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Marvin Vettori, dal Trentino alla conquista dell'America

Arti marziali miste. Il campione trentino racconta la disciplina fra difficoltà nell'allenarsi ad alto livello in Trentino alle emozioni della gabbia nel massimo circuito americano. Appuntamento il 30 dicembre a Las Vegas. Vettori: "Il combattimento insegna il rispetto delle regole e accresce l'autostima". Guarda la Video intervista 

Il rotaliano Marvin Vettori, campione trentino di Ultimate Fighting Championship
Pubblicato il - 22 ottobre 2016 - 12:58

TRENTO. L’appuntamento è per il 30 dicembre a Las Vegas: Marvin Vettori è pronto a tornare nella gabbia. Il 23enne atleta (o, per meglio dire, “fighter”, come piace a lui) tornerà a combattere nel circuito Ufc (Ultimate Fighting Championship), la “promozione” più importante nel campo delle arti marziali miste (Mma), disciplina sportiva seguitissima in America, che sta prendendo piede anche in Europa.

 

Vettori, originario di Mezzocorona, ma ormai “cittadino del mondo”, visto che per allenarsi si sposta in tutta Italia (dopo un vero e proprio “trasferimento” nel recente passato a Londra) e, per diversi mesi all'anno risiede negli Stati Uniti, ha iniziato a praticare l’Mma non troppi anni fa e ha letteralmente bruciato le tappe.

 

Agli inizi della sua carriera ha lottato in “promozioni” come UCMMA e Venator FC, prima del grande salto in Ufc, il “Mondiale” dell’Mma.

 

Sguardo pulito, fisico “bestiale”, Vettori è un ragazzo che fa dell’umiltà la propria forza e in testa ha un solo obiettivo: vincere il titolo nella propria categoria, quella dei pesi medi. L’esordio è stato più che positivo, ma adesso il “ragazzone” di Mezzocorona, che vanta un record di 10 vittorie e 2 sconfitte, non vuole più fermarsi.

 

 

 

 

Vettori, è pronto a combattere nuovamente?

 

“Assolutamente sì. Mi sto allenando duramente e ho un’incredibile voglia di tornare a misurarmi nella gabbia davanti al pubblico americano. Non vedo l’ora”.

 

Mma, ovvero mixed martial arts. In italiano “arti marziali miste”. Spieghi, in poche parole, ai profani di cosa si tratta.

 

“E’ un tipo di combattimento completo, in cui sono ammessi praticamente tutti i colpi. Pugni, calci, ginocchiate, gomitate: vale tutto, purché sia fatto nel rispetto delle regole. Non si può offendere l’avversario alla nuca, alla schiena e ai genitali, sono vietati i graffi e le dita negli occhi. Insomma: è uno sport duro, questo sì, ma non si mena a caso, anzi. Tra i lottatori c’è grande rispetto. Il combattimento si svolge sia in piedi che a terra, dove l’avversario può essere sconfitto mediante una tecnica di sottomissione. Insomma: si boxa e si lotta”.

 

Sinceramente: un combattimento di Mma visto dall'esterno sembra una “rissa” tra due persone che se le suonano di santa ragione.

 

“Capisco che dall'esterno la percezione possa essere questa, ma vi posso assicurare che si tratta di tutt'altro. Un’atleta di Mma lavora tantissimo per preparare un incontro e non mi riferisco solamente all'aspetto fisico - atletico. C’è un lungo percorso mentale di avvicinamento e la tattica di combattimento è fondamentale. Io, ad esempio, studio i miei avversari al video, cerco di capire quasi siano i colpi preferiti e gli eventuali punti deboli. Chi pensa che un fighters entri nella gabbia e meni a caso, beh si sbaglia di grosso”.

 

Ad agosto è arrivato l’esordio in Ufc. E che esordio: vittoria per sottomissione contro il brasiliano Alberto Uda, atterrato e costretto alla resa dopo nemmeno un round.

 

“E’ stato fantastico, ovviamente. Il contesto era quello del 'super match McGregor - Diaz 2', l’evento di Mma più venduto di sempre a livello di pay per view. Pubblico incredibile, entusiasmo alle stelle: per me si è trattato dell’esordio in Ufc, anche se avevo già visto diversi combattimenti e, dunque, mentalmente, ero pronto. Uda aveva già esordito nel circuito: è una cintura nera di ju jitsu brasiliano dotato di buona tecnica. L’avevo studiato attentamente e, dopo una breve fase in piedi, sono riuscito a portarlo a terra. L’ho 'lavorato' con una serie di pugni, fino alla finalizzazione con una 'ghigliottina' che utilizzo spesso”.

 

Nelle ultime settimane è salito agli onori delle cronache per aver attaccato duramente il pugile Clemente Russo (Qui l'articolo) che, nella casa del Grande Fratello Vip, si era lasciato andare a frasi poco edificanti riguardo a Simona Ventura e, più in generale, alle donne. Lo rifarebbe?

 

Di questa vicenda si è parlato anche troppo. Allora: quelle parole di Russo mi hanno dato grande fastidio perché ritengo che un pugile, un fighter, debba essere ricordato, celebrato o attaccato per quanto fa o ha fatto sul ring e non per altro. Russo è ed è stato un atleta di tutto rispetto, che però ha preferito restare tra i dilettanti anziché passare nel mondo “pro”. Quella frase mi venuta di getto e l’ho scritta”.

 

Consiglierebbe l’Mma ad un giovane. Non è uno sport troppo violento?

 

“Come ho detto prima: le arti marziali miste sono fisico, ma anche cervello. Chi pratica l’Mma lo deve volere, certo è che si tratta di una disciplina sportiva che insegna rispetto delle regole, spirito di sacrificio e applicazione. E poi la boxe e la lotta sono eccezionali per chi manca di autostima. Sì, in definitiva consiglio l’Mma”.

 

In Trentino, però, è difficile allenarsi perché non esistono strutture. Lei è costretto a recarsi a Roma o Milano per allenarsi come si deve, se non addirittura all’estero.

 

“Assieme alla 'fuga di cervelli' - conclude ridendo Vettori - c’è pure la 'fuga di fighters'. Speriamo che, in futuro, le cose possano cambiare. Il mio percorso non è stato semplice, soprattutto all'inizio (il fighters rotaliano si è trasferito a Londra per allenarsi seriamente, ndr) ma, con lo spirito di sacrificio, si riesce ad andare oltre. Io voglio arrivare al titolo. Punto e basta”.

 

 

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