"I fenomeni naturali rimodellano le identità delle popolazioni". Un libro per raccontare "la tempesta nella memoria": le conseguenze di Vaia su chi l'ha vissuta

"Vaia. La tempesta nella memoria - Uomini, piante, pandemia" è un libro scritto a sei mani, frutto di anni di ricerca etnografica portati avanti da Iolanda Da Deppo, Daniela Perco e Michele Trentini, con l'obiettivo di indagare gli effetti della tempesta Vaia sulle persone che l'hanno vissuta in prima persona

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
“Con questa ricerca volevamo di mettere in luce non tanto i traumi vissuti dalle persone, che comunque costituiscono una parte importante delle delle memorie che abbiamo rilevato, ma soprattutto i mutamenti percepiti da parte delle comunità e dei singoli rispetto al clima e rispetto al paesaggio” questa, usando le parole dell'antropologa Iolanda Da Deppo, è la motivazione dietro alla ricerca etnografica condotta insieme a Daniela Perco e Michele Trentini, e che viene raccontata ora in un libro dal titolo "Vaia. La tempesta nella memoria - Uomini, piante, pandemia".
Il libro, così come la ricerca stessa, e il documentario che è già stato prodotto per raccontarla (intitolato "Paesaggio Fragile"), è un'opera a sei mani, che racconta con profondità e attenzione antropologica le conseguenze del passaggio della Tempesta Vaia. Il ciclone extra-tropicale che nell’ottobre 2018 ha abbattuto oltre 15 milioni di alberi nel Nord Italia, ha rappresentato un punto di svolta per le comunità montane del Veneto e in particolare del Bellunese, mettendo a nudo i danni ambientali e sociali legati alla crisi climatica globale. Il libro, nato da un progetto promosso dal Museo Etnografico Dolomiti nel 2021, raccoglie memorie e testimonianze di chi ha vissuto l’evento, cercando di dare voce e forma alle percezioni e alle risposte sviluppate dalle comunità colpite.
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Vaia emerge nel racconto degli autori come un evento che ha risvegliato un forte senso di fragilità nella montagna e nel rapporto tra l’uomo e l’ambiente. La tempesta ha costretto le persone a ripensare al futuro di quei luoghi, mentre la pandemia da Covid-19, sopraggiunta durante il periodo di ricerca, ha introdotto nuove riflessioni. Se da un lato Vaia ha mostrato le criticità e le vulnerabilità delle aree montane, il lockdown e il distanziamento hanno risvegliato l’interesse verso un ritorno alla natura e alla vita in zone meno antropizzate. In questo dialogo complesso tra distruzione e riscoperta, il volume esplora come i fenomeni naturali e sociali abbiano rimodellato le identità e le prospettive delle popolazioni montane.
Il libro include inoltre l’accesso ai documentari prodotti da Michele Trentini, fra cui Paesaggio fragile, che hanno ulteriormente contribuito a immortalare e riflettere sugli effetti di Vaia. “Paesaggio fragile” è un docufilm di 25 minuti che porta sullo schermo la devastazione di Val Visdende, rappresentando il senso di perdita e la lenta rinascita della natura e delle comunità locali. Questo corto, premiato al festival “Luoghi dell’Anima” con un premio speciale della giuria, ha colpito il pubblico per la bellezza delle immagini e la potenza narrativa con cui documenta il dramma e la resilienza di un paesaggio violentato dalla tempesta. La narrazione, che si sviluppa attraverso la voce di una guardia boschiva, un regoliere e due turiste, offre uno sguardo intimo e sentito sul cambiamento forzato della vallata.
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L’opera “Vaia. La tempesta nella memoria - Uomini, piante, pandemia” si inserisce in un progetto di ricerca più ampio, dal titolo Scappare, rimanere, andare, ritornare, resistere. Grande Guerra e Vaia, che intende approfondire il significato dell’abitare in montagna. Il libro, arricchito di immagini evocative e delle testimonianze di chi è rimasto a presidiare quei luoghi, si fa portavoce di un monito: la bellezza naturale e culturale delle montagne, resa precaria dal cambiamento climatico, è una responsabilità collettiva che va custodita per il futuro delle generazioni.
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Di questo progetto abbiamo parlato con Iolanda Da Deppo in una puntata di "Un quarto d'ora per acclimatarsi", il podcast de L'AltraMontagna che approfondisce i problemi ambientali e sociali sperimentati dalle terre alte tramite la voce di chi le vive, le affronta e le studia. Qui è possibile ascoltare la puntata, disponibile anche su tutte le principali piattaforme podcast (Spotify, Apple e Google Podcast, Audible):













