caratura internazionale"

La stima è reciproca e siamo sempre andati d'accordo. Spesso ci siamo trovati in prima linea a condividere battaglie per il bene dello sport italiano e il lavoro di fino del presidente ha permesso di approvare quasi tutte le istanze presentate all'unanimità. La presidenza di Giovanni Malagò ha visto il Coni crescere sotto il profilo istituzionale e dal punto di vista del radicamento nei diversi territori. Il numero uno del Coni mantiene comunque un atteggiamento super partes e non partecipa a correnti, si comporta in modo equo con tutti.

 

Viene molto supportato dal territorio e dagli enti di promozione sportivaIn caso di conferma per un ulteriore mandato, quale sarebbe il suo programma?

Nell'ultimo quadriennio abbiamo iniziato un percorso improntato al dialogo e all'ascolto, soprattutto dei diversi territori. Ci sono diversi progetti da portare avanti, sviluppare e implementare: la partenza sarà sempre la grande attenzione verso quegli sport considerati, erroneamente, minori. Un altro punto all'ordine del giorno è l'omogenizzazione dei regolamenti e degli statuti tra le diverse federazioni, quindi riuscire a promuovere l'attività sportiva di alto livello e iniziare un progetto dedicato ai giovani per arrivare preparati alle prossime Olimpiadi.

 

Abbiamo inoltre un piano per promuovere e allargare in maniera più incisivo lo sport all'interno delle scuole: un fattore importante in chiave salute e socialità. Questi sono i capisaldi, chiaramente un programma è composto anche da interventi più piccoli e quotidiano, che magari risaltano meno, ma che sono altrettanto importanti.

 

In aprile a Bolzano è stata lanciata la missione per le XXIII Olimpiadi invernali: 53 atleti provengono dalla Provincia di Bolzano e 13 da quella di Trento su un totale di 133, un dato che si traduce in quasi il 50% di atleti 'prestati' alla causa azzurra, senza dimenticare la presenza nel board di Isu e l'importante successo delle Universiadi.

La rappresentatività del Trentino Alto Adige nelle squadre azzurre è un punto di forza, testimoniata anche dalla riconferma del progetto 'Talenti 2020', così come le carte internazionali, in quanto può rappresentare un ponte positivo con il Comitato olimpico internazionale che può portare maggiore peso dell'Italia in quelle sedi. Altri candidati però sono molto referenziati e quindi la conferma non può essere scontata a priori. Ribadisco anzi che la concorrenza è veramente agguerrita, la speranza c'è e cercherò di farmi trovare pronto in queste ultime ore di campagna.  

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